Papilionacee o Leguminose

Papilionacee o Leguminose |
(Aggiornato il: 23 Gennaio 2003)

Cytisus scoparius, ginestra dei carbonai

Galega officinalis, galega, capraggine

Glycyrrhiza glabra, liquirizia

Medicago sativa, erba medica o alfa-alfa

Melilotus officinalis, meli loto

Trigonella foenum graecum, fieno greco

La stessa famiglia fornisce i legumi che abitualmente mangiamo: fagioli, lenticchie, soia, fave, ceci, piselli.

Caratteristiche

I componenti di questa famiglia sono per lo più eduli, e tra i vegetali più ricchi di proteine. Come tali, hanno un notevole contenuto in azoto. Si usava piantare le leguminose insieme ai cereali proprio perchè arricchiscono il terreno di azoto (tuttora si pratica il sovescio interrando piantine di legumi) e maturano generalmente prima delle graminacee, assicurando così il sostentamento anche in caso di eventi accidentali che limitassero il raccolto (grandinate, gelate, insetti, malattie dei cereali). Hanno caratteristiche moderatamente centrifughe, dovute alla crescita rapida e apparentemente disordinata (spesso necessitano di un sostegno), al contenuto in azoto (=aria) e lipidi.

D’altronde, delle leguminose si mangiano soprattutto i semi, ovvero le componenti più centripete (meno acqua, più proteine).

Proprietà

Possono avere sapore dolce (liquirizia) o pungente (fieno greco), e sono erbe spasmolitiche (liquirizia, fieno greco, meliloto), espettoranti, spesso ricche di fitoestrogeni (fieno greco, trifoglio, erba medica, galega), anabolizzanti, energizzanti, lassative, emollienti, ma anche ipoglicemizzanti (liquirizia, fieno greco, galega). A dosi tossiche, sono spesso convulsivanti.

Costituzioni

Interagiscono bene con le costituzioni linfatiche, e ancor più con i soggetti sanguigni, specie quando questi hanno esaurito le loro energie o manifestano disturbi neurovegetativi.

Stagionalità

Tarda primavera o fine estate, momenti in cui l’organismo può subire cali di .

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