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GRUPPO TEOSOFICO SARMOUNG

 

 

L'INIZIAZIONE

 

 

Questa straordinaria conferenza "spirituale",  tenuta da Ghislaine Gualdi il 30/11/85, viene pro­posta dal Gruppo Teosofico Sarmoung ed è dedicata a tutti coloro che si sentono attratti, anche solo per curiosità, a migliorare ed espandere la propria coscienza.

Traduzione dal francese: Marie France Rouanet

Edizione stampata: gennaio 1992

Edizione per Internet: gennaio 1998


SOMMARIO

 Quali sono le iniziazioni accessibili?....... 3

Cosa significa la parola iniziazione?....... 3

I Maestri ci insegnano come essere discepoli....... 4

Quello che conta è sentirsi parte della realtà cosmica....... 5

Il segreto per la nostra realizzazione sta dentro di noi....... 6

La realtà creata da Dio non può essere malvagia....... 6

Il male e la morte sono creazioni dell'uomo....... 7

L'iniziazione è un ritorno all'armonia cosmica....... 7

Le iniziazioni maggiori sono difficili da conquistare....... 8

I chakras e le iniziazioni....... 9

Ogni giorno potete avere delle piccole inizizioni....... 9

LE MANIFESTAZIONI DI SOLIDARIETA'.................. 10

L'uomo sana i disastri causati da altri uomini....... 11

Date aiuto alle associazioni, ma non è tutto....... 11

Considerate sempre il lato occulto delle cose....... 12

LE INVERSIONI DELL'ASSE DELLA TERRA.................. 12

Per quale motivo accadono questi eventi?....... 12

L'importanza della cintura magnetica di un pianeta....... 13

LA PSICANALISI.................. 13

Bisogna disfarsi delle vecchie forme pensiero....... 13

I problemi della coscienza collettiva....... 14

Le cose brutte del mondo hanno sempre uno scopo....... 14

Ogni evento ha le sue spiegazioni....... 14

Sono i Maestri a creare i Raggi di energia....... 15

LA VEGGENZA.................. 15

Non esistono poteri, ma solo energie....... 15

Come funziona la veggenza....... 15

Per chi non funziona la veggenza?....... 16

Come dovrebbe comportarsi un veggente....... 17

Tutti hanno diritto di esprimersi, anche i malintenzionati....... 18

L'UTILIZZO DELL'IPNOSI.................. 18

La pratica dell'ipnosi ha più lati negativi che positivi....... 18

L'ipnosi toglie all'uomo il suo libero arbitrio....... 18

È sempre meglio evitare la sospensione della coscienza....... 19

IL RAPPORTO COL MONDO TECNOLOGICO.................. 19

L'uomo ha scelto di vivere solo per quelle materiali....... 19

Si può lavorare nella materia e vivere spiritualmente....... 20

Non fermativi alle scoperte tecnologiche....... 20

Perché oggi cresce il bisogno di spiritualità?....... 21

Il futuro vedrà una fusione tra spiritualità e materialità....... 21

CONCLUSIONI.................. 22

Esercitate la vostra intelligenza tramite il discernimento....... 22

 


Quali sono le iniziazioni accessibili?

DOMANDA: Si parla di vari gradi d'iniziazione; quanti sono e quali sono accessibili a livello terre­stre?

RISPOSTA: Innanzitutto non bisogna vedere l'iniziazione come una tappa, un punto di arrivo, sul cammino spirituale o a livello di lavoro sui chakras; l'iniziazione è, ad ogni momento, una presa di coscienza. Dalla sua prima incarnazione e dal primo soffio di vita l'individuo, facendo pane e me­ditando o camminando e aiutando il suo simile (durante tutta la sua vita), è pronto all'iniziazione.

Cosa significa la parola iniziazione?

Per sapere cosa significa iniziazione, bisognerebbe per prima cosa sapere ciò che significa essere uomo: quando sapremo cos'è l'uomo, sapremo anche dare significato all'iniziazione. L'uomo è, prima di tutto, un campo di coscienza, che a sua volta è vibrazione ed energia: questa energia in se stessa è solo coscienza. Si tratta dunque, per l'uomo, il quale vive nell'infinitamente piccolo, d'ottenere un campo di coscienza sempre più grande, sempre più simile al cosmico e al colore inte­grale della sua anima.

Dunque l'iniziazione si ottiene ogni giorno. Parlerò dopo, invece, delle iniziazioni più cosmiche, quelle che avvengono nei templi; naturalmente, mi riferisco ai templi nel cielo e non a quelli sulla terra! Infatti le iniziazioni date nei templi sulla terra, da individui che sono solo guide terrene e non dei Maestri, non possono essere considerate come iniziazioni cosmiche e nemmeno planetarie; esse fanno parte invece delle iniziazioni che ognuno può ottenere con il suo proprio lavoro spirituale o con lo sforzo per seguire i principi cosmici.

Prendiamo il caso di qualcuno ancora molto indietro sul cammino: se si dovesse aspettare che que­sti sia pronto, che dimostri un buon intento, che agisca in modo cosmico o almeno con dei buoni principi, sicuramente non avrebbe mai la prima iniziazione che si da nel tempio. Prima di questa iniziazione infatti, ci sono delle piccole iniziazio­ni a livello di vita ordinaria. Per questo ripeto sem­pre che la vita stessa è un principio iniziatico e che bisogna considerare ogni evento della vita come un supporto per ricevere l'iniziazione.

Ogni esperienza quotidiana serve per migliorarsi

Qualsiasi evento, qualsiasi circostanza, qualsiasi essere umano, può permettervi di capire qualcosa; non perché vi istruisce, ma perché è un modo per provocare in voi una domanda, un mezzo per mettervi alla prova. Perché è proprio confrontando l'ostacolo, confrontando l'evento o la situazione, che proverete a superarvi e vi preparerete così ad ottenere un'iniziazione. Soprattutto non bisogna voler lavorare con l'unico scopo di ricevere un giorno la "grande iniziazione"; questo è un compor­tamento errato. Per esempio andare a meditare,  (sia nei templi che nelle chiese o in camera) oppure leggere, studiare l'esoterismo o le religioni, è il comportamento di chi non ha capito le condizioni necessarie per ottenere l'iniziazione; anche se si è mossi da convinzione e lo si fa nel modo mi­gliore.

Gli individui che si comportano così sono numerosis­simi su questa terra, eppure finiscono tutti in­felici e privi di luce come il profano, che ha passato il suo tempo ad accumulare denaro!

C'è troppa gente che si preoccupa di Dio e non degli uomini! Esteriormente saranno capaci di e­sprimere sentimenti che avrebbero dovuto controllare, sentimenti che dovevano riuscire a rendere luminosi: come pensare che un'ora di meditazione o una preghiera, o lo studio di un libro, valgano di più, agli occhi di un Maestro, del tempo passato ad aiutare il proprio vicino? Aiutare il prossimo conterà di più per il futuro iniziato che non il tempo passato a studiare o a meditare! Questo non si­gnifica che lo studio o la meditazione siano inutili, non dico questo. Sto solo provando a rovesciare i principi troppo rigidi che gli uomini hanno stabilito per ottenere l'iniziazione.

L'iniziazione è un tutto come la vita stessa; quando volete andare verso un'iniziazione bisogna, dunque, rispettare il tutto.

Colui che pensa di meritarla perché ha ripetuto tanti mantras, perché crede molto, perché è spiri­tuale, ma poi, nel suo lavoro, è incapace d'amore e di pazienza,  di sacrificare un po' del suo tempo o del suo denaro, allora, che egli sia spirituale o no, l'iniziazione non sarà destinata a lui; perché tutto l'insieme non sarà abbastanza maturo per permettergli di diventare un iniziato. Questo non si­gnifica che chi ha ancora problemi di carattere, chi ha la fortuna di meditare, di pregare, di studiare, non potrà essere un iniziato. Non dico questo. L'essere umano è un tutto e non si può sperare di tro­vare un essere umano perfetto, a meno che non sia già un Maestro.

Quindi, per forza di cose, un essere umano che si avvicina all'iniziazione avrà sempre delle imper­fezioni. Il suo lavoro, giustamente, sarà quello d'imparare a correggersi. Dunque se volete sapere come ottenere l'iniziazione, comportatevi come se ogni cosa della vostra vita vi permetta d'ottenere questa iniziazione; che sia mentre fate le faccende, durante la meditazione o la preghiera, non im­porta: ogni cosa ha lo stesso valore a seconda dell'impegno che coscientemente vi metterete, a se­conda dell'im­patto che la cosa avrà intorno a voi e in voi, perché tutto questo servirà da supporto.

I Maestri ci insegnano come essere discepoli

I Maestri, nell'invisibile, ciclo dopo ciclo, hanno scelto di essere vicini agli uomini per iniziarli e li osservano in ogni minimo gesto. Certo non per scrivere un quaderno o per puntare il dito ogni volta che essi sbagliano;  essi comprendo­no, perdonano, sanno fare la compensazione delle cose. Ma voi abbiate questa preoccupazione: siate discepoli fino alla punta dei capelli, nell'anima, nel cuore, nelle vostre parole, ovunque e sempre. Perché colui che è discepolo solo quando va a pregare o a meditare, ha ancora parecchio da imparare, anche se crede già in Dio o in qualcosa di divino.

Quando dico "discepolo", non propongo a tutti di entrare in un esercito cosmico, di diventare disce­poli di Cristo o di Koot‑Hoomi o di Morya; non è questo che importa! Vi propongo semplicemente di allargare quel campo di coscienza che si chiama " lo stato di discepolo ". In effetti non esiste uno stato di discepolo, non c'è un uomo che, un giorno, giunga ad uno stato e che si può definire "di di­scepolo".

Gli uomini lo chiamano così per renderlo riconoscibile, per confrontarlo con gli altri uo­mini che non hanno questo campo di coscienza e per poter dire: "Guarda, devi fare questo o quello, devi seguire tale o tale principio, devi essere discepolo.". In realtà, nessuno deve essere discepolo, basta semplice­mente avere un buon intento: vivere per il cosmo e non per la terra. Così non avrete bisogno di sentirvi legati ad un egregor, ad un Maestro; non avrete bisogno di seguire una disciplina o una struttura, di seguire un dogma o una teoria, di seguire un libro ed applicarne il contenuto.

Se semplicemente sentite in voi ciò che significa "essere cosmico", ciò che significa "il cosmo", ciò che significa "universalità", "fraternità", "amore", "luce"; se tutte queste parole hanno in voi una ri­sonanza, allora siete "discepoli": se avete la costanza di farle risuonare in voi ogni giorno della vo­stra vita, allora, ogni giorno, siete discepolo. Sto parlando di un sentimento molto profondo. Questo non ha niente a che vedere col fatto di diventare discepolo perché siete entrati in una scuola, perché aderite a qualcosa di spirituale, perché vi interessate a qualcosa di spirituale o perché ascoltate qual­cosa di spirituale. Quelli che ascoltano discorsi politici non sono per questo dei politici!

Quello che conta è sentirsi parte della realtà cosmica

Dovete capire questo: non importano lo studio, la meditazione, la preghiera e tutte queste cose, se non avete questo sentimento profondo ed interiore della vostra realtà cosmica. In seguito potrete meditare, poi potrete pregare, studiare; allora tutte queste cose adempieranno il loro ruolo educatore in voi. Però, fintanto che contate su tutte queste cose per arrivare ad un certo livello, vi sbagliate: prima dovete modellare voi stessi, è per questo che parlo sempre di responsabilità; non aspettate di aderire o di credere. No! Questo significa che la cosa vi prende in carico passivamente; come quelli che vanno in chiesa o a messa la domenica e si dicono: "Vedi, Signore, vengo a messa ogni dome­nica, così salverai la mia anima, vero? "

Questi, per noi, non sono esseri "da salvare" perché non hanno capito che cos'è la luce, ma contano su di un sistema che li esoneri da ogni responsabilità.

Invece è proprio il contrario: è l'individuo che deve prendersi per mano per poter entrare nel si­stema cosmico! E' come una persona assetata, che ha un bicchiere d'acqua a pochi metri di distanza e dice: ''Bene, immaginerò di bere quest'acqua: studio la sua composizione, quella del bicchiere, il terreno vicino, il tragitto che fa l'acqua quando bevo, ciò che fa il mio corpo...questo è esoterismo"; nel frattem­po l'individuo muore di sete!

Quando invece gli basta spostarsi (non importa com'è il bicchiere, i passi che dovrà fare, il conte­nuto), deve solo alzarsi e fare lo sforzo di andare a bere! Questo significa essere discepolo: alzarsi, camminare, come ha detto Gesù; questo significa andare al cuore della Luce, assorbire la Luce e poi essere la "Luce".

Oggi, nel mondo, regnano paura e disorientamento

Per tutto questo, adesso e più avanti, la gente si sentirà sempre più disorientata, destabilizzata, an­che in seno a gruppi spirituali. Hanno letto nei libri che si può arrivare a un tale stato, che si può manipolare una certa energia, che si può incontrare tale Maestro o tale Guida. Così l'individuo fa tutti gli sforzi e pensa: "Studio, studio ancora, poi comunicherò la parola anch'io". "Imparerò, me­diterò, chiamerò qualche Maestro e verrà." Ma, cosa succede ad ogni appello? Nessuna risposta! Allora egli pensa che la tecnica usata era sbagliata e va in un altro gruppo; ricomincia daccapo la stessa scena, ma otterrà lo stesso fallimento!

Così, in questo momento, migliaia e migliaia di persone stanno frequentando gruppi, scuole, centri, pensando: "Ci sarà, da qualche parte, qualcuno che mi permetterà di entrare nel cielo e lo troverò!  Se non è questo, lo lascerò e andrò verso qualcun altro!". Abbiamo voglia di mettere la mano sulla testa di questa gente per fissarla al suolo. Sapeste com'è divertente vederli continuare a correre e dimenarsi senza andare avanti!!! Un giorno dovranno pure fermarsi!

Cosa disse Gesù? Egli ha detto: "Il Regno è in voi, entra nella tua camera, prega e troverai Dio", non ha detto: "Va alla sinagoga o al tempio", no, ha detto "Va in camera tua, va all'interno di te stesso". Certo, ascoltando queste parole, alcuni crederanno che io sia contrario all'edificazione di templi o di scuole; niente affatto!

Amo le scuole, i templi, le chiese, gli ordini. Sto semplicemente provando a distruggere il modo in cui gli uomini s'avvicinano a questi templi e a questi ordini! Non voglio assolutamente denigrare o ridicolizzare l'esistenza di scuole esoteriche, di templi, di chiese, di religioni. Assolutamente no! È l'approccio dell'individuo a essere sbagliato ed è per questo che vi dico: sentitevi responsabili del potenziale di Luce che risiede in voi; non contate su nessun altro per svegliarlo, per svilupparlo, per illuminarvi e per incontrare un giorno il vostro Maestro da cui ottenere l'iniziazione.

Il segreto per la nostra realizzazione sta dentro di noi

Questo dipende solo da voi. Non pensate che ci sia bisogno di qualcosa d'altro! Siete tutto e in voi c'è tutto! Vi è stata data l'intelligenza, la coscienza per guidare la vostra barca; allora utilizzatele per sviluppare questa Luce, per aprire queste energie e, visto che si tratta di energie, provate a subli­marle. Quando la vostra personalità sarà sul punto di fare qualcosa di nocivo e affonderà in un sen­timento negativo, pensate alla sublimazione che potete esercitare su voi stessi.

Non siamo per l'ascesi, assolutamente no; però c'è un modo d'essere asceta senza che per questo comporti per voi austerità: non pensate alla privazione che dovete esercitare su voi stessi, ma pen­sate alla sublimazione che potete esercitare su voi stessi. Visto che le energie sono in voi e che fanno parte di voi, non lasciatele andare in qualsiasi direzione, pensando che ciò dipenda dal vostro carattere!

Non date la colpa all'educazione che avete ricevuto o alla società in cui vivete; dovete as­solutamente controllare le vostre energie: non con la repressione, ma semplicemente vivendo tutto ciò che c'è di sublime in queste energie. In questa maniera, senza dover subire frustrazioni e senza privazioni, potrete al contrario esercitare pienamen­te la vostra personalità nella sua bellezza invece che nelle sue bruttezze.

La realtà creata da Dio non può essere malvagia

Una volta gli asceti dicevano che bisognava uccidere la personalità perché, secondo loro, portava il male ed era la fonte delle tenebre; io invece vi dico che, non c'è niente che generi il male su questa terra, il male non esiste e non c'è niente che generi le tenebre. Come potrebbe esistere l'oscurità quando è stato detto che tutto è perfetto nella creazione? Dio, avrebbe potuto commettere qualche errore? Sarebbe capace di fare un errore? Ve lo chiedo. Non trovate che in ciò vi sarebbe una con­traddizione? Aprite la vostra mente! Se non ci sono nè male, nè tenebre, perché esisterebbe la brut­tezza su un piano vibratorio? Quando l'uomo pensa al male, non parla di qualcosa che potrebbe es­sere il diavolo, ma nomina un'energia. Si tratterebbe allora di una energia diabolica? No, assoluta­mente no! C'è solo del bene nell'univer­so, c'è solo Luce.

Sicuramente dipende dall'uomo far esistere sui pianeti solo il Bene e la Luce. Se un giorno decide di far esistere le tenebre, lo può fare: gli basta far regnare le sue energie in modo tenebroso e oscuro, trasformandole con l'aiuto del suo pensiero. E come può questo pensiero snaturarsi? Ebbene questo avviene il giorno in cui l'uomo non vuole più essere in accordo e in armonia col cosmo. In quel momento, l'indivi­duo pensa: "Io sono una personalità." e da questo punto egli si separa dalle armonie cosmiche e genera la morte in sè.

Dopodiché viene a rimproverare a Dio che la morte esi­ste! E ognuno si lamenta: "Signore, perché hai portato via il mio amico? Perché hai fatto morire mio fratello? E mio padre?".  Anche quelli che sono spirituali piangono e rimproverano al cielo le stesse cose! Eppure la morte non esiste; la morte è solo un caos energetico che l'uomo ha generato da sé, separandosi dalle armonie cosmiche. Se non fosse così, perché l'immortalità sarebbe pro­messa agli uomini?

Se la morte esistesse come principio da qualche parte, se veramente Dio l'avesse creata, ebbene nes­suna creatura avrebbe diritto all'eternità; ci sarebbe solo la morte nel cosmo. Di conseguenza ci sa­rebbe la morte anche per l'anima, perché, se Dio avesse creato la morte, anche le anime sarebbero mortali. Ora, tutto ciò che è in basso è uguale a tutto ciò che è il alto; dunque il corpo, come lo spi­rito, può Raggiungere l'immortalità.

Dio può creare solo immortalità, perché Egli stesso è immortalità; Egli non può certamente deci­dere: "Ecco, creo l'anima immortale, poi, per cambiare un po' e creare un diversivo, creò i corpi mortali. Così ci divertiamo e vedremo il risultato...!!!". Potreste immaginare Dio, quell'Essere pieno d'Amore, di Luce, di Bellezza e soprattutto di Pace, che crea una cosa simile? Non vi sembra che qualcosa non quadri?

Il male e la morte sono creazioni dell'uomo

La morte non esiste. E' stata generata perché, ad un certo momento, le energie sulla terra sono di­ventate talmente caotiche e conflittuali, che la materia è diventata deperibile e l'uomo più di ogni altra creatura.

Però, questo stato di cose può essere facilmente rovesciato: basta che l'uomo lo desideri fortemente, basta che egli ritrovi le armonie cosmiche. Questo è quello che vogliamo farvi capire, io e tutti quelli che tentano con me di darvi la luce.

 

 

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