La Grande Piramide di Cheope

La Grande Piramide di Cheope |
(Aggiornato il: 10 Agosto 2001)

Una delle costruzioni più grandi mai realizzate dall’uomo. S’innalza verso il cielo da parecchie migliaia di anni nella piana di Giza in Egitto.
Le sue misure sono: lato settentrionale 230 mt e 25.05 cm, lato occidentale 230 mt e 35.65 cm, lato orientale 230 mt e 39.05 cm ed infine lato meridionale 230 mt e 45.35 cm, per una altezza di 146 mt. Il tutto per un peso di circa 6.000.000 di tonnellate e un’ area di 13.1 acri. Gli angoli alla base sono quasi perfetti: angolo sud-est 89° 56’e 27″, quello di nord-est 90° 3′ 2″, quello di sud-ovest 90° 0′ 33″, e quello di nord-ovest 89° 59′ 58″ (appena due secondi d’arco di differenza). Secondo stime affidabili, la Piramide consiste di un totale di circa 2.300.000 blocchi di pietra calcarea e granito, con pesi che variano dalle 2.5 tonnellate alle 70 tonnellate.

Non solo, ma bisogna aggiungere anche un rivestimento simile a uno specchio di 22 acri costituito, da 115.000 pietre lucidissime, ciascuna del peso di 10 tonnellate, che originariamente coprivano tutte e quattro le facciate.
Dopo essere stata staccata da un violento terremoto nel 1301 a.C., la maggior parte dei blocchi di rivestimento fu rimossa per la costruzione del Cairo.

Perché fu costruita questa enorme piramide? Come fu possibile realizzarla in un tempo così remoto? È credibile che una civiltà dell’età del rame abbia accumulato 21 milioni di tonnellate di pietre in circa un secolo, di cui 12 milioni solo a Giza, realizzando qualcosa che si discostava completamente da quanto mai realizzato sia prima che dopo?

Tra gli specialisti in archeologia egizia, è opinione comune che fu costruita come tomba per il faraone della IV Dinastia (2575-2467 a.C.) Khufu (conosciuto come Cheope). Questa opinione si basa principalmente sul ritrovamento di geroglifici su alcune pietre all’interno della piramide che assomigliano al suo sigillo, e alla testimonianza di Erodoto che vide i monumenti nel V° secolo a.C., cioè più di 2000 anni dopo che erano stati costruiti. Nonostante il fatto che nessun corpo fu mai trovato all’interno delle sue stanze ben sigillate, gli egittologi persistono nella loro teoria, facendo nascere una storia su decine di migliaia di schiavi costretti al lavoro per decine di anni nella costruzione di una montagna di pietre in cui mettere il cadavere di un solo uomo.

Stranamente, i meticolosi scrivani dell’antico Egitto non hanno lasciato ne una parola ne un geroglifico riguardante la piramide. Inoltre la più antica immagine conosciuta, un affresco rappresentante degli schiavi forzati a trasportare dei blocchi di pietra su delle slitte di legno, fu dipinto mille anni dopo la data in cui gli egittologi ritengono che la piramide sia stata costruita.

Per non parlare del metodo utilizzato, così bene descritto da John Baines, professore di Egittologia presso l’Università di Oxford: “Via via che la piramide cresceva in altezza, la lunghezza della rampa e la sua larghezza alla base venivano aumentate per mantenere una pendenza costante (di circa uno a dieci) e impedire che crollasse. Con tutta probabilità vennero utilizzate più rampe accostate alla piramide da vari lati”.

Però per portare un piano inclinato alla cima della Grande Piramide con una pendenza di 1:10 sarebbe stata necessaria una rampa lunga 1460 metri, con un volume più elevato della stessa piramide. E’ difficile immaginare come, lungo questa chilometrica salita, gli schiavi trascinavano blocchi pesanti diverse tonnellate. Altri egittologi hanno ipotizzato allora l’utilizzazione di rampe a spirale realizzate in mattoni e fango attaccate ai fianchi della Piramide. Indubbiamente per queste ci sarebbe voluto meno materiale nella loro costruzione, ma l’idea di squadre di operai che trascinano massi pesantissimi su per curve a gomito è paradossale. La Camera di Re: scoperta intorno all’anno 820 d.C. dal Califfo Ma’mun. Essa è situata a un terzo dell’altezza della Grande Piramide, e cioè a circa 45 mt dalla base. Ci si aspettava di trovare un tesoro proporzionato alla grandezza del monarca, ed invece la camera del faraone (funeraria secondo l’egittologia ortodossa) era completamente vuota e spoglia dal qualsiasi decorazione e iscrizione. Solamente un sarcofago in granito vuoto (oggi tale materiale viene intagliato per la sua durezza, con abrasivi quali la polvere di diamante o di carburo di silicio detto carborundo).

Per accedere alla Camera del Re, si devono superare percorsi stretti ed impraticabili, corridoi e gallerie piccolissime. La domanda che ci si pone è come hanno fatto i saccheggiatori di tombe a trafugare tutto (se mai c’è stato un tesoro, ndA) , ma proprio tutto all’interno di una stanza situata a circa 45 mt di altezza, e il cui unico modo per raggiungerla dalla base è una galleria ascendente (bloccata da pesantissimi tappi in granito) che si collega alla Grande Galleria, lunga circa 46 mt e con una pendenza di 26°?

Teorie esoteriche sul significato della Grande :

– Strumento topografico: Un teodolite di grande precisione, come una bussola accuratamente orientata. Avrebbe potuto essere usata come un punto di riferimento geodetico per la costruzione di strutture nel mondo antico. Era un osservatorio celeste e un modello in scala dell’emisfero, spazio incorporante correttamente i gradi di latitudine e longitudine, da cui si potevano disegnare mappe accuratissime dell’emisfero nordico.

– Rifornimento di acqua: Un ingegnoso signore ha dimostrato che avrebbe potuto essere usata come pompa per prendere l’acqua dal Nilo, mentre un altro ha dimostrato che il rivestimento originale di calcare avrebbe potuto condensare l’acqua dall’aria del deserto.

– Generatore di : La parola stessa piramide deriva dal greco e la si può tradurre come fuoco (pyr) nel mezzo. Un nome strano per una tomba di pietra. Che specie di fuoco intendevano i greci? consideriamo anche il rapporto matematico incorporato nella struttura, conosciuto come “phi”, anche chiamato nell’epoca rinascimentale “sezione aurea”. Lo si trova in natura e viene usato in architettura per costruire delle forme gradevoli.
Esso rappresenta il numero 1.618, che si ottiene dividendo una retta in un punto, in modo tale che il rapporto di tutta la retta con il segmento più lungo sia uguale al rapporto del segmento più lungo con il segmento più corto. Secondo l’egittologo Schwaller de Lubicz, gli egizi consideravano “phi” un simbolo di creatività, il fuoco della vita. Platone lo chiamò la chiave della fisica del cosmo.

Il primo indizio sull’energia generata dalla Grande Piramide si ebbe negli anni ’30 quando un francese André Bovis, notò che i cadaveri di alcuni animali trovati all’interno sembravano mummificati: cioè non erano putrefatti e non puzzavano. Tornato in Francia fece degli esperimenti con dei modelli in scala e raccolse delle prove che qualcosa avente a che fare con la forma provocava la mummificazione di materia organica morta. Durante gli anni ’40, un rabdomante di nome Verne Cameron, scoprì un campo d’energia intorno ad essa e fiotti di energia fuoriuscenti dai vertici; scoprì inoltre che se collegava i vertici di alcune piramidi con filo o spago, in serie o in parallelo come batterie, l’effetto era amplificato. Negli anni ’50 il cecoslovacco Karl Drbal scoprì che la stessa forma sortiva l’effetto di affilare le lamette da rasoio e poteva anche ridurre o eliminare il mal di capo. Gradualmente si notò che quale fosse l’energia che causava questi fenomeni, essa sembrava concentrata o focalizzata in un punto a circa un terzo della distanza tra la base e l’apice, nel centro della piramide, all’incirca nella stessa posizione della Camera del Re nella piramide originale.

Sicuramente gli egizi dovevano essere a del fatto che la piramide era un generatore di energia.

Uno dei fattori più significativi relativi alla Grande Piramide e ai modelli da essa derivati è che gli effetti più intensi dell’energia si raggiungono quando un lato è rivolto al nord magnetico, che lo mette in linea con il campo magnetico della Terra.

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