"[...] Gli Esseni in particolare hanno fama di praticare la santità. Ebrei di nascita, sono più degli altri legati da mutuo affetto.
Costoro respingono i piaceri come un male, mentre guardano come virtù la temperanza e il non cedere alle passioni. Per se stessi disdegnano il matrimonio, ma adottano i figli altrui, mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come parenti e li modellano secondo i loro costumi.
Essi però non aboliscono il matrimonio e la propagazione della specie che ne deriva, ma si guardano dalle donne lascive e sono persuasi che nessuna serbi fedeltà ad un uomo solo.
Dispregiatori della ricchezza, presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe tra di loro qualcuno che possieda più degli altri. C'è infatti una legge che quelli che entrano nella setta cedano il patrimonio alla corporazione, così in tutti loro non appare né l'umiliazione della miseria né l'alterigia della ricchezza, bensì essendo fusi insieme gli averi di ciascuno, hanno tutti, come fratelli, un loro patrimonio. E...] Essi non abitano in una sola città, ma in varie città prendono domicilio in molti. Ai membri della setta che giungono da fuori, concedono libero uso di tutte le cose loro come se fossero proprie di coloro i quali entrano in casa di quelli che in precedenza non hanno mai visti come in casa di persone familiarissime.
Perciò anche quando compiono viaggi non portano con sé assolutamente nulla, sono però armati a motivo dei briganti. Del resto in ogni città viene designato espressamente un commissario della corporazione per gli ospiti che provvede ai vestiti e ai viveri.
Quanto al vestire e all'aspetto della persona essi assomigliano a giovani educati sotto rigorosa disciplina; non cambiano né indumenti né sandali, se prima non sono del tutto lacerati e consumati dal tempo.
Fra di loro non comprano né vendono alcunché, bensì ciascuno cede il suo a chi ne ha bisogno, e ne riporta in cambio qualcosa che gli serve; del resto anche senza contraccambio possono ricevere liberamente da chiunque vogliono.
La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano, ma recitano certe preghiere verso di esso, quasi a supplicarlo di spuntare.
Dopo di ciò ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all'ora quinta, si radunano nuovamente in un solo posto e cintisi di un indumento di lino si lavano il corpo con acqua fredda. Dopo questa purificazione, vanno insieme in un edificio particolare dove a nessuno di altra fede è concesso entrare: loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati, come in un recinto sacro.
Dopo che, in silenzio, si sono seduti, il panettiere serve i pani per ordine, e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda.
Il sacerdote premette al pasto una preghiera, e nessuno può gustare alcunché prima della preghiera; dopo che hanno mangiato egli aggiunge una nuova preghiera; cosicché sia al principio che alla fine venerano Dio come dispensatore della vita.
Dopo, deposte le vesti indossate per il pasto, dato che esse sono sacre. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera.
Allora ritornano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti, se per caso ve ne sono di passaggio fra di loro. Né clamore né tumulto contamina la casa: per parlare si cedono la parola, gli uni agli altri, ordinatamente [...] Sono equi dispensatori dell'ira, moderatori delle passioni, patroni della fedeltà, promotori della pace. Ogni loro detto ha più forza di un giuramento; ma si astengono dal giurare considerandolo peggiore dello spergiuro, giacché dicono che risulta già condannato colui che non è creduto se non prende Dio a testimone. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi, scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell'anima e del corpo. E qui studiano come guarire le malattie, le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre.
Coloro che desiderano entrare nella loro setta non ne ottengono l'accesso immediato. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita, benché ne rimanga fuori: gli consegnano una piccola scure, la cintura sopra menzionata. e una veste bianca.
Dopoché egli in questo tempo avrà dato prova di temperanza, s'inoltra più addentro nella norma di vita ed è fatto partecipe di acque di purificazione ancora più pure. ma non è accolto nella vita comune. E infatti, dopo la dimostrazione di costanza, per altri due anni se ne mette a prova il carattere; e allora se appare degno è accolto nella società [...] Sono anche longevi, tanto che i più di essi oltrepassano i cento anni, a motivo della semplicità del genere di vita, a quanto mi sembra, e della regolarità. Disprezzano i pericoli. Superano i dolori con la riflessione. Quando giunge con gloria, giudicano la morte come migliore della conservazione della vita.
I loro spiriti, del resto, furono sottoposti ad ogni genere di prove dalla guerra contro i romani, nella quale furono stirati e contorti, bruciati e fratturati, fatti passare sotto ogni strumento di tortura, affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito, ma rifiutarono ambedue le cose: neppure adularono mai i loro tormentatori né mai piansero.
Sorridendo, anzi, tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture, rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverlo nuovamente.
Infatti, è ben salda fra loro l'opinione che i corpi sono corruttibili e instabile la loro materia, mentre le anime permangono per sempre. Venute dall'etere più sottile. restano implicate nei corpi come dentro le carceri, attratte da un certo incantesimo naturale [...] Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri, degli scritti sacri, e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano.
Esiste pure un altro gruppo di Esseni che per genere di vita, per costumanze e per legislazione s'accordano con gli altri, ma ne dissentono sulla questione del matrimonio. Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita, e cioè la propagazione della specie, tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano ..."