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Pena di Morte in Arabia Saudita
-L'Arabia Saudita ha uno dei più alti tassi di esecuzioni
nel mondo ed i processi sono spesso farse -
(Fonte: Coalit.org)
L'Arabia Saudita ha uno dei più alti tassi di esecuzioni nel
mondo (almeno
1.163 tra il 1980 e la fine del 1999, ma il totale effettivo potrebbe essere
molto più elevato). La pena capitale viene afflitta per qualunque atto
considerato "corruzione sulla terra". Tra i reati capitali figurano il
possesso, l'uso e il commercio di droghe pesanti e leggere e anche molti
comportamenti non violenti come l'apostasia (l'abbandono dell'Islam per
un'altra religione), l'esercizio di arti magiche nonché reati sessuali quali
la sodomia.
Processi sommari:
Nei primi due mesi del 2000 sono state eseguite 11 condanne a morte. Le
decine di persone che vengono "giustiziate" ogni anno, sono condannate
a
morte in seguito a processi sommari che non offrono alcuna possibilità di
difesa e quasi nessuna protezione dai probabili errori della giustizia.
Quanto ai metodi ordinari di esecuzione, gli uomini vengono decapitati in
pubblico, mentre per le donne è prevista anche l'alternativa della
fucilazione, per risparmiare ulteriori umiliazioni, poiché l'esecuzione per
decapitazione significherebbe scoprire il capo e mostrare il collo e parte
della schiena.
Le esecuzioni:
La condanna a morte dei colpevoli di adulterio può avvenire mediante
lapidazione. In caso di reati violenti molto gravi, i condannati a morte
possono essere anche crocefissi.
A volte coloro che stanno per essere "giustiziati" non sanno neanche
di
essere stati condannati a morte; e né a loro, né alle loro famiglie viene
comunicata in anticipo la data dell'esecuzione. Spesso il primo sentore che
il prigioniero ha della propria imminente fine è quando viene fatto uscire
ammanettato dalla sua cella al venerdì, il giorno normalmente deputato per
le esecuzioni.
Il prigioniero è quindi portato in una pubblica piazza e fatto
inginocchiare; il boia solleva una spada e vibra un colpo (a volte, più di
uno) sul collo del prigioniero per troncargli la testa. A decapitazione
avvenuta, un medico certifica la morte del prigioniero ed il corpo e la
testa vengono rimossi e sepolti in una fossa comune. La legge saudita
impedisce il rimpatrio delle salme dei cittadini stranieri
"giustiziati".
Le Donne:
Le organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani, rendono noto che
negli ultimi dieci anni 28 donne sono state giustiziate in Arabia Saudita -
molte delle quali per omicidio, soprattutto del marito o del padre - dato
anche lo svantaggio che esiste nel sistema legale saudita nei confronti
delle donne, le quali vengono a volte condannate a morte sulla base di
confessioni estorte con la forza.
Le donne sono particolarmente vulnerabili e spesso "confessano" se
forzate a
farlo da accusatori di sesso maschile.
"La mancanza di equita' nei casi in cui donne rischiano la pena di morte e'
enorme. Questo a causa dell'estremo svantaggio nel quale di trovano le donne
nella societa' [saudita], soprattutto le collaboratrici domestiche, e lo
stretto riserbo e la segretezza che circondano la fase processuale".
La pena di morte viene "comminata dopo processi che ignorano i più
basilari
standars di equità".
In un lungo rapporto di Amnesty International intitolato "Gravi violazioni
dei diritti umani nei confronti delle donne" si legge che 16 delle donne
messe a morte dal 1990 ad oggi sono state condannate per omicidio e, di
queste, 10 per l'omicidio del proprio marito o padre.
Le donne in Arabia Saudita sono soggette anche a diversi restrizioni, ad
esempio sulle persone con le quali aggregarsi, dove viaggiare, e
discriminazioni nel campo dell'educazione scolastica e del lavoro...
Fonte: Reuters - Coalit
www.coalit.org
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