Piccolo Glossario Sanscrito

Piccolo Glossario Sanscrito |
(Aggiornato il: 4 Dicembre 2019)

Glossario base di parole in sanscrito

Nella grande famiglia delle lingue indoeuropee, un posto di primaria importanza spetta al sanscrito, lingua di un’antica e illustre civiltà quale l’indiana nonché tramite di una letteratura immensa come qualità letteraria, profondità filosofica, intensità religiosa. La parola saṃskṛta significa “perfetto”, e fino a non molti anni fa, gli studiosi erano addirittura persuasi, vista la perfezione formale del sistema fonetico e la precisione grammaticale, che il sanscrito dovesse essere la lingua che più di ogni altra avesse conservato la struttura dell’originaria parlata proto-indoeuropea. Oggi questo giudizio è alquanto ridimensionato, nondimeno il sanscrito riveste tuttora un’importanza capitale per il linguista, il filologo, il religioso, il letterato e il filosofo.

I termini e le parole sanscrite che seguono sono comunemente usati nei testi yogici e filosofici indiani. Una migliore comprensione del loro significato ci aiuterà a trarre maggiore ispirazione dalle sacre scritture dell’India.


Advaita – Non-dualità; l’insegnamento che tutto è una manifestazione della Coscienza.

Ahamkara – L’ego, o il senso di essere una personalità separata da Dio.

Ajna – Il centro dell’occhio spirituale, situato nello spazio tra le sopracciglia. È conosciuto come il centro della volontà e del comando ed è intimamente collegato al midollo allungato.

Akasa – Spesso pronunciato ‘akasha’. Il primo dei cinque elementi materiali, che costituiscono il centro della nature manifestata. Viene  tradotto come ‘etere’ o sostanza sottile.

Gli altri quattro elementi che costituiscono il regno materiale sono aria, fuco, acqua e terra (solidi).

Ananda – Beatitudine. Questo termine viene spesso usato per comporre nomi monastici. Per esempio, Yogananda: “beatitudine attraverso lo yoga o l’unione divina”.

Asana – Posizione. Le yogasana sono le varie posizioni praticate nel sistema dell’Hata Yoga. Le posizioni a sedere si usano per la meditazione.

Ashram – Un eremitaggio isolato adatto alla pratica delle discipline yogiche e all’addestramento spirituale.

Atman – Una particella individualizzata della Coscienza Suprema; l’anima.

Avadhuta – Persona completamente autorealizzata che agisce attraverso la mente e il corpo, ma la cui coscienza si estende ad abbracciare l’infinito.

Avatar – La discesa della divinità nella forma umana; un’incarnazione di Dio; un salvatore o redentore del mondo.

Avidya – Significa “non ”. Mancanza di comprensione della natura della Coscienza e delle sue manifestazioni.

Ayurveda – Scienza della vita; l’antica scienza vedica della medicina e dei metodi di guarigione.

Bhagavan – Signore; letteralmente, chi è dotato dei sei attributi: infinito potere spirituale, giustizia, gloria, splendore, conoscenza e rinuncia.

Bhagavad Gita – “Il glorioso canto celeste del Signore”. Un testo sacro fondamentale che descrive l’insegnamento di Sri Krishna al suo discepolo Arjuna. Sri Krishna rappresenta la Coscienza Suprema e Arjuna rappresenta l’anima che cerca.

Bhakti – Intenso amore devozionale per Dio.

Brahma – L’aspetto primevo di Dio, che si espande e si proietta all’esterno nella manifestazione del mondo.

Brahmachari – Persona autodisciplinata che si dedica alle pratiche spirituali sotto la guida di un guru.

Brahmacharya – La disciplina spirituale che permette di controllare e regolare le energie e le forze vitali.

Brahmaloka – La dimora di Dio, che corrisponde al piano o reame supremo che sta da questa parte del Campo Trascendentale.

Brahman – La Realtà Suprema; l’Assoluto, senza attributi o caratteristiche.

Brahma Sutra – Noto anche come vedanta sutra. Un trattato di filosofia attribuito a Shankara; un testo sacro importante per chi segue il sentiero della conoscenza.

Brahmavidya – La conoscenza della Coscienza Suprema.

Buddhi – La facoltà della discriminazione, del discernimento e della determinazione; l’intelletto.

Cakra – Un centro di smistamento d’ attraverso cui passa il prana. I sette chakra principali sono localizzati nel cervello e nella spina dorsale. La parola significa “ruota”.

Chit – La Coscienza Suprema nel Suo aspetto di potere dinamico creativo.

Chitta – Quell’aspetto della sostanza mentale che comprende pure la memoria e il sentimento; nell’essere umano esiste insieme al principio pensante, all’intelletto e al senso dell’ego.

Deva – Un “essere luminoso” o dio. Dei e dee (devi) dimorano nei regni celesti sottili.

Dharma – La forza della natura che sostiene e mantiene il processo evolutivo. Il termine si riferisce anche all’ordine evolutivo, ovvero alla via della giustizia.

Dharana – Il sesto stadio dello Yoga, ovvero la perfetta concentrazione sull’ideale della meditazione. dhyana – La vera meditazione, che deriva dalla ferma concentrazione.

Diksha – Iniziazione yogica, durante la quale si viene istruiti sulle procedure di meditazione, e il guru trasmette la sua energia spirituale al discepolo.

Guna – Una delle tre forze o attributi elettrici della natura. I guna sono presenti nel campo di Dio e in tutto l’universo.

Guru – La luce che disperde le tenebre. Il guru è considerato una manifestazione di Dio in forma umana, per guidare il discepolo sul sentiero della liberazione spirituale.

Gurukripa – La grazia di Dio che, passando attraverso il guru, arriva al discepolo.

Guruseva – Il servizio al guru è considerato servizio a Dio. Sintonizzandosi con la mente e la coscienza del guru, il discepolo si pone in sintonia con la coscienza di Dio.

Ida – Canale (nadi) sinistro attraverso il quale il prana sottile scorre nel corpo; rappresenta la corrente lunare o la polarità negativa Il canale destro è chiamato pingala e trasporta la corrente positiva Quando questedue correnti si fondono nell’occhio spirituale, durante la meditazione, si percepisce la luce interiore e si ode la vibrazione Om.

Ishwara – L’aspetto personale di Dio che governa e regola l’universo. È l’aspetto della Coscienza Suprema che e’il Signore o Sovrano dell’universo.

Japa – Ripetizione di uno qualsiasi dei nomi di Dio, ai fini della concentrazione e della meditazione.

Jivanmukta – Un’anima libera; chi è liberato mentre ancora brucia del karma residuo attraverso il corpo.

Jnana – Conoscenza; jnana  Yoga, per esempio, è la via del discernimento che porta alla conoscenza di Dio.

kaya-kalpa – Kaya si riferisce al corpo fisico e kalpa significa “periodo o ciclo di tempo”. Il kaya-kalpa è un sistema ayurvedico che  mediante la purificazione del corpo, una dieta appropriata, il completo riposo e la meditazione profonda produce il ringiovanimento e la longevità.

Karma – La legge di causa ed effetto; ogni azione produce una reazione. A volte il termine è usato nel senso di “dovere”, come quando si dice “è il mio karma fare questo lavoro”.

Khechari Mudra – Lo stato in cui uno è libero di muoversi negli spazi della coscienza. È anche un atto fisico nel quale la lingua viene rivoltata all’insù,  nella cavità naso-faringea, stimolando un’emissione di fluidi dalla testa. Viene praticato dai kriya yogi avanzati, perché aiuta a mantenere le forze vitali nei centri cerebrali e acquisire una concentrazione perfetta.

Kriya – I kriya yogici sono atti di purificazione spontanea a livello sottile, che avvengono quando si desta kundalini. Il termine si usa anche per indicare speciali pratiche e tecniche.

Kundalini – Forza vitale statica, dormiente, che si trova nella natura e nel corpo dell’uomo. Quando si desta nella natura, sul pianeta si manifestano le forme di vita. Quando si sveglia nell’uomo, l’anima comincia il suo viaggio attraverso gli spazi interiori verso l’Autorealizzazione.

Maha – Grande; come in mahatma, o “grande anima”.

Mahadeva – “Grande dio”, titolo usato spesso per indicare il dio Shiva.

Mahasamadhi – La cosciente uscita finale dal corpo di uno yogi. Il termine si usa anche per indicare la tomba che si erige sopra il corpo di un santo.

Manas – L’aspetto della mente che è la sede o il luogo d’origine dei cinque sensi. Quando un’anima s’identifica col manas viene considerata un essere umano.

– Suono usato per l’influenza specifica che ha sul suo ambiente: fisico, mentale o sottile. Può essere intonato in maniera udibile, recitato mentalmente, o ascoltato durante la meditazione.

Maya – Il tessuto o la “stoffa” di cui sono formati i mondi. I componenti di maya sono le particelle di luce, lo spazio, il tempo e l’energia creativa. Maya possiede due caratteristiche: forma la materia, e nasconde la verità all’anima quando questa s’identifica troppo con la creazione esterna.

Moksha – Liberazione, o libertà dal coinvolgimento con maya.

Mudra – Posizione o gesto simbolico. Sono anche delle tecniche yogiche usate per destare kundalini e acquisire il controllo dei processi vitali.

Nada – Diversi suoni interiori che si odono in meditazione. Sono variazioni del primevo OM. Il Nadayoga e’ la scienza del .

Nadi – Canale attraverso il quale scorre il prana nel corpo sottile.

Nadi-shuddhi – Purificazione dei nervi e dei canali sottili dovuta all’attivo fluire della shakti dopo il risveglio di kundalini.

Nirguna Brahman – La Coscienza Suprema senza attributi o qualità.  Il Saguna Brahman indica la Coscienza con attributi e qualità.

Nirvikalpa samadhi – L’esperienza della Pura Coscienza senza sostegno mentale o concettuale. Questo stato di samadhi non è permanente finché tutte le impressioni mentali sottili non siano state dissolte. Il savikalpa samadhi è quello che deriva dall’identificazione con la luce o il suono interiore, o con altri aspetti della coscienza.

OM – Il suono primevo dal quale emanano tutte le manifestazioni esterne. OM è sinonimo di Aum, Amen e Pranava.

Paramahansa – Il più alto titolo che si può dare a uno yogi autorealizzato. Il Paramahansa è colui che vive nel mondo senza rimanerne coinvolto.

Paramukta – Lo stato d’illuminazione oltre il jivanmukta. Un paramukta è supremamente libero e non ha legami o coinvolgimenti karmici con maya.

Prakriti – I regni materiali (natura) costituiti dagli elementi e dagli attributi elettrici (guna). Il purusa è la forza divina che dà vita a prakriti.

Prana – Le forze vitali che danno vita all’universo e a tutti gli organismi viventi. Tutti i prana sono divisioni della corrente del suono OM.

Pranayama – Regolazione delle forze vitali, di solito attraverso la regolazione volontaria del respiro, e la pratica di certi mudra particolari.

Prarabdha karma – Impressioni subcoscienti che cominciano a manifestarsi o che devono essere esaurite nell’attuale incarnazione.

Pratyahara – Il quinto stadio dello Yoga, che si realizza quando l’attenzione e i sensi sono rivolti dentro e interiorizzati.

Rasa-lila – La “danza” eterna che ha luogo tra il Signore dell’universo e le anime incarnate.

Rishi – Un veggente; chi rivela la saggezza.

Sadhana – L’impegno, le discipline e le pratiche spirituali che si fanno per arrivare all’esperienza dell’Autorealizzazione.

sahasrara – Il più importante dei sette chakra, localizzato nella parte superiore del cervello.

Samadhi – L’unità che si realizza quando le modificazioni mentali cessano d’essere influenti.

Samsara – L’eterno divenire del mondo.

Samskara – L’impressione lasciata nella mente da un pensiero, sentimento, desiderio o esperienza. I samskara ci influenzano finché non vengono bruciati o dissolti.

Samyama – La perfetta contemplazione insegnata nel terzo capitolo degli Yoga Sutra. Concentrazione, meditazione e samadhi costituiscono il processo del samyama.

Sanatana Dharma – L’eterna religione, o l’eterna via di giustizia. Si fa risalire ai tempi pre-vedici e si dice che non abbia origine, poiché le sue radici sono nel campo della Pura Coscienza.

Sannyasin – Un rinunciante che ha preso i sacri voti per dedicare tutte le sue energie all’Autorealizzazione e, a volte, al servizio del mondo.

Shakti – L’energia cosmica che crea e sostiene i mondi. La shakti si sveglia nell’uomo quando viene stimolata kundalini.

Shaktipat – La trasmissione della shakti dal guru al discepolo, che può avvenire durante l’iniziazione, oppure spontaneamente ogni volta che  ildiscepolo è ricettivo all’esperienza.

Shambavi Mudra – Si ha quando la propria attenzione viene focalizzata spontaneamente e fluisce verso la natura divina, sia che gli occhi siano aperti o chiusi. Quando l’attenzione è ferma e non oscilla, si realizza shambavi mudra.

Shiva – L’aspetto della Divinità che emana l’energia creativa per formare i mondi e che in seguito ritira l’energia per dissolverli. Shiva è il patrono degli yogi.

Siddha – Un essere perfetto, realizzato nello Yoga. Un vero maestro di Yogala cui grazia può destare i discepoli e aiutarli a ottenere la liberazione della coscienza.

Siddhi – I poteri della perfezione che derivano dal risveglio dell’anima.

Sushumna Nadi – Il canale centrale attraverso il quale kundalini ascende fino al chakra della testa, causando una trasformazione evolutiva del corpo e la più alta esperienza di samadhi.

Swami – Persona appartenente all’antico ordine monastico riorganizzato da Swami Shankara nell’ottavo secolo dopo Cristo. Si suppone che dopo l’iniziazione nell’Ordine degli Swami uno viva nella consapevolezza di Dio.

Tattva – L’essenza vera o interiore di una cosa. L’essenza dei sensi è la radice dei sensi nella mente. L’essenza dei mondi è Dio. L’essenza di qualsiasi cosa si può conoscere attraverso il samyama, o la perfetta contemplazione.

Turiya – Il “quarto” stato di coscienza, che trascende i tre stati comuni di veglia, sogno e sonno profondo.

Upanishad – Una raccolta di testi sacri che vedono la loro origine nella tradizione dell’insegnamento orale. Nei tempi antichi il ricercatore andava a vivere con il guru in un eremitaggio e “sedeva vicino” a lui per imparare; da qui il termine Upanishad (upa = vicino; ni = giù; sat = sedere). Vi sono molte upanishad, e Swami Shankara scrisse dei commentari su parecchie di esse. Le upanishad che si occupano di argomenti esoterici formano una raccolta particolare riservata ai ricercatori più avanzati. Tra queste ultime vi è la Shandilya Upanishad, che fu scritta da un antenato di Lahiri Mahasaya. In essa sono spiegate le procedure del .

Veda – I Veda si riferiscono alla verità rivelata. L’origine dei Veda è la Pura Coscienza. Gli insegnamenti dei Veda formano la base filosofica sulla quale poggia la pratica dello Yoga.

Vedanta – Il condensato della saggezza della tradizione vedica. Vedanta significa “la fine o l’essenza dei Veda”. La realizzazione finale è “La Coscienza Suprema è la causa e il supporto di tutto ciò che appare”.

Vishnu – L’aspetto personale di Dio che mantiene e preserva l’universo. Brahma espande ed emana. Vishnu mantiene e preserva. Shiva crea i mondi e quindi li dissolve. Questi nomi indicano semplicemente i diversi aspetti di Dio, coinvolti nel processo del mondo.

Viveka – Discriminazione tra l’eterno e il transitorio.

Vyasa – Un saggio che si ritiene abbia disposto le scritture vediche nella loro forma attuale. Probabilmente Vyasa è il nome usato da molti saggi che hanno lavorato allo stesso progetto nel corso degli anni.

Yama – Le proibizioni raccomandate a chi cammina sul sentiero spirituale. Niyama sono le osservanze ingiunte a chi pratica sinceramente lo Yoga. Le regole di yama e niyama sono le basi fondamentali per le pratiche yogiche e per raggiungere la maturità emotiva e i più alti stati di samadhi.

Yoga – “Unire insieme”. Un sistema di diverse discipline compatibili che permette di armonizzare le diverse correnti attive e conflittuali nell’essere umano, per poter realizzare direttamente la luce dell’anima.

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