Proprietà generali ed azione biologica degli oli essenziali in natura

Vediamo comparire nel XX secolo diversi approcci e specializzazioni nell’ moderna: la pscico, termine di facile comprensione introdotto recentemente nella cultura anglosassone, che denota la volontà di metter a disposizione l’ per i più comuni disagi studiati in psicologia; l’aromacologia, termine ispirato alla riscoperta del grande patrimonio delle conoscenze aromatiche delle più antiche civiltà coniato circa 30 anni fa in Italia, Francia e Giappone da alcuni ricercatori degli effetti a livello psichico dell’uso olfattivo degli , basato sullo studio neurofisiologico delle essenze, capaci di sollecitare aree cerebrali e produrre sostanze ormonali con indubbi poteri curativi; l’aromatologia, il termine di più ampio della cultura aromatica, che indica l’insieme degli impieghi possibili di un essenziale: cosmetico, ambientale, sottile e terapeutico.

Col termine si definisce l’utilizzo sapiente delle proprietà curative a livello fisico, emozionale e psichico degli puri provenienti da piante selvatiche, di coltivazione biologica o tradizionale. I sistemi di estrazione utilizzati sono frutto della cultura millenaria di popoli che hanno dedicato grandi energie allo studio ed all’applicazione delle proprietà curative dei contenuti aromatici vegetali e tra questi i più importanti sono: l’Egitto, l’India, la Cina, la Persia, la Grecia e la Francia.

L’estrazione a corrente di vapore si tende a preferirla nel caso che la parte aromatica della pianta si trovi nelle foglie, nelle radici o nella corteccia. Garantisce una grande qualità e durata nel tempo e ci fornisce l’ essenziale.
L’estrazione per pressione a freddo è utilizzata prevalentemente per gli agrumi, da cui si ricava l’essenza.
L’estrazione chimica con l’alcool o l’esano si utilizza prevalentemente per i fiori e ci fornisce l’assoluta.
L’estrazione col grasso o enfleurage, utilizzata per fiori delicati, quasi scomparsa per i suoi altissimi costi, ci dà il puro enfleurage.

Gli sono identificabili in base al nome botanico latino e distinti col chemiotipo, quando è presente, ossia ai componenti chimici prevalenti in quella specie botanica, che determinerà un’azione specifica ed anche un prezzo diverso. Ad esempio nel caso del comune rosmarino e nello specifico del Rosmarinus officinalis, avremo diversi chemiotipi: rosmarino cineolo, rosmarino borneone, rosmarino verbenone.

È possibile paragonare l’ essenziale ad una “goccia di luce” o carta d’identità energetica e dire che è la vera espressione dell’intelligenza di guarigione di quella pianta o di quel fiore. In si studiano le proprietà e le indicazioni degli naturali, usati per le tante virtù benefiche che li rendono adatti al mantenimento della salute psicofisica, all’uso cosmetico, alla profumazione personale e degli ambienti, all’uso alimentare, alla prevenzione dei più comuni disturbi e ad utilizzi di pronto intervento.

In si usano esclusivamente , puri e naturali, quindi non diluiti, non ricostruiti, non adulterati, prodotti grazie a diversi sistemi di estrazione e provenienti da piante aromatiche di coltivazioni spontanee, biologiche, biodinamiche o convenzionali.

I motivi per cui le oggi gli (puri e naturali di provenienza vegetale) sono così utilizzati possono essere compresi meglio conoscendo le loro vaste proprietà ampiamente dimostrate oltre che dall’eredità storica di oltre 10.000 anni d’utilizzo ininterrotto, anche dalle vaste e moderne ricerche scientifiche e naturalmente dal loro ampio utilizzo negli ospedali e studi di medici, veterinari, dentisti, naturopati, aromaterapeuti, psicologi e guaritori di tutto il mondo. La loro potente azione è dovuta al mantenimento del potenziale vitale ed energetico della pianta di origine che rimane quasi inalterato grazie all’accuratezza del processo di estrazione ed al rispetto di alcune regole per la conservazione (vanno conservati in contenitori di vetro scuro e posti al riparo dal calore, luce, umidità e di sicurezza (lasciati lontani da luoghi accessibili ai bambini, non messi a contatto degli occhi, non usati mai puri tranne alcune eccezioni, da usarsi per via interna solo se sono adatti all?utilizzo alimentare).

In natura tutti gli esercitano la loro azione con grande intelligenza e versatilità armonizzandosi ai ritmi vitali e planetari, favorendo la biologia (protezione, crescita, conservazione e proliferazione) delle piante aromatiche in rapporto con le altre piante, agli insetti ed agli animali nocivi o utili (attirandoli o respingendoli) per il mantenimento della vita e dell’ecosistema. In modo analogo gli influiscono sulla salute psicofisica dell’uomo e nella sua relazione con gli altri esseri viventi. Per ciò che riguarda l’uomo l’utilità degli può essere compresa esaminando le loro proprietà farmacologiche più importanti:

Antisettiche (si oppongono allo sviluppo dei germi e li uccidono)

Antitossiche (inattivano i prodotti di deterioramento delle cellule)

Antivelenose (neutralizzano il veleno di vespe, ragni e i morsi delle vipere)

Cicatrizzanti (stimolando l’irrorazione sanguigna, la produzione di globuli rossi e di leucociti, facilitando la riparazione dei tessuti, di piaghe e ferite)

Antinfiammatorio (riduce l’infiammazione)

Antiparassitarie (allontano insetti e parassiti)

Antireumatiche (per la cura e prevenzione disturbi articolari ed artrosi)

Antinevralgiche (per curare nevralgie e dolori connessi a patologie)

Calmanti (agiscono come calmanti del sistema nervoso)

Tonificanti (agiscono come stimolanti del sistema nervoso)

Ormonali (regolano ed equilibrano il funzionamento delle ghiandole endocrine ed in particolare sulla corteccia surrenale)

Antispastiche (efficaci in caso di spasmi viscerali, gastrici, efficaci contro le coliche)

Afrodisiache (molte essenze sono specificatamente dei stimolanti sessuali)

L’alta volatilità delle essenze, il loro diffondersi nell’aria, le mette in relazione con il nostro sistema olfattivo. La molecola aromatica contenuta in un essenziale viene individuata dai recettori olfattivi posti nella cavità nasale ed arriva direttamente al nostro cervello grazie ai bulbi olfattivi, al sistema limbico connesso alle emozioni primarie e da lì al centro dell’ipotalamo ed in seguito ai centri nervosi superiori della corteccia, al sistema endocrino, modificando il nostro umore, stimolando la memoria ed i ricordi anche lontani, la sessualità le emozioni, il sistema respiratorio e digestivo. Per questo motivo quando in alcuni studi sull’ ci si riferisce al loro utilizzo specificamente psichico si usa il termine di psico. La volatilità delle essenze concorre a determinare il criterio di classificazione delle stesse. La scala di evaporazione, in ordine decrescente, comprende tre classi o tre note aromatiche, secondo la classificazione fatta dal profumiere francese Piesse nel 19′ secolo:

Superiore (o nota di testa): effetto stimolante e rinfrescante

Medio (o nota di cuore): effetto riequilibrante del piano fisico e psichico

Base (o nota di base): effetto rilassante e sedativo

Gli possono penetrare nel corpo oltre che con l’olfatto anche attraverso la pelle e con l’ingestione alimentare.

(Di Renato Tittarelli – SOAM – Scuola Olistica di e Massaggio – Sito web: www.risoessenza.it)

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