Yoga – Suo significato e scopo

Yoga – Suo significato e scopo | Etanali percorsi di Risveglio spirituale
(Aggiornato il: 11 Ottobre 2001)

Yoga vuol dire “unione”. È la scienza di unire l’anima individuale con lo Spirito Cosmico. Coloro che praticano lo Yoga, lontano dall’essere dei mistici sognatori, seguono dei principi scientifici e pratici. Lo Yoga è una scienza esatta, la cui pratica ci salva da ogni dolore morale e da ogni sofferenza.

Che cosa succede quando pratichiamo lo Yoga?

Distruggiamo la falsa idea di essere separati da Dio, idea questa che è la causa di ogni sofferenza. La nostra prima e più impellente necessità, pertanto, è conoscere Dio. Quando conosciamo Dio, ci rendiamo conto che non siamo separati da Lui, ma che siamo invece a Lui uniti. Il Bhagavad Gita dice che lo Yoga è in armonia con la legge divina, concordanza con la vita divina. Mediante il dominio di tutte le energie che fuoriescono dal corpo, lo yoga genera sintonia con la vita divina, nella quale l’uomo ha la sua vera esistenza.

INCANALA VERSO L’INTERNO LE ENERGIE CHE DIRIGI VERSO L’ESTERNO

Quando noi non incanaliamo le energie del corpo verso l’esterno attraverso i sensi, possiamo deviare queste energie internamente, cioè, verso l’anima; e, percependo l’anima, possiamo unirci sempre di più alla grande vita. In questa percezione divina ci collochiamo al di sopra delle parti opposte del dolore e piacere, mentre sentiamo ed osserviamo questi “opposti” come semplici onde alterne del grande oceano della vita.

La Bibbia dice che noi siamo uniti nel divino all’infinito. In Matteo 4:4, leggiamo: “Non di solo pane vivrà l’uomo”. Questo significa che non vivrà soltanto adeguandosi alle leggi ordinarie della vita: respirando ossigeno, ingerendo alimenti, etc..,” “ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.”

Se noi viviamo di ogni parola, – della vibrazione – della bocca di Dio, allora come ci sarà possibile restare separati da Lui?

La Grande Energia Cosmica di Dio fluisce al nostro corpo attraverso il midollo allungato, quella parte del cervello che si trova situata alla base del cranio, dove si unisce alla colonna vertebrale. Questo centro, il midollo allungato, è la “Bocca di Dio”. Nell’Energia Cosmica che per di lì penetra, si trova tutto il potere e l’energia di cui abbiamo bisogno, ed anche qualcosa di più grande: la pace e la gioia di Dio.

Se tu pratichi lo Yoga otterrai di percepire questa pace, questa gioia.

Lo Yoga ti darà il potere di fonderti nell’unica grande Presenza, in quel Sé che è Dio. Lo Yoga realizza l’unione della materia cosciente con la Divina Presenza dentro di noi.

Attraverso la filosofia indiana Sankhya veniamo a conoscere ciò che è la vita: che noi non siamo soltanto questo corpo che ci sembra tanto reale e stabile, ma siamo un’anima immortale.

Nella nostra preghiera della S.R.F., confermiamo questa verità dicendo: “Padre, io non sono questo corpo; io sono l’immutabile Energia Cosmica che illumina la lampada del corpo.”

Questa conoscenza, perseguita fino alla sua conclusione, è il Vedanta, “la fine o ricapitolazione della conoscenza Vedica.”

Il Vedanta sostiene che Dio è l’unica realtà; tutta la creazione, o esistenza separata è Maya, o illusione. Noi sorgiamo dall’Oceano dello Spirito ed alla fine ci dissolviamo in Lui e ci incorporiamo con quell’Oceano Infinito ( Sat – Chit – Ananda ) sempre esistente, sempre cosciente e sempre nuova Benedizione.

Lo Yoga è il più importante dei tre sistemi perché ci dà dei metodi pratici per poter applicare le conoscenze filosofiche del Sankhya e del Vedanta. Con tali metodi possiamo raggiungere la realizzazione della nostra vera natura, che è l’anima, e lo scopo dell’esistenza, che è l’unione dell’anima individuale con lo Spirito Infinito.

Come il Maestro Paramahansa Yogananda spesso soleva spiegarci, una persona può sapere teoricamente che cos’è lo zucchero, però si rende conto delle sue vere qualità solo quando lo prova. Lo Yoga è prodigioso perché ci mostra il modo per realizzare le verità vediche nella nostra vita, nel nostro essere.

Mi piace definire lo Yoga come un cammino di vita. Se prendiamo lo Yoga è un sistema di pensiero coordinato ad un ordinato programma di esercizi giornalieri.

Vi sono diversi sentieri di Yoga: HATHA – KARMA – JNANA – BHAKTI – KRIYA – RAJA, ed ognuno di questi è un ramo speciale di grande sistema che produce l’unione con Dio.

L’HATHA Yoga si specializza nel controllare il corpo fisico. Il KARMA YOGA, l’esecuzione del lavoro che facciamo pensando a Dio come Fattore; il JNANA YOGA, l’applicazione della saggezza per l’ottenimento della realizzazione; il BHAKTI YOGA si specializza nel sentiero della completa devozione; il KRIYA YOGA, l’applicazione dell’azione spirituale, o tecnica del controllo vitale, ed il RAJA YOGA che ci insegna il valore di unire questi metodi di avvicinamento a Dio, in uno sforzo equilibrato.

GLI ESERCIZI DATI DA PARAMAHANSA YOGANANDA

La S.R.F. insegna il RAJA Yoga, o Yoga Reale, così chiamato perché combina il meglio di tutte le fasi dello Yoga.

Se tu pratichi con assiduità le Tecniche di Yoga della S.R.F., date dal Maestro Paramahansa Yogananda, saprai non soltanto in teoria quello che sei, dove vai, e quale è il migliore modo per raggiungere la meta, ma avrai anche un sistema di esercizi giornalieri che ti ci condurranno più celermente.

Non si deve dedicare molto tempo a questi esercizi, tuttavia è necessario praticarli se si desidera avere dei benefici da questi. Dedica giornalmente quanto meno un’ora a questi esercizi che danno vitalità.

Chi non può trovare una ventriquattresima parte del giorno, in verità, per raggiungere l’unificazione con quello che non muore, che non sbaglia, che ci spinge ad unificarci con Lui stesso, il Grande Padre  Eterno, nostro amato Dio?

Gli yoghi praticano tecniche scientifche per sviluppare il corpo, la mente e l’anima, perché non amano sottomettersi alla automazione, nè sono trascinati dalla corrente del condizionamento sociale.

Se tu segui come una persona il sentiero ordinario della evoluzione, a suo tempo percepirai qualcosa della verità e la tua coscienza raggiungerà un certo grado di elevazione. Ma gli Yoghi non amano attendere tanto tempo per distaccarsi dalle irrealtà mortali. Essi lavorano in questo senso, e mediante una pratica ordinata ed indipendente, camminano verso la verità eterna disciplinando loro stessi fisicamente, mentalmente e spiritualmente, al fine di accellerare la realizzazione della unione divina con il Padre Unico e Infinito.

Certe persone lavorano per controllare il corpo o la mente; invece lo yoghi, lavorando indipendentemente, non soltanto domina corpo e mente, ma ottiene la realizzazione dell’anima.

Vince l’irrequietezza del corpo e ottiene anche il dominio delle fluttuazioni degli elementi che costituiscono la mente (nel senso con  cui il grande saggio Patanjali definiì lo yoga) per unificarsi con l’oceano dello Spirito interno.

Lo yoghi inizia a livello fisiologico ordinario il “modus operandi” concentrandosi in prima fase sulla posizione. Una posizione comoda verticale della meditazione rende più facile lo sbarazzarsi della coscienza del corpo e dell’attaccamento ad esso. Se tu pratichi lo yoga con la spina nella posizione curva, la risultante scomodità ti ricorderà il tuo corpo; questo pensiero è un vincolo per l’anima imprigionata nella carne.

IL CONTROLLO DELLA FORZA VITALE

Dopo aver posto il corpo in posizione corretta, lo yoghi dirige la sua
attenzione verso l’interno. Con le tecniche yoga, in particolare con quelle insegnate dalla S.R.F., egli incomincia a regolarizzare e calmare il funzionamento del sistema respiratorio e di quello cardiaco; la forza vitale resta in tal modo libera onde poter essere utilizzata in attività più importanti nei centri spinali.

Questo controllo della forza vitale deve essere padroneggiato prima che lo yoghi possa ascendere, dalla percezione del corpo, ai regni più sottili della coscienza. Egli non può aspettare di controllare le sue attività mentali, nè di disciplinare i suoi stati mentali mediante la concentrazione fino a che abbia calmato il turbolento corpo e si siano acquietate la respirazione e le pulsazioni del cuore.
Q uando la respirazione e il battito cardiaco lavorano senza controllo, non ci si può concentrare, Pertanto lo yoghi, dopo aver adottato la posizione corretta, normalizza la respirazione con la tecnica dello yoga per la concentrazione; quindi, si pone in condizioni di andare avanti e disciplinare le fasi mentali della sua vita. Quando ha già calmato le onde dell’essenza della mente, per mezzo dello yoga, prosegue verso il piano intuizionale dell’anima, e per quel mezzo raggiunge l’estasi supercosciente, o Samadhi, l’unione dell’anima con Dio.

Il Maestro Paramahansa Yogananda disse che “la conoscenza di Dio” è la scienza di tutte le scienze, perché Dio sta in tutte le scienze. Pertanto, lo Yoga, con cui si realizza l’Unione con Dio, e di tutte le scienze la più elevata ed è quella che è più in armonia con la Legge Cosmica.

Chi ha inclinazione alla scienza, avrà piacere di leggere “Yoga e Scientific Evaluation” del Dr. Kovoor T. Behanan (Macmillan Co., New York 1937).

L’autore scrive: “A giudicare dai risultati dei nostri esperimenti, è difficile non giungere alla conclusione che vi sia una somiglianza tra lo stato neuromuscolare sotto la respirazione e la tensione ridotte infatti dagli esperimenti menzionati”.

Il Dr. Schenon dichiara che lo yoga è una tecnica scientifica che produce un rilasciamento elevato e uno scarico della tensione  tali da permettere allo yoghi di fuggire a volontà dalla coscienza di essere legato al corpo, con la sue alternanze di dolore e piacere. Lo yoga calma la mente agitata che corre quà e di là senza comtrollo alcuno.

Il Dr. Behanon dice inoltre: “Ho avuto il privilegio di osservare le vite di più di mezza dozzina di yoghines, nell’arco di un anno. Posso dire, senza riserve, che queste persone sono state le più felici che abbia conosciuto. La loro serenità era contagiosa e alla loro presenza sentii sempre di persone che avevano grande capacità di riserva. Se l’espressione di “illustre personalità” significa qualcosa la si dovrebbe applicare proprio a quelle persone.”

Il Dr. Behanon parla della sua propria esperienza: “Non posso omettere di citare qui un cambiamento che io esperimentai nella mia propria vita emotiva, e che appare in un certo modo essere il risultato di queste pratiche, le quali mi hanno apportato ad una stabilità e al dominio dell’emotività, tanto che non ricordo di aver mai raggiunto prima di apprendere questi esercizi.”

Gli psichiatri stanno lottando col problema della instabilità emotiva e mentale dell’uomo. Lo yoga porta chi lo pratica al di sopra delle fluttuazioni, fino alla sorgente onde nasce la saggezza, l’intuizione dell’anima. L’intuizione trascende l’intelletto e la sensibilità; lo yoghi, armonizzandosi con la pace intuitiva e con la saggezza, può dominare ed estirpare emozioni agitate e stati mentali turbolenti.

La pratica dello yoga è realmente benefica. Dà pace alla mente, riducendo la tensione del corpo, e producendo così il rilasciamento fisico; calmando i pensieri inquieti, mediante la concentrazione, producendo così il rilasciamento mentale; ed elevando la coscienza ad una percezione di intenso giubilo. Ma tu non devi accontentare fino a chè non raggiungi la meta dello yoga: l’unione con il Padre Unico di tutto il creato.

La prova suprema che lo yoga è una scienza la si deve incontrare nell’esperienza stessa dello yoghi. Quello che di più importante si deve ricordare nello yoga è che esso unisce l’individuo con l’Infinito. Questo è il punto che la maggioranza delle persone trascura. Lo yoga non è soltanto un sistema scientifico da mettere in correlazione alle condizioni fisiologiche e psicologiche del corpo. Tutto ciò è il solo mezzo per ottenere un fine più elevato: l’unione con Dio.

IL KRIYA YOGA È UN ACCELLERATORE

Il Kriya Yoga è una antica tecnica dello yoga, ora divulgata all’umanità dall’Associazione S.R.F.. Essa è un accelleratore scientifico spirituale che permette a tutti coloro che la praticano di raggiungere  più celermente la meta di tutti gli yoga: la realizzazione cosciente dell’unificazione dell’anima con Dio. Il Kriya Yoga porta a compimento questa realizzazione nel tempo più breve possibile.

Patanjali, il più notabile espositore dello yoga, divide le pratiche dello yoga in otto passi:

– i primi due sono YAMA E NIYAMA, la moralità positiva e negativa (i si e i no della religione). Perché tu abbia successo nella pratica degli altri passi dello yoga, la tua vita deve essere moralmente buona.

Il terzo passo del corso di studi di Patanjali è ASANA, o positura. Il Maestro Paramahansa Yogananda spiegava che ogni postura in la cui spina sia perpendicolare, ed il corpo stia comodamente, è anche appropriata per la pratica dello yoga. Ti puoi sedere su uno, o più cuscini, sul letto, se vuoi; oppure, puoi sederti su una sedia diritta. Però devi tenere il corpo comodamente, con la spina verticale.

Dopo le posture, viene il PRANAYAMA, o controllo del prana, o controllo della forza vitale del corpo.

Noi della S.R.F., per mezzo di esercizi di rinvigorimento, controlliamo la forza vitale nei muscoli, ossia la parte esterna del corpo. Quindi passiamo all’interno, e mediante diverse tecniche controlliamo i processi mentali, ed otteniamo la concentrazione. Andando oltre il mentale, poniamo la nostra concentrazione, nostra forza vitale, nel pensiero di Dio.

“Tu amerai il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, e con tutta la tua mente e con tutte le tue forze” ( Marco: 12: 30 ).

Il passo seguente è quello del PRATYHARA, cioè l’interiorizzazione della coscienza e percezione. In questo stato dimentichiamo il corpo; siamo separati dalle sensazioni esterne, e giungiamo ad uno stato interiorizzato di percezione divina.

CONCENTRAZIONE IN DIO

Il passo seguente è DHARANA, che significa concentrazione in un solo pensiero. Nello yoga, come quello che si pratica nella S.R.F., significa concentrazione nella presenza di Dio dentro il corpo. Questa presenza è lo Spirito Santo, la Sacra Vibrazione, visibile come luce mediante l’occhio spirituale interiore, nel punto tra le sopracciglia, e udibile come suono mediante l’udito interno, lo Spirito Santo è la Presenza di Dio, la percezione di Dio, l’amore di Dio in te.

“O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenente a voi stessi?”(Corinti, 6:19 ).

Il settimo passo dell’ottuplice sentiero dello yoga  di Patanjali è DHYANA, che significa espandere la coscienza della percezione dello Spirito Santo nel corpo verso la percezione dello Spirito Santo in tutta la creazione, come Luce Cosmica e Suono Cosmico. Allora la coscienza si espande ancora di più per ricevere l’intelligenza cosmica di Dio nella creazione, la quale è la Coscienza Cristica.

“Ma a tutti quelli che lo accolsero diede la potestà di essere fatti figli di Dio”. ( Giovanni. 1:12 ).

Dimentica tutte le cose complicate che ti abbiano detto circa lo yoga. I passi semplici che finiscono di descrivere conducono alla meta finale, SAMADHI, o estasi supercosciente. In questo passo finale, scompare la sensazione di essere separati da Dio, e la individualità dell’anima si fonde (quantunque giammai si perda!) nella Coscienza Cosmica di Dio.

Lo Yoga come ogni scienza esatta, si può praticare in ogni clima, in ogni luogo, in tutto il mondo.

Alcuni erroneamente credono che lo Yoga non sia appropriato alle menti occidentali. La prova che si possa applicare in Occidente con il medesimo successo e con tanto beneficio per chi lo pratica, tanto come in Oriente, l’abbiamo nell’opera che Paramahansa Yogananda ha portato a compimento per mezzo della S.R.F..

Migliaia di persone in tutto il mondo hanno eseguito e praticato lo Yoga così che come lo ha insegnato in classi orali o per mezzo di lezioni, e molti hanno ottenuto di armonizzarsi con lo Spirito. Migliaia di studenti in Occidente stanno attualmente praticando lo Yoga.

VITA PIENA

In Oriente si è avuta da secoli una ininterrotta catena si praticanti di Yoga. La scienza dello Yoga è la base spirituale per una vita umana completa.  L’Oriente ha sempre riconosciuto la verità che l’uomo è una combinazione di corpo e di Spirito, e ha sviluppato l’aspetto spirituale per mezzo di sistemi di Yoga.

L’Occidente si è occupato di più dello sviluppo fisico e materiale della vita e delle forze esterne della natura. Si pensi a quanto progresso con la ricerca del’energia atomica! L’Oriente avrà benefici da un maggior sviluppo dell’aspetto materiale della vita; d’altra parte, l’Occidente deve aver cura di non entusiasmarsi troppo con le forze atomiche che ha sciolto, affinchè non abbia a perdere l’opportunità di scoprire quelle grandi energie e poteri spirituali che esistono dentro ogni uomo.

Una combinazione della saggezza dell’Oriente con quella dell’Occidente è la cosa migliore.

Tanto nell’orientale come nell’occidentale vi è un’anima. C’è da conoscere quell’anima. La conoscenza di questa deve essere coltivata e compresa. Lo Yoga si può applicare in ogni parte del mondo, sia che si trovi in Oriente che in Occidente. La finalità dello Yoga è l’unione con lo Spirito, o redenzione dell’illusione mortale e della sofferenza. Sia in Oriente che in Occidente dobbiamo unire le nostre anime con l’Infinito per mezzo delle discipline fisiche, mentali e spirituali dello Yoga. Questa è la nostra più alta e urgente necessità. Allora si che potremo distruggere l’illusione l’ignoranza e l’idea di separazione da Dio, separazione che è la causa di ogni sofferenza.

(Dr. M. W. Lewis)

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