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Sulla Meditazione
A
mio avviso ha senz'altro ragione Jiddu Krishnamurti
quando afferma che "la
meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là dei pensieri e
dei sentimenti di ogni giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini ... La
meditazione — che è cessazione del pensiero — apre la porta ad una vastità
che trascende ogni immaginazione o congettura; è comprensione del mondo e delle
sue vie ... Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi
confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha,
l'uno deve cessare perché l'altro possa essere ... La meditazione non è una
continuazione o una espansione dell'esperienza, al contrario, è la completa
inazione che è totale cessazione dell'esperienza; lo svuotarsi del conosciuto
... Se non c'è meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza,
luci e colori ... Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o
coltivare il silenzio, questa è una forma di autoipnosi ... La mente meditativa
è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza commento, senza opinione
— attentamente e costantemente — il movimento della vita in ogni suo
rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione del pensiero, un
silenzio che l'osservatore non può richiamare. Se ne facesse esperienza,
riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio ..."
Eh
già... "quel silenzio
"Meditazione è una lezione di consapevolezza,
di assenza di pensiero, di spontaneità, di essere totalmente nella tua azione,
all'erta, consapevole. Non è una tecnica, è un trucco. O lo capisci, o non lo
capisci." - Osho
La meditazione mi aiuterà a essere felice?
Molte persone vengono da me, dicono di essere infelici, e mi
chiedono di dare loro una meditazione: Io dico: innanzitutto, è fondamentale
capire perchè sei infelice. E se non rimuovi alla base le cause della tua
infelicità, potrò darti, sì,una meditazione,ma questo non aiuterà molto --
perchè le cause di fondo rimangono.
L'uomo che avrebbe potuto essere un bravissimo e splendido ballerino, siede in
un ufficio,in mezzo alle scartoffie. Non lascia spazio alcuno alla danza.
Quell'uomo avrebbe potuto divertirsi danzando sotto le stelle, invece non fa
altro che accumulare un conto in banca. E dice di essere infelice: "Dammi
una meditazione". Posso dargliela! -- ma che cosa farà la meditazione? Che
cosa pretende che gli faccia? Rimarrà lo stesso uomo: che accumula soldi,che
compete sul mercato. La meditazione lo potrà aiutare in questo modo: lo renderà
un po' più rilassato nel fare un po' meglio queste azioni senza senso.
Ecco perchè in Occidente così tante persone praticano la
Meditazione Trascendentale: questa è l'attrattiva della Meditazione Trascendentale, in
quanto Maharishi Mahesh Yogi dice: "Ti renderà più efficiente sul lavoro,
ti aiuterà ad avere più successo. Se sei un venditore, diventerai un venditore
di maggior successo. Ti darà efficienza." E gli americani vanno pazzi per
l'efficienza. Darebbero ogni cosa in cambio dell'efficienza. Ecco perchè attrae
tanto.
Certo,ti può aiutare. Ti può rilassare un po'-- è un tranquillante. Ripetendo
costantemente un mantra,ripetendo costantemente una certa parola,si cambia la
chimica del tuo cervello. E' un tranquillante! Un suono tranquillante. Ti aiuta
a rilasciare lo stress, così domani, sulla piazza del mercato sarai più
efficiente, più abile nella competizione -- ma non ti cambia. Non è una
trasformazione.
Puoi ripetere un mantra, puoi praticare una meditazione; ti potrà aiutare un
po' qua e là -- ma ti potrà aiutare soltanto a rimanere come sei.
Viceversa, il mio messaggio è solo per coloro che amano davvero la sfida, per i
coraggiosi pronti a cambiare il modello della loro vita, che sono pronti a
rischiare tutto -- poichè in effetti non hai niente da perdere: solo la tua
infelicità, la tua miseria. Ma le persone si attaccano anche a questo.
Ho sentito raccontare:
in uno sperduto campo d'addestramento militare, un plotone era appena tornata
alla base, dopo una giornata di marcia sotto un sole cocente.
"Che vita!" esclamò una recluta. "Lontani chilometri da ogni
centro abitato, con un sergente che pensa di essere Attila il Barbaro, niente
donne,niente sbornie,nessuna licenza e, in più, i miei stivali sono più
piccoli di due misure". "Non vorrai prendertela per questo,
amico" disse il suo compagno. "Perchè non ne prendi un altro
paio?" "Non ci penso neanche" fu la risposta "Toglierli è
stato finora l'unico piacere che ho!"
Che altro hai da rischiare? Solo la tua infelicità. L'unico piacere che hai è
parlarne. Guarda le persone che parlano della loro infelicità: come diventano
felici! Pagano per questo: vanno dagli psicoanalisti per parlare della loro
infelicità -- pagano per farlo! Qualcuno che li ascolta con attenzione... e
loro vanno in visibilio.
Le persone continuano a parlare della loro infelicità... ancora e ancora e
ancora. E la esagerano, la colorano, la fanno sembrare più grande. La fanno
apparire più grande di quello che è. Perchè?
Non hai niente da rischiare. Ma le persone sono aggrappate al conosciuto, a ciò
che è familiare. L'infelicità è tutto ciò che hanno conosciuto -- questa è
la loro vita. Non c'è che il nulla da perdere, eppure si ha così tanta paura
di perderlo.
Con me, la felicità è al primo posto, la gioia è al primo posto. L'attitudine
a celebrare è al primo posto. Una filosofia positiva verso la vita è al primo
posto.
Gioisci! Se non puoi gioire del tuo lavoro, cambia. Non aspettare! Perchè tutto
il tempo passato ad aspettare... stai aspettando Godot. Godot non arriverà mai.
Si aspetta -- e si spreca una vita!
Per chi, per che cosa stai aspettando? Se capisci di essere un miserabile
all'interno di un certo modello di vita, tutte le vecchie tradizioni dicono: tu
sei sbagliato. Io direi: il modello è sbagliato. Cerca di capire la differenza
di questa messa a fuoco.
Tu non sei sbagliato! Solo il tuo modello, il modo in cui hai imparato a vivere
è sbagliato. Le motivazioni che hai imparato ed accettato come tue, non sono
tue. Non soddisfano il tuo destino. Sono contro il tuo germoglio,sono contro il
tuo elemento......
Ricorda: nessuno può decidere per te. Tutti i loro comandamenti, tutti i loro
ordini, tutte le loro morali, esistono per ucciderti. Tu devi decidere per te
stesso. Devi prenderti la tua vita nelle tue mani. Altrimenti, la vita continua
a bussare alla tua porta e tu non ci sei mai -- sei sempre da qualche altra
parte.
Se avresti dovuto diventare un ballerino, la vita arriva da quella porta, perchè
la vita pensa che dovresti essere un ballerino già adesso. Bussa lì, ma tu non
sei lì -- sei un banchiere. E come ci si può aspettare che la vita sappia che
saresti diventato un banchiere?
Dio arriva a te nel modo in cui voleva che tu fossi; conosce solo
quell'indirizzo -- ma non ti trova mai lì, sei da qualche altra parte, nascosto
dietro la maschera di qualcun altro, nel costume di qualcun altro, sotto il nome
di qualcun altro.
Come puoi aspettarti che Dio ti trovi? Egli continua a cercarti. Conosce il tuo
nome, ma tu hai dimenticato quel nome. Conosce il tuo indirizzo, ma tu non hai
mai vissuto a quell'indirizzo. Hai permesso che il mondo ti distraesse.
Dio ti può trovare in un solo modo,in un modo solo ti può trovare, e questo
modo è la tua fioritura interiore: come voleva che tu fossi. Finchè non trovi
la tua spontaneità, finchè non trovi il tuo elemento, non puoi essere felice.
E se non puoi essere felice, non puoi essere meditativo.
Perchè è nata quest'idea nella mente delle persone? Che la meditazione dia la
felicità. Di fatto ogni volta che hanno trovato una persona felice, hanno
sempre trovato una mente meditativa -- le due cose sono associate. Ogni volta
che hanno trovato un alone di meditazione che circonda una persona, hanno sempre
trovato che era tremendamente felice -- vibrante di beatitudine, radiosa. Sono
due cose associate. Hanno pensato: la felicità arriva quando sei meditativo.
Era esattamente l'opposto: la meditazione arriva quando sei felice. Ma essere
felice è difficile, e imparare una tecnica di meditazione è facile. Essere
felice significa un cambiamento drastico nel tuo modo di vivere, un cambiamento
repentino -- perchè non c'è tempo da perdere. Un cambiamento improvviso -- un
improvviso rombo di tuono -- una discontinuità.
Questo è ciò che intendo con sannyas: uno stacco dal passato. Un improvviso
rombo di tuono, e muori al vecchio e incominci fresco, dall'ABC. Sei rinato.
Ricominci la tua vita come avresti fatto se non ci fosse stato nessun modello
imposto dai tuoi genitori, dalla società, dallo stato; come avresti fatto,
dovresti aver fatto, se non ci fosse stato nessuno a distrarti. Ma sei stato
distratto. Devi lasciar andare tutti quei modelli che ti sono stati imposti, e
devi trovare la tua fiamma interiore.
Osho: dalla serie di discorsi, A Sudden Clash of Thunder
Osho consiglia meditazioni statiche come la Vipassana?
Domanda:
Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice. Ma vedendo le persone
fare Vipassana, ho perso ogni speranza di diventare mai un buon meditatore.
Per favore, dammi un piccolo incoraggiamento.
Osho:
La meditazione è semplice. Proprio perchè è semplice, sembra difficile. La
tua mente è abituata ad avere a che fare con problemi difficili, e ha
completamente dimenticato come rispondere alle cose semplici della vita. Più
una cosa è semplice,
più sembra difficile alla mente, perchè la mente è molto efficiente nel
risolvere cose difficili. E' stata addestrata a risolvere cose difficili, non
sa come affrontare quelle facili. La meditazione è semplice, la tua mente è
complicata. Non è un problema creato dalla meditazione. Il problema deriva
dalla tua mente, non dalla meditazione.
La Vipassana è la più semplice meditazione del mondo. Con la Vipassana
Buddha si è illuminato e con la Vipassana molte altre persone si sono
illuminate, più che con ogni altro metodo. Vipassana è il metodo. Certo,
esistono anche altri metodi, ma hanno aiutato solo poche persone. La Vipassana
ne ha aiutate migliaia ed è veramente molto semplice; non è come lo yoga.
Lo yoga è difficile, arduo, complesso. Devi torturarti in molti modi:
distorcere il tuo corpo, contorcere il tuo corpo, stare seduto in questo o
quel modo, torturarti, stare sulla tua testa - esercizi su esercizi.... ma lo
yoga sembra avere molto fascino sulle persone.
La Vipassana è così semplice che non la prendi affatto in considerazione.
In effetti, avvicinandosi alla Vipassana per la prima volta, uno dubita che
possa essere chiamata meditazione. Che cos'è? -- nessun esercizio fisico,
nessun esercizio di respirazione; un fenomeno molto semplice: semplicemente
osservare il tuo
respiro che entra, che esce... finito, questo è il metodo; seduto in
silenzio, osservi il tuo respiro che entra, che esce; senza perdere il suo
percorso, questo è tutto. Non devi cambiare la tua respirazione - non è
pranayama; non è un esercizio di respirazione, in cui devi fare profondi
respiri, esalare, inalare, no. Lascia che la respirazione sia semplice, così
com'è. Devi solo introdurle una nuova qualità: la consapevolezza.
Il respiro esce, osserva; il respiro entra, osserva. Diventerai consapevole:
il respiro che tocca le tue narici in un certo punto, diventerai consapevole.
Ti puoi concentrare lì: il respiro entra, senti il tocco del respiro sulle
narici; poi esce, senti ancora il tocco. Rimani lì, sulla punta del naso. Non
è che devi rimanere concentrato sulla punta del naso; devi solo rimanere
attento, essere consapevole, osservare. Non è concentrazione. Non perderlo,
solo continua a ricordartelo.
All'inizio lo perderai in continuazione; allora ritorna lì. Se per te è
difficile - per alcune persone è difficile osservarlo lì - allora puoi
osservare il respiro nella pancia. Quando il respiro entra, la pancia si
solleva; quando il respiro esce, la pancia si abbassa. Continui a osservare la
tua pancia. Se hai davvero la pancia, questo ti sarà d'aiuto.
Ci hai fatto caso? Se guardi le statue indiane di Buddha, queste statue non
hanno la pancia - in effetti non hanno per niente pancia. Buddha sembra un
atleta perfetto: spalle in fuori, pancia in dentro. Ma se guardi una statua
giapponese di Buddha rimarrai sorpreso: non assomiglia per niente a un Buddha
- una grande pancia, talmente grande, che non riesci nemmeno a vedere il
petto, come se Buddha fosse incinto, tutto pancia. Il motivo per cui è
successo questo cambiamento è che in
India, quando viveva Buddha, egli stesso osservava il respiro nel naso, quindi
la pancia non era per niente importante. Ma quando la Vipassana si spostò
dall'India in Tibet, in Cina, in Corea, in Birmania, in Giappone, lentamente
le persone si
accorsero che è più facile osservare la pancia che non il naso. E allora le
statue di Buddha incominciarono a essere diverse, con pance più grandi.
Puoi osservare la pancia o il naso, quello che ti sembra più giusto per te, o
quello che ti sembra più facile. Che sia più facile è il punto. E solo
osservando il respiro, succedono miracoli.
La meditazione non è difficile, è semplice. Proprio perchè è semplice ti
sembra difficile. Ti piacerebbe fare molte cose, e non c'è niente da fare;
questo è il problema. E' un grande problema, perchè ci è stato insegnato
che dobbiamo fare molte cose.
Chiediamo che cosa dobbiamo fare, e meditazione significa uno stato di
non-fare: non devi fare niente, devi fermare ogni fare. Devi essere in uno
stato di totale inazione. Anche pensare è in un certo senso fare - lascia
andare anche quello. Avere sensazioni è in un certo senso fare - lascia
andare anche quello. Fare, pensare, avere sensazioni - se tutto viene lasciato
cadere, tu semplicemente esisti. Questo è essere. Ed essere è meditazione.
E' molto semplice.
Nel grembo di tua madre eri in questo spazio. In Vipassana entrerai di nuovo
nello stesso spazio. E ti ricorderai, avrai un deja-vu. Quando entri in
Vipassana profondo, resterai sorpreso: lo conosci, lo conoscevi già da prima.
Lo riconoscerai immediatamente perchè per nove mesi nel grembo di tua madre
sei stato in quello stesso spazio,di non fare, solo essere.
Mi chiedi: "Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice, ma
vedendo le persone praticare la Vipassana sto perdendo ogni speranza di
diventare un buon meditatore".
Non pensare mai alla meditazione in termini di successo
Perchè questo significa portare in essa la mente conquistatrice, la mente
egoista. Allora la meditazione diventa un gioco del tuo ego. Non pensare in
termini di successo o fallimento. Questi termini non sono applicabili al mondo
della meditazione. Dimentica tutto ciò. Questi sono termini della mente; sono
comparativi. E questo è il problema: probabilmente hai osservato gli altri
aver avuto successo, aver raggiunto, essere in estasi, e ti sei sentito molto
giù. Ti sarai sentito stupido, seduto a guardare il tuo respiro, a osservare
il tuo respiro. Ti sarai sentito molto stupido e non è successo niente. Non
succede niente perchè ti aspetti troppo che qualcosa succeda.
E all'inizio, ogni nuovo processo sembra difficile. Uno deve abituarsi al suo
sapore.
Il marito di una signora era un ubriacone, e lei non aveva mai assaggiato
l'alcool in tutta la sua vita.
"Ehi tu, ubriacone, dammi quella bottiglia. Voglio provare la cosa che ti
ha reso il buono a nulla che sei".
Afferrando la bottiglia di whiskey a buon mercato, ne prese un grande sorso.
"Aargh....glompf...breecch...fuy...brrrit...ptui!" ansimò
"Questo è il liquido più schifoso che ho mai avuto la sfortuna di
lasciar passare nelle mie labbra. E'
terribile!"
"Vedi?" risponde il vecchio marito. "E in tutti questi anni hai
creduto che io mi stessi divertendo".
Aspetta solo un pochino, Paul. Solo un po' di pazienza. All'inizio tutto
sembra difficile, anche la cosa più semplice. E non avere fretta.
Questo è uno dei problemi della mente occidentale - la fretta. Le persone
vogliono tutto immediatamente. Pensano in termini di caffè istantaneo,
meditazione istantanea, illuminazione istantanea.
Un cittadino ereditò una fattoria piena di mucche, ed essendo un
furbacchione, decise di incrementare la sua mandria. Pertanto, importò tre
tra i più bei tori della zona e li chiuse per la notte nella stalla con le
mucche. La mattina seguente
chiamò il padrone dei tori per lamentarsi. L'allevatore si mise a ridere.
"Che cosa ti aspettavi?" chiese "Pensavi di trovare dei vitelli
il giorno dopo?" "Forse no," replicò il cittadino "Ma
sicuramente mi aspettavo di vedere un po' di sorriso
sulle facce di queste mucche!"
No,neanche questo succederà presto. Sedendoti per un giorno in Vipassana, non
ne uscirai sorridendo. Ne uscirai completamente stanco - stanco perchè ti è
stato detto di non fare niente, stanco perchè non sei mai stato in una
situazione così
stupida prima d'ora. Non fare niente? Tu sei uno che fa! Se avessi tagliato
legna tutto il giorno, non saresti stato così stanco. Ma seduto in silenzio,
senza fare nulla, solo osservando il tuo stupido respiro che entra e che
esce.... molte volte sorge l'idea: "Che cosa sto facendo qui?" E il
tempo sembrerà molto, molto lungo, perchè il tempo è relativo. Il tempo
diventerà lunghissimo. Un giorno ti sembrerà come se fossero passati anni e
anni - "E che cosa è successo? Oggi il sole
non tramonta? Quando finirà?"
Se hai fretta, se sei impaziente, non conoscerai mai il sapore della
meditazione.
Il sapore della meditazione ha bisogno di tanta pazienza, infinita pazienza.
La meditazione è semplice, ma tu sei diventato così complicato, che
rilassarti richiederà tempo. Non è la meditazione che richiede tempo -
lascia che te lo ricordi ancora - è la tua mente complicata. Deve essere
riportata al riposo, ad uno stato di
rilassamento. Questo richiede tempo.
E non pensare in termini di successo e fallimento. Divertiti! Non essere
troppo orientato ad un fine. Divertiti nel puro silenzio osservando il respiro
che entra e che esce, e presto avrai una bellezza, una nuova esperienza di
bellezza e beatitudine. Presto vedrai che non occorre andare da nessuna parte
per essere in beatitudine. Si può essere seduti in silenzio, da soli, ed
essere in beatitudine. Non c'è bisogno d'altro, basta la pulsazione della
vita. Se puoi
pulsare con lei, diventa una profonda danza interiore.
La meditazione è la danza della tua energia, e il respiro è la chiave.
Osho: The Guest, Capitolo 15
E' possibile meditare senza alcuna tecnica?
Osho:
La domanda che hai posto è sicuramente di grande importanza perchè la
meditazione in sè stessa non necessita di tecniche. Ma le tecniche sono
necessarie per rimuovere gli ostacoli sulla strada della meditazione.
Deve essere capito molto chiaramente: la meditazione in se stessa non
necessita di alcuna tecnica, è pura comprensione, è essere svegli,
consapevoli. Non sono tecniche nè l'essere svegli, nè l'essere consapevoli.
Ma sul percorso del diventare
svegli, ci sono tantissimi ostacoli. Per secoli l'uomo ha accumulato quegli
ostacoli - devono essere rimossi.
La meditazione in sè stessa non può rimuoverli, sono necessarie alcune
tecniche.
Pertanto, lo scopo delle tecniche è preparare il terreno, preparare la
strada, il passaggio. Le tecniche in sè stesse non sono la meditazione. Se ti
fermi alle tecniche hai perso il punto. J. Krishnamurti ha insistito per tutta
la sua vita sul fatto che non ci sono tecniche per la meditazione. E il
risultato finale non è stato che milioni di persone hanno raggiunto la
meditazione; il risultato finale è stato che milioni di persone si sono
convinte che nessuna tecnica è necessaria per la meditazione. Ma hanno
dimenticato completamente ciò che avrebbero potuto fare rispetto agli
ostacoli. Per cui si sono convinti intellettualmente che non è necessaria
alcuna tecnica.
Ho incontrato molti seguaci di J. Krishnamurti, molto vicini a lui, e ho detto
loro: "Non è necessaria alcuna tecnica - sono completamente d'accordo.
Ma avete raggiunto lo stato di meditazione voi o chiunque altro abbia
ascoltato J.Krishnamurti?" Sebbene ciò che dice è fondamentalmente
vero, egli dice solo la parte positiva dell'esperienza. Ma c'è anche una
parte negativa. E per questa parte negativa sono necessari tutti i tipi di
tecniche - sono assolutamente necessari -
perchè fino a quando il terreno non è ben preparato e tutte le erbacce e le
radici selvatiche non sono strappate dal terreno, non puoi far crescere rose e
fiori bellissimi. Le rose non hanno niente a che fare con quelle radici, con
le piante selvatiche che hai rimosso. Ma rimuovere quelle erbacce è
assolutamente necessario affinchè il terreno possa essere nella condizione
giusta per la fioritura delle rose.
Mi chiedi: "E' possibile meditare senza alcuna tecnica?" Non solo è
possibile, è l'unica possibilità. Non è necessaria alcuna tecnica- per
quanto riguarda la meditazione. Ma che cosa ne fai della tua mente? La tua
mente creerà mille e una
difficoltà. Queste tecniche sono necessarie per rimuovere la mente dal
cammino, per creare uno spazio in cui la mente diviene quieta, silenziosa,
quasi assente. Allora la meditazione avviene da sola.
Non è questione di tecnica. Non devi fare nulla. La meditazione è qualcosa
di naturale, qualcosa che è già nascosta dentro di te e sta cercando di
trovare la sua strada per raggiungere il cielo aperto, il sole, l'aria. Ma la
mente la circonda
da tutte le parti; tutte le porte sono chiuse, tutte le finestre sono chiuse.
Le tecniche sono necessarie per aprire le finestre, per aprire le porte. E
immediatamente tutto il cielo ti è disponibile, con tutte le sue stelle, con
tutta la sua bellezza, con le sue albe e i suoi tramonti. Solo una piccola
finestra ti teneva separato.... una semplice pagliuzza può entrare nel tuo
occhio e impedirti di vedere il vasto cielo perchè non puoi aprire i tuoi
occhi. E' completamente illogico che una semplice pagliuzza o un granello di
sabbia ti possano impedire di vedere le grandi stelle, il cielo infinito. Ma
in effetti possono, lo fanno. Le tecniche sono necessarie per rimuovere quelle
pagliuzze, quei granelli di sabbia dai tuoi occhi.
E la meditazione è la tua natura, è il tuo reale potenziale. E' un altro
nome per indicare il tuo essere sveglio.
Un giovane padre stava portando il suo bebè nella carrozzina per una
passeggiata nel parco e non sembrava per niente preoccupato dagli strilli
provenienti dalla carrozzina "Tranquillo ora, Albert," disse
quietamente. "Calmati, fai il bravo."
Un altro grido echeggiò. "No,no, Albert," mormorò il padre,
"calmati."
Una giovane madre che passava di lì, rimarcò: "Mi congratulo con lei.
Sicuramente lei sa come parlare ai bambini." E, dando una pacchetta sulla
testa del bambino, mormorò : "Che cosa ti infastidisce, Albert?"
"No, no," interruppe il padre. "Il suo nome è Johnnie; io sono
Albert."
Stava semplicemente cercando di mantenere sè stesso all'erta: "Albert,
stai calmo." Non voleva dimenticarselo, altrimenti avrebbe voluto gettare
il bambino nel lago!
Meditazione è semplice consapevolezza senza alcuno sforzo, un essere all'erta
senza sforzo; non necessita di alcuna tecnica. Ma la tua mente è piena di
pensieri, di sogni, del passato, del futuro, - non è qui e ora, e
consapevolezza è essere qui
e ora. Le tecniche sono necessarie per aiutarti a tagliare le tue radici nel
passato, a tagliare i tuoi sogni sul futuro, ed a tenerti in questo momento,
come se esistesse solo questo momento. Allora non ci sarà più bisogno di
alcuna tecnica.
Hymie Goldberg era in visita dal suo amico, il Sig. Cohen, in punto di morte.
"Fammi un favore", disse Hymie Goldberg, "Quando arrivi in
paradiso, puoi trovare il modo per farmi sapere se lassù si gioca a
baseball?" Il Sig. Cohen rispose che avrebbe sicuramente cercato di
contattare il suo vecchio amico se fosse stato possibile. Pochi giorni dopo il
Sig. Cohen morì, e Hymie Goldberg ricevette una telefonata. "Pronto,
Hymie," disse il Sig. Cohen. "Qui è il tuo vecchio amico."
"Cohen? Sei veramente tu?" chiese Hymie. "Certo," rispose
il suo amico. "Ho delle notizie buone e delle notizie cattive. Per prima
cosa, si gioca effettivamente il baseball in paradiso. Ma la cattiva notizia
è che tu sarai il lanciatore domenica prossima".
La vita è un affare complicato. Ci sono buone e cattive notizie. La buona
notizia è che non c'è bisogno di alcuna tecnica, ma la cattiva notizia è
che senza tecnica non puoi raggiungere la meditazione.
La meditazione è il solo contributo che l'Oriente abbia dato all'umanità.
L'Occidente ha contribuito in molte direzioni: migliaia di invenzioni
scientifiche, l'immenso progresso della medicina, scoperte incredibili in tutte
le dimensioni della vita.
Tuttavia, quest'unico contributo dato dall'Oriente ha molto più valore di
tutti i contributi dell'Occidente.
L'Occidente sì è arricchito, possiede tutte le tecnologie che gli
permettono di essere ricco. L'Oriente si è impoverito, è immensamente povero,
perché ha cercato una sola cosa: il proprio essere interiore. La sua ricchezza
non è qualcosa di visibile; tuttavia, ha conosciuto i picchi più alti della
beatitudine e i più grandi abissi del silenzio; ha conosciuto l'eternità della
vita; ha conosciuto la più bella fioritura di amore, compassione, gioia. Tutto
il suo genio è stato dedicato a un'unica ricerca: si può chiamarla estasi.
La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell'estasi, lo
stato di ebbrezza divina. E' una tecnica semplice, ma la mente la rende molto
complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in
quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della
mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la
meditazione.
E se perseveri, senza ascoltare la mente, essa è abbastanza intelligente e
furba da darti false direzioni e dare loro il nome di meditazione.
Proprio oggi mi hanno parlato di una persona che è stata per molti anni un
discepolo di Maharishi Mahesh Yogi. Adesso e presente, sta meditando con noi,
eppure continua anche a praticare la meditazione di Maharishi Mahesh Yogi.
Ciò che Maharishi Mahesh Yogi chiama "meditazione trascendentale"
non è né trascendentale, né è meditazione; è un trucco della mente,
innocuo; anzi, in grado di dare un po' di tranquillità, può fornire una
sensazione di benessere, come si ha dopo aver fatto un buon bagno.
Ma non è meditazione, perché non è in grado di portarti al di là della
mente.
Qualsiasi sforzo fatto dalla mente, non può portarti al di là della mente.
Questa è una regola che è essenziale ricordare. La cosiddetta meditazione
trascendentale né è un semplice esempio; esistono molte altre situazioni
simili, diffuse in tutto l'Oriente. Ma nessuna di queste tecniche porta
all'illuminazione; nessuna di loro porta al risveglio della consapevolezza. E
questo è l'unico criterio per giudicare se esse siano giuste oppure no.
Un albero lo si conosce dai suoi frutti, e una tecnica la si conosce dai
risultati che permette di raggiungere. La meditazione trascendentale, è molto
rappresentativa di tutte le meditazioni che la mente suggerisce di praticare. E'
un modo astuto per portarti fuori strada; la mente resta al sicuro: non solo è
al sicuro, addirittura diventa più forte.
Tutte queste tecniche si basano sulla concentrazione: tu ti concentri su una
parola, una parola santa, il nome di Dio o un qualsiasi mantra; e la ripeti il
più velocemente possibile, all'interno della tua mente. Maggiore è la velocità,
meglio è. E la velocità ti aiuta in due modi....
Il mantra, o il nome di Dio -- anche il tuo nome può funzionare... non è
affatto necessario il nome di Dio, è sufficiente una parola qualsiasi, anche
priva di senso, in quanto la tecnica si basa su un'altra cosa: si basa sulla
ripetizione veloce. Dev'essere tanto veloce da impedire la presenza di spazi
vuoti. E poiché non esistono spazi vuoti, non possono nascere pensieri. I
pensieri hanno bisogno di un minimo di spazio. Dunque, da un lato impari ad
andare sempre più veloce, nella ripetizione di quella parola... e se perseveri,
con gli anni diventi un vero esperto. E quale risultato, alla fine, non verrà
data, ad alcun pensiero, la minima opportunità di entrare nella tua mente.
La seconda cosa, poi, ed è quella essenziale, è che questa ripetizione
produce una noia terribile. E' ovvio: qualsiasi cosa ripetuta in continuazione,
produce noia. E la noia è la base dell'autoipnosi; quando la noia ti avvolge,
inizi a scivolare in un sonno, che non è un vero e proprio dormire, in quanto
lo hai prodotto tu, deliberatamente. Per questo ha un nome specifico: ipnosi.
L'ipnosi indica un sonno di tipo particolare, prodotto intenzionalmente.
Il sonno giunge da solo, naturalmente, spontaneamente. L'ipnosi è un sonno
intenzionale: tu crei una situazione in cui si verifica, inevitabilmente. Questo
sonno voluto è immensamente salutare, e persino dieci, quindici minuti in uno
stato ipnotico, procurano un ottimo stato di rilassamento, migliore di quello
che ti possono dare diverse ore di sonno normale. E quando ne esci, ti senti
estremamente fresco e riposato.
Io sono assolutamente favorevole all'ipnosi, se la pratichi esclusivamente
allo scopo di rilassarti e di rinfrescarti. Tuttavia, questa tecnica non ti
porta mai al di là della mente. Come potrebbe farlo? La mente è in se stessa
ripetitiva: la ripetizione elimina nella mente la necessità di pensare, quindi
essa diviene un sostituto dei pensieri. Inoltre, grazie a questa ripetitività,
la mente cade in un sonno profondo, privo di sogni, che ti rinfresca e ti
ringiovanisce... è naturale che tu cada nell'inganno, e creda che questa sia
meditazione. Potrai continuare a farla per tutta la vita: è salutare, è
un'ottima cosa, ti nutre, ma non si tratta di meditazione. La meditazione inizia
con l'essere separati dalla mente, dall'essere un testimone. Questo è l'unico
modo di separarti da qualsiasi cosa; se stai guardando la luce, una cosa è
naturalmente certa: tu non sei la luce, sei uno che guarda la luce. Se stai
guardando i fiori, una cosa è certa: tu non sei il fiore, sei colui che
osserva.
Quindi, l'osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente.
Non fare nulla; nessuna ripetizione di mantra, nessuna ripetizione del nome di
Dio. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non
prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona.
Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell'osservare, è meditazione.
Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma
non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo
svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Questa
fiamma, è il risultato della meditazione; per cui, si può dire che la
meditazione è un altro nome per designare l'osservazione, l'essere testimone,
il guardare libero da qualsiasi giudizio, e da qualsiasi valutazione.
E' sufficiente osservare, e immediatamente si esce dalla mente. Colui che
osserva, non è mai parte della mente. E via via che l'osservatore mette radici
e si rafforza, la distanza tra chi osserva e la mente diventa sempre più
grande. Ben presto, la mente è così lontana che fai fatica a percepirne
l'esistenza: è una semplice eco in una valle lontana... e alla fine, persino
quell'eco scompare. Questo è "il dissolversi" della mente, senza
sforzo alcuno da parte tua, senza usare nessuna forma coercitiva nei confronti
della mente: la si lascia semplicemente morire, di morte naturale.
Allorché la mente è assolutamente assente -- se n'è andata del tutto, e
non la riesci più a trovare da nessuna parte --- per la prima volta, diventi
consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla
mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.
Ricordalo: l'energia è movimento costante. Il mondo delle cose viene
chiamato "mondo oggettivo", e forse non ti sei mai chiesto come mai:
le cose, sono "oggetti" perché sono un impedimento alla tua energia,
alla tua coscienza. Esse "ostacolano", creano impedimenti. Ma, allorché
non esistono più "oggetti" -- tutti i pensieri, le emozioni, gli
stati d'animo, ogni cosa è scomparsa -- tu esisti in assoluto silenzio, in uno
stato di "non entità", o piuttosto uno stato "dove-non-esiste-entità-
alcuna". Tutta l'energia inizia a ritornare a se stessa. Questa energia,
che ritorna alla sorgente, porta con sé una gioia immensa.
Proprio l'altro giorno citavo le parole di William Blake: "Energia è
gioia immensa". Quest'uomo, benché non sia un mistico, qua e là deve aver
percepito qualcosa della meditazione.
Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia
immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.
E qualsiasi cosa ti aiuti ad attraversare questo processo di meditazione, è
disciplina. Può esserlo fare un bel bagno, sentirsi puliti e rinfrescati;
sedersi in una posizione rilassata con gli occhi chiusi; né affamati né a
stomaco troppo pieno... sedersi nella posizione più rilassata, e dare uno
sguardo a ogni parte del corpo, per vedere se ci sono tensioni, di qualsiasi
tipo esse siano. Se ne senti, cambia posizione e porta il corpo a uno stato di
rilassamento.
In Oriente è stato scoperto, e non c'è dubbio che sia così, che la
posizione del loto -- l'avrete vista guardando le statue di Buddha: quella è la
posizione definita "del loto" -- è la posizione corporea più
rilassata; è una scoperta che risale a migliaia di anni fa. Tuttavia, per gli
occidentali, che non sono abituati a stare seduti per terra, la posizione del
loto è un incubo! Quindi, evitala! Perché ci vogliono almeno sei mesi per
imparare ad assumere la posizione del loto, e non è affatto una cosa
necessaria.
Se sei abituato a star seduto su una sedia, puoi trovare una posizione
particolare, o una sedia fatta in un certo modo, che aiutino il tuo corpo a
rilassare tutte le sue tensioni. Non importa se ti siedi su una sedia, o nella
posizione del loto, o se ti sdrai sul letto. Stare seduti è meglio, perché ti
aiuta a non addormentarti.
La posizione del loto è stata scelta per diversi motivi. Se riesci ad
assumerla senza che diventi una tortura, sarà la soluzione migliore; ma non è
una necessità. Di certo è la situazione migliore da cui puoi entrare nello
stato di osservazione. Le gambe sono incrociate, le mani sono incrociate, la
spina dorsale è diritta. Tutto questo ti offre diversi aiuti, tutti rilevanti,
per essere nello stato di osservatore. Innanzitutto, in questa posizione la
forza di gravità ha sul corpo un effetto minimo, in quanto la spina dorsale è
diritta, e quindi offre una presa minima all'effetto gravitazionale.
Quando sei sdraiato, la forza di gravità agisce su tutto il tuo corpo. Ecco
perché la migliore posizione per dormire è stare sdraiati: la forza di gravità
attrae tutto il corpo, e a causa di questa attrazione, il corpo perde tutte le
sue tensioni. Inoltre, quando sei sdraiato, se lo scopo è dormire, dovresti
usare un cuscino, perché quanto meno sangue raggiunge il cervello, tanto meno
la mente è attiva. Meno sangue raggiunge la mente, maggiore è la possibilità
di addormentarsi.
Stare nella posizione del loto crea un insieme perfetto: è la posizione meno
influenzata dalla forza di gravità; e poiché la spina dorsale è diritta,
l'afflusso di sangue al cervello è minimo, per cui la mente non può
funzionare. Inoltre, in questa posizione, è più difficile addormentarsi. Se
hai imparato questa posizione fin dalla nascita, ti diventa naturale.
E incrociare le gambe e le mani, ha un significato: l'energia del tuo corpo
si muove in circolo; il circolo non viene interrotto nella posizione del loto,
in nessun punto. Entrambe le mani... una mano dà energia all'altra mano, un
piede dà energia all'altro, e l'energia continua a muoversi in un circolo. Tu
divieni un circolo della tua bioenergia. Quindi, diverse cose ti sono di grande
aiuto: la tua energia non viene dispersa; per cui, non ti stanchi. Il tuo sangue
raggiunge il cervello in quantità minima, di conseguenza la mente non funziona
molto. Tu siedi in una posizione particolare -- le gambe sono chiuse, le mani
sono chiuse e la colonna vertebrale è diritta -- che rende difficile
addormentarsi. Si tratta di semplici sostegni; non sono essenziali: non è detto
che una persona che non sappia sedersi nella posizione del loto non possa
meditare; la meditazione sarà un po' più difficile, ma la posizione del loto
è solo un aiuto, non è una necessità assoluta.
E ci sono persone che vivono in paesi freddi, in cui è impossibile stare
seduti per terra. Mai, nei secoli passati, né loro, né i loro genitori, né i
padri dei loro padri... dall'epoca di Adamo ed Eva... avete mai visto un disegno
che raffiguri Adamo ed Eva seduti nella posizione del loto? In realtà, sarebbe
stata ottima, per loro, perché stando seduti nella posizione del loto,
avrebbero potuto stare seduti nudi, senza che nessuno se ne accorgesse... è
questa la posizione che assumono i monaci giainisti: stanno sempre seduti nella
posizione del loto... è impossibile vedere i loro organi sessuali... le gambe
sono incrociate, le mani sono incrociate... questa posizione serve praticamente
da protezione per la loro nudità.
Ma, se per secoli una persona non si è mai seduta in questo modo, tutto
questo equivale a creare inutili problemi. la struttura del tuo corpo ha assunto
una certa forma... ed è meglio seguire il corpo e la sua saggezza. Usa una
sedia. L'importante è stare comodi, in modo che il corpo non attiri la tua
attenzione.
Ecco perché si deve evitare qualsiasi tensione; perché se hai un mal di
testa, sarà difficile meditare. Il mal di testa attirerà continuamente la tua
attenzione. Se una gamba ti fa male, o se esiste la benché minima tensione in
una parte qualsiasi del corpo, immediatamente ti metterà in allarme. E'
naturale, e fa parte della saggezza del corpo; se non suonasse nessun allarme,
allora saresti in pericolo: un serpente potrebbe morderti, e tu potresti restare
seduto. I tuoi vestiti potrebbero prendere fuoco, il tuo corpo potrebbe
bruciare, e tu non ne saresti consapevole. Ecco perché il corpo ti mette subito
in allarme, allorché sorge il benché minimo problema. E questo è il motivo
per cui si deve creare una posizione rilassata, in cui il corpo non abbia
nessuna necessità di metterti in allarme, perché ogni segnale d'allarme del
corpo, sarebbe un disturbo nella tua meditazione.
Quindi, la prima cosa della disciplina, è un corpo rilassato. E gli occhi
devono essere chiusi, perché se li hai aperti vedrai un'infinità di cose
muoversi intorno a te, che possono disturbarti. E' utile che i principianti
usino una benda, in modo da poter essere completamente dentro di sé: ricordate
che sono gli occhi, i sensi che vi portano verso l'esterno. Di tutto il vostro
contatto verso l'esterno, l'ottanta per cento avviene attraverso gli occhi --
quindi, chiudete gli occhi.
E' anche utile che i principianti usino dei tappi per le orecchie: chiudete
le orecchie, in modo tale che il rumore all'esterno non vi disturbi. Sono
espedienti utili, per chi è alle prime armi... si tratta di precauzioni adatte
per i principianti.
E, a quel punto, limitatevi ad osservare la mente, come se non fosse altro
che uno scorrere di pensieri, nell'ora di punta, o un film, oppure uno
spettacolo televisivo: voi non siete altro che osservatori neutrali.
Questa è la disciplina; e se questa disciplina viene completata, diventa
facilissimo osservare: e l'osservazione è meditazione.
Grazie all'osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più
estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all'erta, senza che esista in te un
singolo pensiero... ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.
Questo è il momento in cui l'energia si volge all'interno: questa inversione
è improvvisa, è repentina! E quando l'energia si volge all'interno, porta con
sé una gioia infinita, una delizia orgasmica.
All'improvviso, la tua consapevolezza diventa ricchezza allo stato puro,
perché l'energia è il nutrimento della tua consapevolezza. L'energia che
ritorna indietro, crea praticamente una fiamma del tuo essere. Tutt'intorno vedi
pura luce... silenzio, silenzio totale... e un'immensa centratura. Ora sei nel
centro stesso del tuo essere.
Al momento giusto, quando sei esattamente centrato... l'esplosione. Questa
esplosione, è ciò che chiamiamo illuminazione.
L'illuminazione ti porta tutti i tesori del mondo interiore, l'assoluto
splendore.
E' il solo miracolo che esista al mondo: conoscere se stessi ed essere se
stessi, e sapere che si è immortali. Si è al di là del corpo, al di là della
mente. Si è pura consapevolezza.
Quindi, la disciplina è un semplice sostegno, la cosa essenziale è l'essere
testimoni, osservare -- questo è meditazione.
Se vuoi capire cosa sia esattamente la meditazione... Gautama il Buddha è il
primo uomo che sia arrivato a darne l'esatta definizione: egli la chiama "essere
testimoni". Impara ad essere un testimone da Gautama il Buddha. E da
Patanjali impara la disciplina che può essere d'aiuto per meditare. In questo
modo, lo yoga e la meditazione possono diventare una sintesi. Lo yoga è una
disciplina -- un semplice sostegno esteriore -- il cui aiuto è immenso, ma non
assolutamente necessario. Mentre Gautama il Buddha ha dato al mondo la cosa
veramente fondamentale e la più essenziale: l'essere testimoni, come
meditazione.
La tua domanda non potrà avere una risposta fino a quando non muoverai i
primi passi sul sentiero; fino ad allora, tornerai a chiedere: "Che cos'è
la meditazione?" La mia semplice spiegazione non è sufficiente: dovrai
camminare lungo il sentiero...
Hymie e Becky Goldberg salgono per la prima volta su di un aereo di linea.
Hymie, per un po', gioca con il suo sedile reclinabile, osserva le graziosissime
hostess che vanno su e giù per il corridoio... alla fine, dà uno sguardo fuori
dal finestrino e esclama eccitatissimo: "Becky, guarda quelle persone,
laggiù... sembrano formiche".
Becky si sporge, dà un'occhiata, e borbotta: "Sono formiche,
imbecille, non siamo ancora decollati!"
Hymie Goldberg era tutto preso a seguire quelle graziose hostess che andavano
su e giù per il corridoio che non si è neppure accorto che l'apparecchio era
ancora a terra... non si era ancora mosso! Per cui, guarda le formiche e pensa
che siano persone, viste da chissà quale altezza... ecco perché dovreste
meditare con gli occhi chiusi!
Tratto da:
Oltre le Frontiere della mente.
Per favore, puoi dire qualcosa sulla relazione tra coscienza ed
energia.....
Osho:
I fisici moderni sono giunti a una delle più grandi scoperte mai
fatte, e cioè: la materia è energia. Questo è il più grande contributo di
Albert Einstein all'umanità: E uguale MC al quadrato, la materia è energia.
La materia sembra solo esistere... altrimenti non ci sarebbe niente come
materia, niente è solido. Anche la solida roccia è energia che pulsa, anche
la solida roccia è energia così come l'oceano rombante. Le onde che sorgono
dalla solida roccia non possono essere viste perchè sono molto sottili, ma la
roccia è un flusso, pulsa, respira; è viva.
Friedrich Nietzsche ha dichiarato che Dio è morto. Dio non è morto - al
contrario, ciò che è successo è che la materia è morta. E' stato scoperto
che la materia non esiste affatto. Questa scoperta sulla materia porta i
fisici moderni molto vicino al misticismo, molto vicino. Per la prima volta
scienziati e mistici si avvicinano molto, quasi a stringersi la mano.
Eddington, uno dei più grandi scienziati di quest'epoca, ha detto:
"Pensavamo che la materia fosse una cosa; ora non è più così. La
materia è più simile a un pensiero che a una cosa".
L'esistenza è energia. La scienza ha scoperto che l'oggetto osservato è
energia, l'oggetto è energia. Nel corso dei secoli, almeno da cinquemila
anni, è stato riconosciuto che l'altra polarità - il soggetto,
l'osservatore, la coscienza -è energia.
Il tuo corpo è energia, la tua mente è energia, la tua anima è energia. E
allora, qual è la differenza tra questi tre? La differenza è solo in un
ritmo diverso, in una diversa lunghezza d'onda, questo è tutto. Il corpo è
grossolano - energia che
funziona in modo grossolano, in modo visibile.
La mente è un pochino più sottile, perchè puoi chiudere gli occhi e vedere
i pensieri che si muovono; possono essere visti. Non sono visibili come il tuo
corpo; il tuo corpo è visibile a chiunque altro, è pubblicamente visibile. I
tuoi pensieri sono visibili privatamente. Nessun altro può vedere i tuoi
pensieri; solo tu li puoi vedere - o persone che hanno lavorato molto
approfonditamente per vedere i pensieri. Ma comunemente non sono visibili agli
altri.
E terzo, l'ultimo livello dentro di te, è quello della coscienza. Non è
visibile nemmeno a te. Non può essere ridotto a un oggetto, rimane soggetto.
Se tutte queste tre energie funzionano in armonia, sei sano e integro. Se
queste energie non funzionano in armonia e in accordo, sei malato, folle; non
sei più un'unità. Ed essere un'unità è essere santo.
Lo sforzo che facciamo qui è aiutarti affinchè il tuo corpo, la tua mente,
la tua coscienza, possano danzare in un unico ritmo, in una totalità, in una
profonda armonia - per niente in conflitto, ma in cooperazione. Nel momento in
cui il tuo corpo, la tua mente e la tua coscienza funzionano insieme, sei
diventato la trinità, e in quell'esperienza vi è Dio.
La tua domanda è significativa. Tu chiedi: "Per favore, dì qualcosa
sulla relazione tra coscienza ed energia".
Non c'è relazione tra coscienza ed energia.
Coscienza è energia, pura energia; la mente non è così pura, il corpo è
ancora meno puro. Il corpo è un po' troppo mischiato, e anche la mente non è
totalmente pura.
Coscienza è totale energia pura. Ma puoi conoscere questa coscienza solo se
delle tre ne fai un cosmo, e non un caos. Le persone vivono nel caos: il loro
corpo dice una cosa, il loro corpo vuole andare in una direzione; la loro
mente ha dimenticato completamente il corpo - perchè per secoli ti è stato
detto che non sei il corpo, per secoli ti è stato detto che il corpo è tuo
nemico, che devi combatterlo, che devi distruggerlo, che il corpo è peccato.
A causa di tutte queste idee - sono sciocche e stupide, sono dannose e
velenose, ma ti sono state inculcate per così tanto tempo, che sono diventate
parte della tua mente collettiva, sono lì - non sperimenti il tuo corpo in
una danza in ritmo con te stesso.
Ecco perchè insisto sulla danza e la musica, perchè è solo nella danza che
tu senti che il tuo corpo, la tua mente e te stesso state funzionando insieme.
E la gioia è infinita quando tutto questo funziona insieme, la ricchezza è
immensa.
La coscienza è la forma più alta di energia. E quando queste tre energie
funzionano insieme, arriva la quarta. La quarta è sempre presente quando
queste tre funzionano insieme. Quando queste tre funzionano in un'unità
organica, la quarta è
sempre lì. La quarta non è nient'altro che l'unità organica. In Oriente
abbiamo chiamato questa quarta semplicemente "la quarta" - turiya;
non le abbiamo neppure dato un nome. Le prime tre hanno nomi, la quarta è
senza nome. Conoscere la quarta è
conoscere Dio. Diciamolo in questo modo: Dio è quuando tu sei un'unità
organica e orgasmica. Dio non è quando sei un caos, una non unità, un
conflitto. Quando sei una casa divisa contro te stesso non c'è Dio.
Quando sei tremendamente felice con te stesso, così come sei, benedetto come
sei, grato per come sei, e tutte le tue energie danzano insieme, quando sei
un'orchestra di tutte le tue energie, Dio è. Questa sensazione di unità
totale è ciò che è
Dio. Dio non è una persona da qualche parte, Dio è l'esperienza delle tre
dimensioni così unite, che la quarta sorge. E la quarta è di più della
somma totale delle parti. Se sezioni un dipinto, troverai la tela e i colori,
ma il dipinto non è semplicemente la somma totale della tela e dei colori; è
qualcosa di più. Questo "qualcosa di più" è espresso attraverso
il dipinto, i colori, la tela, l'artista, ma quel "qualcosa di più"
è la bellezza. Seziona la rosa, e troverai tutte le sostanze chimiche di cui
è costituita, ma la bellezza sparirà. Non era solo la somma totale delle
parti, era qualcosa di più.
L'intero è di più della somma totale delle parti; si esprime attraverso le
parti, ma è di più. Capire questo di più è capire Dio. Dio è questo di più.
Non è questione di teologia, non può essere deciso con argomenti logici.
Devi sentire la bellezza, devi sentire la musica, devi sentire la danza. E
alla fine devi sentire la danza nel tuo corpo, mente, anima. Devi imparare
come giocare con queste tre energie così che diventino un'orchestra. Allora
è Dio - non che vedi Dio, non c'è niente da essere visto; Dio è
l'osservatore ultimo, è testimonianza. Impara a sciogliere il tuo corpo,
mente, anima; trova modi in cui puoi funzionare come un'unità.
Succede molte volte che i corridori....
Non penseresti mai che correre sia una meditazione, ma i corridori a volte
hanno avuto una tremenda esperienza di meditazione. Si sono sorpresi, perchè
non la cercavano - chi penserebbe che un corridore sperimenta Dio? - ma è
successo, ed ora correre è diventato sempre di più un nuovo tipo di
meditazione.
Può succedere correndo. Se sei stato un corridore, se ti sei divertito a
correre al mattino presto quando l'aria è fresca e giovane e tutto il mondo
si sveglia dal sonno, e tu stai correndo e il tuo corpo sta funzionando a
meraviglia, e l'aria fresca, e il mondo che di nuovo nasce dal buio della
notte, e tutto intorno sta cantando, e tu ti senti così vivo... Giunge un
momento in cui il corridore sparisce, c'è solo la corsa. Il corpo, mente,
anima iniziano a funzionare insieme, improvvisamente sgorga un orgasmo
interiore.
I corridori giungono accidentalmente all'esperienza della "quarta",
turiya, sebbene poi la perdano perchè pensano che era solo a causa del
correre che si sono divertiti in quel momento; era una bella giornata, il
corpo era in salute, e il mondo era bellissimo, ed era solo un umore del
momento. Non ne prenderanno nota. Ma se ne prendessero nota, la mia
osservazione personale è che un corridore può avvicinarsi più facilmente
alla meditazione di chiunque altro. La corsa può essere di immenso aiuto,
nuotare può essere di immenso aiuto. Tutte queste cose devono essere
trasformate in meditazione.
Abbandona le vecchie idee sulla meditazione, e cioè che la meditazione è
stare seduto sotto un albero in posizione yoga. Questo è solo uno dei modi, e
può essere seguito da alcune persone, ma non da tutti.
Per un bambino non è meditazione, è una tortura. Per un giovane pieno di
vita, vibrante, è repressione, non è meditazione.
Forse per un uomo anziano che ha vissuto, le cui energie stanno declinando,
potrebbe essere meditazione. Le persone sono diverse, ci sono molti tipi di
persone. Per chi ha poca energia, sedersi sotto un albero in posizione del
loto può essere la miglior meditazione, perchè la posizione yoga è quella
in cui si spende la minor quantità di energia. Quando la spina è eretta, in
modo da fare un angolo di novanta gradi con la terra, il tuo corpo spende la
minor quantità possibile di energia.
Se ti sposti a sinistra o in avanti, allora il tuo corpo inizia a usare più
energia, perchè il senso di gravità inizia a spingerti giù, e devi
trattenerti, devi tenerti dal non cadere. Questo è dispendioso. E' stato
scoperto che una spina eretta richiede il minor dispendio di energia.
Anche star seduto con le mani unite sul grembo è molto utile per chi ha poca
energia, perchè quando le mani si toccano l'una con l'altra, l'elettricità
del tuo corpo inizia a muoversi in cerchio. Non esce dal tuo corpo; diventa un
cerchio interiore, l'energia si muove dentro di te.
Devi sapere che l'energia esce sempre dalle dita, l'energia non esce mai da
parti che hanno forma rotonda. Per esempio, la tua testa non può far uscire
l'energia, la contiene. L'energia esce dalle dita, dalle dita dei piedi e
delle mani. In certe posizioni yoga i piedi sono uniti, così che un piede
lascia uscire l'energia che entra nell'altro; una mano lascia uscire l'energia
che entra nell'altra.Continui a prendere la tua stessa energia, diventi un
cerchio interno di energia. E' molto riposante, è molto rilassante.
La posizione yoga è la posizione più rilassante possibile. E' più
rilassante persino del sonno, perchè quando dormi tutto il tuo corpo è
tirato dalla forza di gravità. Quando sei orizzontale è rilassante in un
modo completamente differente. E' rilassante perchè ti riporta ai giorni
antichi in cui l'uomo era un animale, orizzontale. E' rilassante perchè è
regressivo; ti aiuta a ritornare animale.
Ecco perchè in posizione distesa non puoi pensare chiaramente, diventa
difficile pensare. Provaci. Puoi sognare facilmente, ma non puoi pensare
facilmente; per pensare devi sederti. Più stai seduto eretto, più facilmente
è possibile pensare. Il pensare è arrivato tardi; quando l'uomo si è messo
verticale, è arrivato il pensare. Finchè l'uomo era orizzontale, c'era il
sognare, ma non c'era il pensare. Per cui quando ti sdrai incominci a sognare,
il pensare sparisce. E' un tipo di rilassamento, perchè il pensare si ferma;
regredisci.
La posizione yoga è una buona meditazione per coloro che hanno poca energia,
per chi è malato, per chi è vecchio, per coloro che hanno vissuto tutta la
vita ed ora si stanno avvicinando sempre di più alla morte. Migliaia di
monaci buddhisti sono morti seduti nella posizione del loto, perchè il modo
migliore per ricevere la morte è nella posizione del loto - perchè nella
posizione del loto sarai totalmente attento, e perchè le energie se ne
staranno andando, diventeranno sempre meno in ogni momento. La morte sta
arrivando. Nella posizione del loto puoi mantenerti attento fino alla fine. Ed
essere attento mentre stai morendo è una delle più grandi esperienze,
l'orgasmo supremo.
E se sei sveglio quando muori, avrai un tipo di nascita completamente diverso:
nascerai sveglio. Uno che muore sveglio nasce sveglio. Uno che muore
inconsapevole nasce inconsapevole. Uno che muore con consapevolezza può
scegliere il giusto grembo per sè stesso, ha una scelta, se l'è guadagnato.
L'uomo che muore inconsapevole non ha diritto di scegliere il grembo; il
grembo accade inconsapevolmente, accidentalmente.
L'uomo che muore totalmente attento in questa vita tornerà solo una volta,
perchè la volta successiva non ci sarà bisogno di tornare. Rimane solo poco
lavoro: un'altra vita è sufficiente per questo lavoro. Per chi muore in
consapevolezza, ora rimane solo una cosa: non ha avuto il tempo di irradiare
la sua consapevolezza sotto forma di compassione. La volta successiva può
irradiare la sua consapevolezza sotto forma di compassione. E finchè la
consapevolezza non diventa compassione, qualcosa rimane incompleto, qualcosa
rimane imperfetto.
Correre può essere una meditazione
Correre, danzare, nuotare, tutto può essere una meditazione. La mia
definizione di meditazione è: ogni volta in cui il tuo corpo, mente, anima
funzionano insieme, in un unico ritmo, è meditazione, perchè farà entrare
"la quarta". E se sei attento al fatto che quello che stai facendo
è meditazione - non lo fai per partecipare alle Olimpiadi, ma per meditare -
allora è incredibilmente stupendo.
Nella nuova comune introdurremo tutti i tipi di meditazione. Coloro che amano
nuotare, avranno l'opportunità di praticare la meditazione del nuoto. Coloro
che amano correre, avranno il loro gruppo di corsa per miglia. Ognuno in
accordo alle sue necessità - solo allora questo mondo potrà essere pieno di
meditazione; non altrimenti.
Se diamo solo un metodo fisso di meditazione, potrà essere applicato solo a
poche persone. Questo è stato uno dei problemi in passato: metodi fissi di
meditazione, non fluidi -- fissi, ma così essi si adattano ad alcuni tipi di
persone ed altri sono lasciati nel buio.
Il mio sforzo è rendere la meditazione adatta a tutti e a chiunque.
La meditazione dovrebbe essere disponibile a chiunque voglia meditare, in
accordo con il suo tipo. Se ha bisogno di riposo, allora il riposo dovrebbe
essere la sua meditazione. Allora "sedendo in silenzio, senza fare nulla,
la primavera arriva e l'erba cresce da sola" - questa sarà la sua
meditazione. Dobbiamo trovare tante dimensioni di meditazione quante sono le
persone nel mondo. Il metodo non deve essere molto rigido, perchè non ci sono
neppure due individui uguali tra loro. Il metodo deve essere molto fluido, così
che possa adattarsi all'individuo. In passato, la pratica era che l'individuo
doveva adattarsi al metodo.
Io porto una rivoluzione. L'individuo non deve adattarsi al metodo, ma è il
metodo che deve adattarsi all'individuo. Il mio rispetto per l'individuo è
assoluto. Non sono molto interessato ai mezzi; i mezzi possono essere
cambiati, arrangiati in diversi modi.
Ecco perchè trovi così tante meditazioni qui. Non abbiamo abbastanza
opportunità, altrimenti sarai sorpreso di quante porte ha il tempio di Dio. E
sarai sorpreso anche nel trovare che c'è una porta speciale solo per te e per
nessun altro.
Questo è l'amore di Dio per te, il suo rispetto per te. Sarai ricevuto
attraverso una porta speciale, non attraverso il cancello pubblico; sarai
ricevuto come un ospite d'onore.
Ma la cosa fondamentale è che, qualunque sia la meditazione, deve soddisfare
questa esigenza: che il corpo, mente, anima funzionino tutti e tre in unità.
Allora d'un tratto un giorno il quarto arriva: il testimone. O, se vuoi, puoi
chiamarlo Dio; puoi chiamarlo Dio o Nirvana o Tao o in qualunque modo ti
piaccia.
Osho:The Book of Wisdom, Capitolo 23
Il
problema non e’ il lavoro
Amato Osho, l’uomo moderno, in questa era tecnologica caratterizzata
dalla velocita’, dalla fretta, dell’iperattivita’ e dalla
tensione, alla fine della giornata di lavoro si sente completamente
esausto. In questa situazione per lui e’ difficile raggiungere il
silenzio e la quiete interiore. Spiega per favore quali sono le
ragioni di questo fatto e cosa si puo’ fare.
Osho: La situazione apparentemente e’ questa. Ma non e’ cosi’, anzi
e’ vero proprio il contrario. Non ti senti esausto per colpa
dell’era dell’industrializzazione, del lavoro, della tensione. Sei
esausto perche’ hai perso il contatto con la tua quiete interiore.
Il problema non e’ il lavoro, il problema sei tu. Il problema non
e’ neppure in questo periodo storico: il problema sei tu. Non
pensare che l’uomo moderno sia piu’ carico di lavoro, ne ha di
meno. L’uomo primitivo lavorava molto di piu’. La meccanizzazione,
l’industrializzazione, aiutano a risparmiare tempo. Questo e’
proprio il loro scopo e ci sono riuscite.
Ma poi se hai del tempo a disposizione e non hai tranquillita’
interiore, se hai del tempo ma non sai cosa farne, sorgono dei
problemi. Un uomo primitivo ha meno problemi, non perche’ sia
silenzioso e tranquillo, ma perche’ ha meno tempo - o non ne ha per
niente - per crearsi dei problemi. Tu hai piu’ tempo ma non sai cosa
farne. Puoi usarlo per un viaggio all’interno di te stesso. Se
l’uomo non riesce a usare il tempo per questo scopo - per l’interiorita’
- sara’ la sua fine. Non c’e’ piu’ speranza, perche’ si
continua ad avere sempre piu’ tempo a disposizione. Presto il mondo
intero si trovera’ in una condizione di meccanizzazione e di
automazione. Avrai tempo e non saprai cosa farne. Per la prima volta
nella storia l’uomo avra’ realizzato quell’utopia che ha sempre
sognato e poi si ritrovera’ a non sapere cosa farne.
Hai a disposizione piu’ tempo che in qualunque altra epoca, e non
sei esausto a causa del tuo lavoro: sei esausto perche’ hai perso il
contatto interiore, perche’ non sai come si fa ad andare in
profondita’ e a ritrovarsi, in questo modo, rivitalizzato. Hai perso
perfino la capacita’ di dormire. Quello era il metodo naturale per
andare dentro di te. Alla mattina ci si svegliava freschi, ricaricati,
rivitalizzati. Ma ora abbiamo perso questa capacita’ e la causa di
tutto questo e’ la rivoluzione meccanica, perche’ ora i nostri
corpi non sono costretti a lavorare. Per via del minore lavoro, sei
meno stanco, non hai fatto alcuno sforzo e cosi’ non riesci a
dormire.
I contadini, nei villaggi, dormono ancora perfettamente: i loro corpi
sono cosi’ esausti alla fine della giornata che cadono in un sonno
profondo. Il tuo corpo non e’ cosi’ stanco, ecco perche’
continui a rigirarti nel letto. Il lavoro manuale e’ stato
sostituito dalle macchine e tu sei meno stanco, ricordatelo. E poi non
riesci a dormire, e cosi’ si perde la fonte naturale della
rivitalizzazione interiore. Al mattino sei piu’ esausto della sera
prima, poi inizia un altro giorno e la stanchezza continua a crescere.
La vita che stai vivendo e’ spossante. Non solo sei esausto alla
sera, anche alla mattina sei stanco. Che cosa e’ successo?
L’uomo ha bisogno di un contatto continuo con la fonte interiore.
Non chiedermi come puo’ riuscire a meditare un uomo esausto, e’ lo
stesso che chiedermi come fa un malato a prendere le medicine: ne ha
bisogno, gli sono necessarie. Sei esausto, la meditazione per te
sara’ come una medicina. E non dire che non hai tempo. Ne hai
moltissimo, piu’ di quello che ti serve. La gente spreca il tempo in
tanti modi, gioca a carte. Se chiedi qualcosa, ti diranno: stiamo
ammazzando il tempo. Le sale cinematografiche sono piene zeppe. Che
cosa ci fa la gente? Ammazza il tempo! Vanno al bar, nei pub. Cosa
stanno facendo? Ammazzano il tempo!
Ma tu non puoi ammazzare il tempo: é solo il tempo che puo’
ammazzare te. Adesso non c’e’ nessuno che non abbia tempo, e non
pensare che il tempo sia una quantita’ limitata. Non pensare che
ogni giorno consista di ventiquattr’ore, non e’ vero! Dipende da
te. Dipende da te, da quante ore ci metti. Dipende da quello. Perdere
tempo e’ una cosa, vivere e’ tutta un’altra cosa. Una giornata
non e’ un’entita’ fissa: un buddha puo’ usarla in modo tale da
trasformarla in un’intera vita. Non e’ una questione di
quantita’, alla fine tutto dipende da quello che ci metti dentro tu.
Tu sei il creatore. Noi creiamo il nostro tempo, creiamo lo spazio,
creiamo l’ambiente in cui viviamo. Qualunque sia la tua posizione
nella vita - il tuo lavoro e le tue condizioni materiali - non usarla
come scusa. Meditare e’ sempre possibile e la meditazione non
richiede tempo. Richiede una profonda comprensione, non tempo. E non
e’ in conflitto con altre cose. Ad esempio, se stai mangiando,
mangia con consapevolezza. Non ti serve piu’ tempo. Anzi
risparmierai tempo, perche’ mangerai di meno. Con la consapevolezza
mangerai di meno, con la consapevolezza diventerai piu’ efficiente.
Risparmierai tempo. Con la consapevolezza perderai meno energia, ne
sprecherai di meno. Persino dopo un’intera giornata di lavoro, sarai
fresco come al mattino, perche’ non e’ il lavoro che ti esaurisce:
e’ il tuo atteggiamento.
Metti che devi percorrere due chilometri per arrivare a piedi al tuo
lavoro: quando vai in ufficio questo percorso ti esaurisce. Ma se e’
domenica e stai facendo una passeggiata - e cammini fino all’ufficio
e poi torni indietro - allora e’ solo un divertimento, non ti
sentirai affatto esausto, anzi, ti sentirai rinvigorito. Se fai una
cosa come lavoro, ti esaurisce. Se fai la stessa cosa come gioco, ti
senti ricaricato. Non e’ il lavoro: e’ l’atteggiamento. La mente
che vive in meditazione trasforma tutto il lavoro in un gioco, e la
mente non meditativa trasforma anche il gioco in un lavoro.
Osserva le persone che giocano a carte. Sono tese. Non stanno
‘giocando’ a carte: e’ diventato un lavoro. Adesso e’ una
questione di vita o di morte, non e’ piu’ un gioco. Se perdono,
non riescono a dormire di notte e persino se vincono non dormiranno la
notte. In entrambi i casi saranno esausti. Non e’ un gioco, non
servira’ a ricaricarli. Potra’ solo stancarli di piu’.
Osserva i bambini, ‘lavorano’ piu’ di te eppure non sono mai
esausti. Sono sempre pieni di energia. Perche’? Perche’ ogni cosa
che fanno e’ un gioco. Prima o poi, a causa
dell’industrializzazione, con l’introduzione di processi
completamente automatizzati, l’uomo avra’ solo una dimensione:
quella del gioco. Allora il lavoro non avra’ piu’ alcun
significato; tutti i vecchi insegnamenti - il lavoro e’ un dovere,
bisogna lavorare, guadagnarsi il pane col sudore della fronte - non
avranno piu’ alcun senso.
Tempo libero, piacere, divertimento, festa, gioco, saranno le parole
chiave del futuro. La serieta’ sara’ considerata una malattia; la
giocosita’ sara’ simbolo di sanita’ mentale. Si avra’ sempre
piu’ tempo, persino i vecchi dovranno essere come bambini che
giocano. Solo cosi’ potranno sopravvivere, altrimenti rimarra’
loro solo il suicidio.
Tutta la storia dell’umanita’ finora e’ stata basata sul lavoro.
D’ora in poi sara’ invece basata sul gioco. La meditazione ti
da’ una nuova fanciullezza, una nuova innocenza, una nuova
festosita’. Allora la vita diventa una celebrazione, non un lavoro.
Quindi non cercare delle scuse: possono sembrarti valide, ma sono
pericolose. E la meditazione non e’ in conflitto con quello che fai.
Se vai in ufficio, vacci in modo meditativo. Se stai lavorando nel tuo
ufficio, fallo in modo meditativo, rilassato. Allora non ti sentirai
esausto. Prendi tutto come un gioco, e non ti stancherai, anzi il
lavoro diventera’ un piacere.
La meditazione ti dona una nuova qualita’ della mente, quindi non si
tratta di avere tempo oppure no. Non dico che devi meditare per tre
ore al giorno, che devi usare tre ore della tua vita, della tua vita
lavorativa, no! Se puoi farlo, bene. Se non ti e’ possibile, non
usarla come scusa. Cerca di cambiare atteggiamento e trasforma il
lavoro in un atto di meditazione.
Se scrivi qualcosa fallo con piena consapevolezza. Se scavi un fosso
fallo con piena consapevolezza. Sia che tu stia lavorando per strada o
in ufficio o al mercato, fallo con piena consapevolezza.
Resta nel presente e vedrai: non ti sentirai mai esaurito. Avrai
piu’ tempo, piu’ energia - ne sprecherai di meno - e alla fine la
tua vita diventera’ solo un gioco.
(Osho, Ultimate Alchemy)
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