Allarme per i “desaparecidos” nepalesi

Allarme per i “desaparecidos” nepalesi | Etanali percorsi di Risveglio spirituale
(Aggiornato il: 17 Aprile 2001)

Martedì, 31 agosto 2004 01:45

Il Nepal è al centro dell’attenzione delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie per il gran numero di “sparizioni” registrate nel Paese. La questione è stata messa in rilievo durante la giornata internazionale per le persone scomparse che è stata celebrata lo scorso 30 agosto.

Secondo un rapporto di Amnesty International i “desaparecidos” nepalesi nell’ultimo anno ammonterebbero a 378, più del totale degli ultimi 5 anni.

Dal 1998, infatti, Ai ha riscontrato in Nepal 622 sparizioni, centinaia di uccisioni extragiudiziali, migliaia di arresti arbitrari e casi di tortura perpetrati dalle forze di sicurezza. Accompagnati, per di più, da una crescita della cultura dell’impunità nella quale le forze governative ostacolano le indagini condotte dalla Commissione internazionale per i diritti dell’uomo e dalle corti nepalesi.

Non sono esenti dalla condanna di Amnesty neanche i ribelli maoisti del Partito comunista nepalese (CPN) che dal 1996 sono in lotta contro le forze governative e che continuano ininterrottamente a commettere omicidi, torture e violenze di ogni tipo.

Secondo il Gruppo di lavoro dell’Onu sulle sparizioni forzate ed involontarie (WGEID) nella prima metà del 2004 ci sono stati 130 scomparsi a differenza dei soli 18 casi del 2003.

Cifre ancora più allarmanti provengono dalla Commissione nazionale dei diritti umani che riporta 1430 scomparsi negli ultimi 3 anni, più di 1000 dei quali per mano dell’esercito governativo.

Appare evidente e preoccupante, secondo Ai come al momento le sparizioni (se ne contano più di una al giorno) siano in costante aumento.

La condanna assume contorni ancora più eclatanti dato che la pratica delle sparizioni forzate o involontarie infrange molti dei diritti umani fondamentali tutelati a livello internazionale e contemplati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nei Patti internazionali sui diritti umani.

Mentre in passato le sparizioni erano associate alle politiche dei regimi autoritari, al giorno d’oggi si riscontrano principalmente nelle più complesse situazioni che sorgono nell’ambito dei conflitti interni agli Stati che generano violenza, crisi umanitarie e violazioni umanitarie su larga scala.

Il Nepal non è l’unico Paese alle prese con questi problemi. Il WGEID ha, infatti, sottolineato che in Russia si contano più di 270 “sparizioni”, in Colombia devono essere verificati più di 890 casi sospetti ed in Kosovo la rivalità etnica tra serbi ed albanesi ha provocato la scomparsa di più di 3000 persone.

Secondo AI, l’incredibile numero delle sparizioni è uno dei maggiori problemi che il Nepal deve affrontare nel settore dei diritti umani. “Solo combattendo la cultura degli abusi, terminando l’impunità per le forze di sicurezza e attivando riforme istituzionali e legali, il governo può interrompere la corsa verso il disastro umanitario” si legge nel rapporto.

Il Rapporto è stato inviato al primo ministro nepalese, Sher Bahadur Deuba, che recentemente aveva dichiarato di aver impartito nuovi ordini alle forze di sicurezza nazionali per il rispetto dei diritti umani, ma che secondo AI non sono risultati sufficienti.

( Di Giacomo Orlandini)

Commenti: non attivi