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Tratta di minori
Tratta di minori: fenomeno in continua crescita in Europa
29 Marzo 2004
La tratta di esseri umani non è un fenomeno nuovo ma, negli ultimi dieci anni,
in Europa il numero dei bambini e delle bambine vittime, provenienti
principalmente dal sud-est europeo, è cresciuto costantemente E' una forma
complessa di sfruttamento, che include diversi gradi di violenza e coercizione e
che rappresenta, nel caso dei minori, una delle peggiori forme di violazione dei
loro diritti riconosciuti universalmente.
Il fenomeno in Europa riguarda migliaia di bambini che ogni anno vengono
trafficati a scopo, principalmente, di sfruttamento sessuale (prostituzione,
pedofilia e impiego in film pornografici). Tuttavia altre forme di sfruttamento
e abusi, quali quelli del lavoro minorile, della mendicità, delle adozioni
internazionali illegali e del traffico di organi, stanno chiaramente emergendo,
vista la forte domanda nei paesi di destinazione. Le bambine e i bambini vittime
hanno un'età che può variare generalmente dagli 8 ai 18 anni, ma la tratta
arriva a coinvolgere anche neonati venduti - con prezzi che possono variare dai
7.000 ai 15.000 euro - a scopo di adozione. La giovane età delle vittime nel
mercato del sesso è un valore aggiunto esplicitamente richiesto. In Italia,
secondo gli ultimi dati disponibili, il numero di bambini vittime della tratta
che hanno usufruito dei programmi di protezione sociale in un anno sono stati
134. Ma il numero totale delle piccole vittime potrebbe essere assai maggiore.
La prostituzione coinvolge un numero di persone che varia da un minimo di 10.000
ad un massimo di 13.000, con un'incidenza di minori che varia tra il 4,2% ed il
6,2%, cioè tra le 542 e le 663 vittime, di cui la maggior parte trafficate da
paesi dell'est europeo, in particolare Albania, Moldavia e Romania, e dalla
Nigeria. In Bulgaria, solo nel 2002, ci sono stati 2.128 minori vittime di
abusi, con un aumento del 50% rispetto all'anno precedente. Circa 10.000 ragazze
bulgare, molte delle quali minorenni, potrebbero essere state coinvolte nella
tratta a scopo di sfruttamento sessuale. In Romania e Danimarca le statistiche
mostrano un aumento del numero di bambini vittime della tratta. In Spagna, sono
274 i minori sfruttati sessualmente nel 2002, di cui 168 bambine coinvolte nel
mercato della prostituzione e della pornografia. Nel Regno Unito, pur non
esistendo statistiche ufficiali affidabili, si parla di 250 bambini coinvolti,
ma il loro numero dovrebbe essere molto più alto.
Queste sono alcune delle indicazioni che emergono dal "Rapporto informativo
sulla tratta di minori in Bulgaria, Danimarca, Italia, Romania, Spagna e Regno
Unito", presentato oggi da Save the Children a Roma, presso la Sala del Senato,
ex Hotel Bologna, in via Santa Chiara 5, ore 9.30, nell'ambito del Seminario
Internazionale "Un network europeo per condividere informazioni e buone pratiche
nella lotta alla tratta di bambini e bambine" Il rapporto è il risultato di
un'analisi svolta in questi sei paesi che possono essere identificati come di
origine (Bulgaria e Romania), di transito e destinazione (Italia e Spagna), e di
destinazione finale (Danimarca e Regno Unito). Il rapporto vuole offrire un
importante strumento per l'analisi e la pianificazione strategica degli
interventi sulla tratta di minori. Questa struttura di analisi comprende tutte
le fasi della tratta, in cui avvengono gli sfruttamenti e gli abusi, mettendole
in relazione con gli strumenti legislativi in atto in ambito nazionale ed
internazionale, con la Convenzione ONU sui diritti del Fanciullo, con un sistema
di riferimento istituzionale e non governativo, e con le azioni di contrasto,
protezione, prevenzione e reintegrazione che sono in atto nei paesi e nelle
regioni dei partner coinvolti.
La ricerca contiene informazioni su tutti i "Cicli della tratta". Il
reclutamento avviene su base locale, nelle zone più povere e svantaggiate. Le
vittime vengono attratte, anche tramite annunci pubblicitari pubblicati sui
giornali, con false promesse di lavoro, matrimoni e condizioni di vita migliori
all'estero; a volte si ricorre al rapimento. Non è raro il coinvolgimento nel
reclutamento di genitori, parenti e amici delle vittime. Violenze e abusi sui
minori trafficati sono all'ordine del giorno e vengono perpetrati fin
dall'inizio del viaggio verso i paesi di destinazione finale. Le vittime,
soprattutto quelle che vengono coinvolte nel giro della prostituzione, possono
essere vendute più volte, come nel caso di una ragazza rumena di 15 anni messa
in vendita ben 22 volte. Il tutto viene gestito accuratamente da organizzazioni
criminali molto ben strutturate ed efficienti. Esistono infatti ruoli precisi e
precise divisioni di compiti: c'è un reclutatore, che si occupa di individuare e
adescare la vittima, la persona che si occupa di organizzare il viaggio e i
documenti necessari, il trasportatore e l'incaricato di ricevere e sfruttare il
minore nel paese di destinazione. Questi ruoli possono essere ricoperti da più
di una persona.
I bambini, inoltre, corrono il rischio di essere ulteriormente vittimizzati e di
subire ulteriori violenze derivanti da politiche erronee o non chiare in materia
di immigrazione, o da pratiche di polizia o giudiziarie potenzialmente abusanti.
I minori coinvolti nella tratta sono, infatti, innanzitutto delle vittime, anche
se le attività per cui vengono sfruttati li hanno portati a commettere reati. E'
assolutamente imprescindibile quindi, per ogni politica di contrasto, di
prevenzione e recupero, e in particolar modo per le politiche sull'immigrazione,
tenere in considerazione questo elemento e prevedere provvedimenti specifici
rivolti ai minori, che devono fondarsi sul riconoscimento e la tutela dei loro
diritti.
Il rapporto e il seminario fanno parte del progetto ENACT (European Network
Against Child Trafficking), il primo network pan-europeo di organizzazioni e
istituzioni unite nella protezione e promozione dei diritti dei bambini e delle
bambine a rischio o vittime di qualsiasi tipo di tratta.
(tratto dal sito internet: savethechildren.it)
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