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LA STORIA DELLO YOGA
Yoga è certamente la scienza più conosciuta dall'uomo.
Vestigia raffiguranti degli esseri umani in varie posizioni yoga furono scoperte
nella Valle dell'Indo più di cinquemila anni fa.
Da quanto tempo era già conosciuto lo yoga allora?
E' strano come l'indicazione ci sia pervenuta da epoche
così remote. I popoli primitivi, secondo come se li raffigurano gli uomini, hanno
del mondo una visione differente da quella di coloro che sono cresciuti praticando
lo yoga.
I popoli primitivi, essendo principalmente occupati nella
difesa del loro territorio dai saccheggi nemici, riterrebbero accademico affrontare
l'argomento dell'unità essenziale dell'uomo, anzi, nella mente non sorgerebbe mai
tale problema. Il loro punto di vista riguardo alla creazione, si basa su queste
differenze: il dio della pioggia che gareggia con il potente sole, il dio fiume
che straripa per vendicarsi degli ingrati abitanti del villaggio che si sono rifiutati
di adorarlo.
L'uomo primitivo non si consuma nell'ardente desiderio
di imparare i più profondi misteri della sua identità. Qualora gli si chiedesse
chi è, risponderebbe, senza dubbio, come molte persone della nostra era, presentandosi
per nome.
Solamente i più percettivi riconoscono che tutte le cose
riflettono una unità fondamentale. La scienza ci dice che una pagnotta non è per
essenza differente da una pietra, essendo entrambe delle manifestazioni di energia.
Persino lo scienziato trova doloroso arrendersi a questa realtà. All'uomo primitivo,
poi, essa parrebbe addirittura assurda.
Ebbene, è proprio su tale affermazione che si basa lo yoga
il cui termine significa unione, ed è per mezzo di questa scienza, sorretta da prove,
che lo yoghi viene condotto, non soltanto alla consapevolezza dell'unità fondamentale
di tutte le cose, ma anche alla sua stessa identità essenziale con questa profonda
realtà.
Dissimile dalle usuali primitive osservanze di totem e
tabù, diverso persino dalla devozione non esibita, se pur bella, dei filosofi Occidentali,
lo yoga ha sempre insistito sulle prove positive delle sue premesse.
Come scienza moderna, il suo successo è pragmatico, anche
se il suo pragmatismo è penetrato in regioni più delicate di quelle contemplate
dalle scienze fisiche.
Forse il più stridente contrasto fra la scienza yoga e
la fantasticheria dei popoli primitivi è l'enfasi specifica con cui lo yoga asserisce
che l'energia (prana) è la fondamentale realtà della materia fisica.
Una persona semplice potrebbe ovviamente immaginare una
specie di legame di parentela con le rocce e gli alberi, ma riterrebbe inconcepibile
pensare le forme della natura come pura energia in differenti manifestazioni illusorie.
La scienza stessa è pervenuta soltanto recentemente a questa conclusione.
Le antiche tradizioni yoga sono sempre state concordi su
ciò.
Sarebbe bene che l'alunno esordiente tenesse presente questo
principio basilare. Una tendenza comune della nostra epoca è quella di stimare una
cosa in proporzione alla sua novità. In campo scientifico, se un'asserzione non
viene presentata come qualcosa di straordinario, probabilmente non riesce a imporsi.
Accade perciò che, mentre le antiche tradizioni vengono accolte talvolta con un
certo accondiscendente stupore ("non ditemi che essi sapessero ciò già allora!"),
nessuno si sforza per aggiornarle. In questo campo gli insegnamenti yoga non sono
certo stati privilegiati.
Solamente uno yoghi perfetto ha il ben meritato diritto
di sfrondare l'albero della tradizione e di farvi degli innesti, se li ritenesse
necessari. Fino ad ora gli yoghi perfetti hanno dimostrato il più profondo rispetto
per la preservazione delle tradizioni yoga fondamentali.
Quale punto di riferimento è alle origini di questa scienza
che risale, come abbiamo detto, agli albori della civiltà?
Fino a quando lo studente non avrà assimilato questo punto degli insegnamenti yoga,
si sentirà sempre tentato di "adattarli" secondo l'inclinazione della sua fantasia.
Fondamentalmente vi sono due ragioni.
La prima offre almeno una spiegazione e cioè una
così antica cultura richiede l'applicazione di un sistema di vita che è ben lontano
dalle vedute di una supposta società primitiva. La seconda ragione sottolinea una
verità che è basilare per una corretta comprensione dello yoga.
La prima ragione è controversa, quantunque molti fatti
possano essere confermati più di quanto non si possa credere.
E' antica, salda e documentata tradizione, difesa con tutta serietà fino ad oggi
da molti maestri dell'India, che civiltà altamente progredite abbiano raggiunto,
nelle ere passate, altezze di sapienza e progresso "successivamente scomparse",
ben più avanzate della nostra civiltà.
Si crede che la scienza yoga sia stata tramandata da coloro
che vissero in quei tempi. Invero, questi insegnamenti ai quali persino i nostri
scienziati stanno lottando per uniformarsi, devono sicuramente essere nati in un'epoca
di progredita e notevole luce spirituale.
Affascinanti scoperte hanno rafforzato l'ipotesi che l'uomo
abbia posseduto un grado di cultura molto elevato. Si sono avute recentemente delle
prove, apparentemente inconfutabili: Stonehenge era una specie di computer fisso
che dava l'esatta posizione di vari fenomeni astronomici, alcuni dei quali avvenuti
ad intervalli di 50 e più anni, un intervallo troppo lungo per alcuni, ma non per
una società progredita che, attraverso prove accuratamente controllate, ne
seguiva il corso.
Sulle coste occidentali del Nord e del Sud America vi sono,
in gran numero, degli enormi massi rotondi sistemati in maniera che se ne può scorgere
il disegno geometrico solo dall'aereo e nei tempi antichi quale segnalazione per
"navi volanti"?
Ci si chiede stupefatti: furono collocati colà da grande
altezza.
Nella città del Punjab, abbandonate da oltre cinquemila
anni, un'esperta pianificazione includeva un sistema di fognature eccellente e l'impianto
di riscaldamento nelle case.
Vi sono nell'Oceano Atlantico a nord di Portorico, dei
gradini di pietra apparentemente tagliati dall'uomo in solide rocce giacenti a grandi
profondità marine.
Sono rimaste tracce di coltivazioni dei tempi antichi che
mettono in evidenza una tecnica agricola ben più progredita della nostra.
Leggende mitologiche che risalgono a tempi remotissimi,
ci raccontano di veicoli volanti anche per viaggi interplanetari. E se qualcuno
di questi racconti non fosse mitologico?
Vi è in India un vecchio manoscritto giunto fino a noi,
in cui l'esistenza di migliaia, forse di milioni di persone, è riferita dettagliatamente:
un fatto sorprendente se si pensa che la maggior parte di quelle persone non erano
ancora nate all'epoca della stesura del manoscritto. Parecchie di loro sono apparse
sulla scena del mondo migliaia di anni dopo. Io vi trovai la mia accuratamente descritta;
persino il mio nome era esatto e il luogo di nascita, con predizione di eventi futuri
che poi accaddero.
E' molto probabile che la vostra esistenza sia tracciata
colà, come vi è quella di numerose persone viventi oggi. (Ho descritto questo scoperta
in uno dei miei volumetti intitolato "il Libro di Brighu", dove ho commentato diffusamente
quanto qui appena accennato).
Naturalmente ci si pone una domanda: quali cognizioni possedevano
gli antichi per fare delle profezie così sorprendenti? Ovviamente noi siamo ben
lontani dalla possibilità di uguagliare tale scienza.
I grandi yoghi dell'India asseriscono che l'illuminazione
spirituale dipende parzialmente dal coordinamento meccanico e dalla qualità delle
informazioni introdotte nel cervello. L'elemento più importante, essi dicevano,
è l'energia che fluisce attraverso il complesso circuito dei nervi cerebrali. Se
questo flusso è debole, per quanto sia numerose le nozione penetrate, non aiuteranno
la persona a diventare saggia; se è forte, anche la più esigua nozione potrà dare
come risultato un'idea grande ed originale.
Il flusso di energia può essere rafforzato in due modi:
eliminando l'ostruzione dei nervi o aumentando il flusso di energia. Le due azioni
possono essere raggiunte con una dieta appropriata, il retto pensare, la vita saggia
e soprattutto una diligente pratica dello yoga. Forse per questa ragione lo yoga
viene denominato scienza e non semplicemente arte.
Però gli antichi saggi asserivano che il vigore di questo
flusso di energia dipende anche da certi fattori esterni.
L'ambiente, le persone che ci circondano sono di enorme aiuto, ed è per questi motivi
che i grandi santi hanno sempre conferito molta importanza all'esistenza vissuta
in ambienti spirituali con persone serene (satsanga).
Tuttavia aggiungevano che il nostro pianeta riceve una
grande quantità di energia dall'universo circostante e che, armonizzandoci con questa
energia, si può ottenere una rapida illuminazione spirituale.
Essi insegnavano che i raggi dell'energia sono più forti
al centro della nostra galassia. Il sole, asserivano, non si muove soltanto in orbita
fissa attorno alla galassia, ma ruota anche attorno al suo duale, risultando così
alternativamente più vicino o più lontano al nostro centro galattico. Quando è più
vicino, l'umanità rimane favorevolmente attratta dalla vita spirituale; quando è
più lontano, soltanto le persone illuminate dalla vita interiore potranno superare
spiritualmente il livello di un'umanità che, in generale, è immersa nel buio profondo.
Swami Sri Yukteswar, il Guru del mio Guru, tanto istruito
in astrologia quanto grande maestro yoga della moderna India, spiegava che il nostro
sole, per portare a compimento una completa rotazione attorno al suo duale, impiega
24.000 anni. Diceva che noi abbiamo raggiunto il punto più lontano dal nostro centro
galattico nell'anno 499 A.D. Ora noi ci troviamo in un ciclo ascendente e
siamo entrati nella seconda delle quattro epoche - Dwapara Yuga - l'epoca delle
scoperte atomiche, ciclo della durata di duemilaquattrocento anni, incominciata
nel 1699 A.D. (quindi, astrologicamente parlando, il 1971 dovrebbe essere
chiamato l'anno Dwapara 272).
La scienza yoga nacque in un'epoca in cui l'umanità era
più sensibile spiritualmente e poteva afferrare delle verità che i nostri pensatori
contemporanei più progrediti stanno ancora cercando a tentoni (mi riferisco agli
uomini comuni i cui mezzi, per raggiungere la comprensione, sono gli strumenti maldestri
della logica, e non a quei grandi santi e yoghi illuminati interiormente dalla luce
Spirituale).
L'interesse provato dalle nuove generazioni per questa
verità ha spronato alcuni grandi maestri yoga a riportarla nuovamente alla conoscenza
dell'intera umanità.
L'altra ragione ci fa tornare alle antiche tradizioni yoga, è la certezza
che la verità non si può accumulare di generazione in generazione come il denaro
in banca e non dipende da una erudizione acquisita all'esterno.
La verità è eterna. L'uomo può percepirla, non può crearla.
Quando la sua percezione sarà abbastanza profonda da afferrare l'Assoluta Verità,
egli potrà condividere la realtà che abbraccia tutti quelli che l'acquisiscono.
Oggi, l'umanità in generale, vede il mondo attraverso un
filtro che distorce, a suo danno, ogni cosa: idee, emozioni, religioni incluse.
La storia dello yoga ha origine nella visione dei grandi
maestri spirituali dei tempi remoti; ai maestri che seguirono dobbiamo la nostra
riconoscenza non solo per avere valorizzato gli antichi insegnamenti, ma per averli
preservati.
Come verità divine, i precetti di un maestro sono eterni
e tanto degni di venerazione quanto lo sono le Scritture.
Come storia, il loro compito precipuo sta nel chiarire
quelle che sono diventate delle arcaiche distorsioni della tradizione e nel mettere
in rilievo gli aspetti di tale tradizione che fu divulgata in epoche in cui gli
uomini erano preparati per comprenderla.
La seconda ragione, la più significativa nella storia dello
yoga di ogni epoca, è l'enorme periodo di tempo trascorso dalle sue origini ad oggi.
Ciò è superiore al riconoscimento attribuito ad un determinato santo o ai maestri
yoga il cui duplice scopo è quello di correggere gli errori in cui è caduta l'umanità
contemporanea a causa della distorsione del vero, e di rivelare i nuovi aspetti
di una realtà per la quale sembra ormai preparata.
Nella nostra epoca sono apparsi parecchi di questi grandi
maestri venuti a noi con differenti missioni, ciascuno di loro per mettere in evidenza
un diverso aspetto della Verità, indispensabile per l'uomo contemporaneo in generale
o per un gruppo di discepoli a cui essi si rivolgono in particolare. L'attuale rinascita
degli antichi insegnamenti è animata da una gerarchia di grandi maestri che hanno
consacrato la propria vita a questa missione, riportando alla luce originale i problemi
centrali e le pratiche yoga.
La vita di questi grandi maestri è eloquentemente descritta
nella "Autobiografia di uno Yoghi" di Paramahansa Yogananda, il mio grande Guru,
un maestro perfetto inviato in occidente dal suo Guru. Yogananda fondò dei centri
fiorenti per la pratica e la diffusione dell'autentica, originale scienza yoga.
Dall'epoca della sua morte, avvenuta nel 1952, l'opera da lui iniziata continua
a crescere e a diffondersi.
Il compito più importante di questa gerarchia di Avatars
(esseri perfetti, il cui ritorno a questo livello di esistenza ha avuto lo scopo
di aiutare altri esseri ad elevarsi) fu di far rivivere le più alte tecniche yoga
a cui essi hanno dato il nome, senza pretese, di Kriya Yoga, che significa
semplicemente "azione". Ogni pratica yoga può essere ed è chiamata Kriya Yoga, cui
scopo è di risvegliare l'energia nella spina dorsale e nel cervello. Praticandola,
il Kriya Yoghi può ottenere l'illuminazione in un periodo di tempo relativamente
breve.
Questa tecnica si impara studiando le lezioni edite dalla S.R.F Self Realization
Fellowship (3880 San Rafael Avenue, Los Angeles, California 900065, U.S.A.). La insegno anch'io, però di presenza, se la si vuol eseguire correttamente è essenziale
una buona preparazione alla quale, io credo, servirà il presente corso di studio
che per molti è risultato efficace.
La storia dello yoga suggerisce due princìpi che sono fondamentali
per la buona riuscita degli esercizi, anche quando si tratta solamente di una semplice
asana (posizione) dell'Hatha Yoga.
1) L'ampia diffusione della luce spirituale esistita al
nascere dello yoga è stata attribuita alla prossimità del nostro sistema solare
alle potenti radiazioni emanate dal centro della nostra galassia. Però, bisogna
tenere presente che, come nell'era più oscura esistono delle anime perfettamente
illuminate, così anche nelle epoche fulgide troviamo degli uomini che vivono in
una oscurità da loro stessi creata. Ricordiamoci sempre che l'uomo deve ricevere
l'illuminazione che egli non può creare.
Una camera bianca pare molto luminosa perché riflette più
luce di un'altra verniciata di un colore diverso. Lo stesso avviene per lo yoga,
il cui proposito è di risvegliare tutte le cellule del nostro cervello e del nostro
corpo affinché riflettano e magnifichino la quantità di energia proveniente dall'universo
circostante.
Continuando a praticare lo yoga, ricordate che il vostro
proposito deve essere quello di aprirvi completamente per ricevere. Nessuna fretta,
nessuno sforzo. Sentite che quanto state facendo è, in un certo senso, eseguito
da voi in collaborazione con le forze divine.
2) Poiché la storia dello yoga è un lungo cammino percorso
dai saggi che riportarono questa scienza al suo giusto posto, la pratica di ogni
individuo deve essere diretta non verso l'apparenza esteriore e l'esibizione, ma
verso la coscienza interiore.
Ogni movimento diretto all'esterno deve procedere da questo
centro interiore; ogni posizione deve essere un'affermazione del divino Sé interiore.
Tratto da:
SRI KRIYANANDA
(J. DONALD WALTERS)
LEZIONI DI YOGA PRATICO
Edizioni Mediterranee
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