Risorse necessarie per la produzione della carne e l’allevamento del bestiame

Risorse necessarie per la produzione della carne e l'allevamento del bestiame

Una bistecca da 200 g mangiata da una sola persona equivale alla quantità di cereali cotti necessari per nutrirne 50.

La convinzione, a lungo perpetuata, che soltanto una dieta capace di assicurare un apporto bilanciato di prodotti carnei e caseari potrebbe fornire gli otto amminoacidi non prodotti dal corpo, si è dimostrata ampiamente scorretta, mentre l’ideale, in questo senso, è una dieta vegetariana bilanciata.
La differenza tra un carnivoro e un erbivoro è piuttosto marcata; in particolare, se confrontiamo esseri umani e animali carnivori, notiamo che gli acidi gastrici di questi ultimi sono dieci volte più corrosivi per consentire la digestione della carne; inoltre, come abbiamo già detto, l’intestino negli esseri umani è due volte più lungo di quello dei carnivori, a parità di taglia fisica.

Un altro punto fondamentale è che si potrebbe rimediare facilmente all’ingiustizia verso i popoli che muoiono di fame: basterebbe che le nazioni sviluppate occidentali rinunciassero all’attuale abitudine di mangiare carne: le aternative ci sono. Da otto chili di cereali prodotti per nutrire il bestiame si ricava solo mezzo chilo di carne, secondo le cifre fornite dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Inoltre, risulta che il 90% dei cereali prodotti in America viene usato per nutrire tutti quegli animali – mucche, maiali, pecore e polli – che finiscono poi sulle mense.

Una buona immagine può essere questa: la bistecca da 200 g mangiata da una sola persona equivale alla quantità di cereali cotti necessari per nutrirne 50. Il fatto è che un consumatore medio di carne europeo o americano spende il quintuplo delle risorse di cibo utilizzate nei paesi sottosviluppati. Abbassando la produzione di carne soltanto del 10%, si stima che sarebbe possibile produrre cereali sufficienti a nutrire 60 milioni di persone.

Anche il consumo di acqua è eccessivo, perché mezzo chilo di frumento ha bisogno di soli 228 litri d’acqua, mentre per produrre mezzo chilo di carne ce ne vogliono approssimativamente 9500 litri.
L’etica implicata nell’allevamento e nella preparazione della carne è inaccettabile per la maggior parte delle persone ragionevoli: se a queste venisse chiesto di uccidere i propri animali per cibarsene, naturalmente ci penserebbero su due volte prima di continuare a mangiar carne.
Come disse il Mahatma Gandhi:

«Prevedo che prima o poi il progresso spirituale esigerà di porre termine all’uccisione delle creature che ci sono compagne, per la soddisfazione dei nostri desideri materiali».

Il consumo di carne contribuisce largamente all’errata distribuzione delle risorse e al modo improprio di utilizzare i terreni agricoli: se gli attuali consumatori di carne decidessero di attenersi a una dieta vegetariana, l’aumento di risorse automaticamente provocato dalla modificazione del loro stile di vita, risolverebbe i problemi attualmente rappresentati dalla scarsità di terreni arativi e dall’aumento della popolazione»

I costi: statistiche relative agli esseri umani e all’allevamento del bestiame

“Per la maggior parte di noi la parola fame ha una semplice ed immediata soluzione: l’accesso diretto ad una grande varietà di cibi e scelte nutrizionali. Ma per oltre 850 milioni di persone nel mondo la fame è una giornaliera inevitabile realtà.”

  • Popolazione degli Stati Uniti: 300 milioni di persone.
  • Numero di esseri umani che possono essere nutriti dai cereali e dalla soia utilizzati negli Stati Uniti per l’allevamento del bestiame: 1,4 miliardi.
  • Percentuale di mais coltivato negli Stati Uniti e consumato da bestiame: 85%; percentuale destinata al consumo umano: 15%.
  • Percentuale di avena coltivata negli Stati Uniti e consumata da bestiame: 85%.
  • Percentuale di proteine perdute utilizzando per il bestiame i cereali prodotti annualmente: 90%.
  • Percentuale di carboidrati perduti utilizzando per il bestiame i cereali prodotti annualmente: 99%.
  • Percentuale di fibre perdute utilizzando per il bestiame i cereali prodotti annualmente: 100%.
  • Frequenza di morti infantili per fame: una ogni 5 secondi.
  • Quantità di patate che possono essere coltivate su 4000 metri quadrati di terreno: 9000 kg.
  • Quantità di manzo ricavato sfruttando 4000 metri quadrati di terreno: 75 kg.
  • Percentuale di terreno agricolo usato negli Stati Uniti per produrre manzo: 56%.
  • Quantità di cereali e di soia necessari a produrre 0,5 kg di manzo:7,5 kg.
  • Quantità di proteine somministrate al pollame necessarie a produrre 0,5 kg di proteine sotto forma di carne: 2,5kg.
  • Quantità di proteine somministrate ai suini necessarie a produrre 0,5 kg di proteine sotto forma di carne: 3,5 kg.
  • Numero di bambini che muoiono di fame ogni anno: 6 milioni
  • Numero di vegetariani puri che possono ricevere nutrimento dal terreno necessario ad alimentare una sola persona con dieta a base carnea: 20 (questo numero si avvicina però a 150 se si parla di vegetariani crudisti).
  • Numero di persone che quest’anno moriranno di fame: 60 milioni.
  • Numero di persone che potrebbero ricevere sufficiente nutrimento dai cereali risparmiati, nel caso gli americani riducessero il consumo di carne del 10%: 60 milioni.

Secondo Harvey Diamond, «Attraverso l’adozione di uno stile di vita vegetariano, possono essere rese disponibili ogni anno dodici milioni di tonnellate di cereali. C’è chi dice che se anche questa disponibilità esistesse, bisognerebbe poi trovare il modo di renderla accessibile alla gente. Vero, ma almeno ce ne sarebbe la possibilità. Possibilità che non esiste, se tutto viene destinato al bestiame».

Attualmente si stanno facendo ricerche anche nel campo della manipolazione genetica del cibo, con l’obiettivo — secondo alcuni — di ridurre i costi di produzione. Altri ne parlano come del “cibo di Frankenstein’ e non vogliono nemmeno toccano. Vi presenteremo verità e bugie… (in preparazione)

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