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L'illuminazione tra oriente ed
occidente
L'intelletto prova e riprova costantemente; elabora modelli, trova postulati,
crea interi sistemi filosofici senza però mai riuscire a sciogliere l'ultimo
inquietante interrogativo: “chi sono io”.
Esiste veramente una risposta, una risposta assoluta, definitiva e impersonale
alla domanda: Chi sono io?
Costantemente siamo di fronte, nel mondo che ci circonda, a risposte relative, a
verità che sono vere solo in determinate circostanze e sotto precise ipotesi.
Tutto ciò che è nel reame della mente è per sua natura transitorio ed illusorio.
Le risposte che fornisce l'intelletto sono parziali e temporanee, e pertanto
insoddisfacenti. Quante volte ci siamo ingannati pensando di possedere delle
verità, credendo di avere certezze e sicurezze, per poi scoprire che queste si
scioglievano come neve al sole.
L'intelletto prova e riprova costantemente; elabora modelli, trova postulati,
crea interi sistemi filosofici senza però mai riuscire a sciogliere l'ultimo
inquietante interrogativo, senza mai approdare ad una soddisfazione definitiva,
ad una soluzione oggettiva, ad una verità assoluta.
La risposta in realtà non è una comprensione, non è un'idea, non è
un'intuizione, non è qualcosa che possa essere letto o studiato, è inafferrabile
per la mente e sfugge alle parole.
L'unico modo per conoscerla è sperimentarla, viverla direttamente, giungere cioè
in prima persona all'Illuminazione: un istante fuori dal tempo e dallo spazio,
al di là dei limiti della materia, dell'energia, delle emozioni e dei pensieri,
in cui ogni apparente dualità viene trascesa, ogni percezione si dissolve in una
consapevolezza impersonale e illimitata, in una pienezza e in una beatitudine
intraducibile in significati.
Potremmo dire che la domanda stessa nasce dalla mente, quella domanda che mette
in moto azione ed evoluzione e che non trova risposte fatte di significati, ma
semplicemente cessa di esistere.
Tutto il movimento interiore abituale, la pressione che la vita porta con sé, la
complicata intelaiatura di correlazioni non trovano una graduale risoluzione, ma
in un unico salto quantico della coscienza si rivelano illusori e vuoti.
La mente, l’intelletto, il pensiero logico, ma anche le emozioni e i sentimenti,
nascono tutti dalla dualità apparente, dall’“Io”, quel punto della coscienza da
cui sembra scaturire tutto. “Io penso”, “Io agisco”, “Io decido”- un’identità
centrale su cui si costruisce tutta la mente e tutta la struttura umana.
Tale identità, nel corso della vita intera, non viene mai toccata, mai messa in
discussione. La sua presenza nel tempo è tale da sembrare immortale, fuori dal
tempo e dallo spazio. Sappiamo che la vita ha una fine, che la morte apparirà un
giorno, tuttavia dentro di noi ci consideriamo immortali e senza tempo. Provate
per esempio ad osservarvi allo specchio: noterete che negli anni il corpo è
invecchiato. Riflettete ora sul vostro carattere, sulla personalità: noterete
che siete cambiati anche in questo, probabilmente vi sentite maturati. Infine,
sentitevi “dentro”, percepite quel senso di “Io” e chiedetevi se anche esso nel
corso del tempo è cambiato. Scoprirete che “dentro” vi sentite sempre, sempre
uguali, sempre al centro dell’universo.
È per tale motivo che nel corso della vita tentiamo tutto il tempo di evitare il
confronto con la morte. In realtà la temiamo perché sappiamo, che con essa
giungerà la fine dell’Io, della consapevolezza ordinaria di noi stessi, e questo
per l'Io è terribile e angosciante. Tuttavia lo è soltanto perché non siamo
capaci di sostituire all’Io apparente prodotto dalla mente la conoscenza della
nostra Vera Natura. Conoscere il vero Sé significa riconoscere che la morte
appartiene al corpo e alla mente, che "l’anima" - chiamando così la nostra vera
natura - è realmente immortale poiché al di là di ogni legge dell’universo
fisico.
La pratica spirituale dello Yoga è centrata sul concetto di Liberazione, intesa
sia come completa libertà dell’anima dall’identificazione con il corpo e con la
mente, sia come energia vitale totalmente liberata nel corpo. Come lo yoga,
anche le altre vie spirituali e le grandi religioni contengono come apice del
percorso una forma di liberazione dalla morte e sempre tale liberazione avviene
con lo scioglimento dell’Io, dell’ego personale.
L’“Io” è quindi la barriera da abbattere per scoprire la verità di se stessi,
per giungere su un piano assoluto laddove la dualità viene sostituita
dall’Unione, dal contatto profondo con la divinità che è la verità nascosta in
ogni essere umano e in ogni aspetto dell’universo intero.
Questo si intende per Illuminazione: scoprire l’Assoluto e viverlo in completa
unione.
Tale esperienza viene spesso considerata prerogativa di pochi, di individui
speciali, fuori portata per gli altri, un'ambizione quasi presuntuosa, un sogno
proibito. Così è stato fermamente creduto e affermato dalla maggior parte delle
religioni nel nostro passato recente e remoto. All’alba del terzo millennio, si
affaccia un dato nuovo, sintesi di una maturità più completa: l’Illuminazione
non è altro che la scoperta della vera natura propria di ogni essere e pertanto
è a disposizione di ogni ricercatore determinato e sincero.
La nuova concezione che pone l’Illuminazione alla portata dell’uomo comune si
sviluppò intorno agli anni ’60 del secolo scorso quando sempre più persone,
soprattutto giovani, affascinati dalla spiritualità orientale, si avvicinarono
alla meditazione, allo yoga, allo zen. Vi furono effetti collaterali negativi,
eccessi come l'uso di droghe, ma al tempo stesso furono raggiunti risultati
eccezionali. Nacquero movimenti nuovi e fortemente ispirati, tra cui, come
vedremo, l’Intensivo di Illuminazione, uno dei prodotti più straordinari della
creatività umana e spirituale di quell’epoca, e a tutt’oggi un punto di
riferimento fondamentale nella ricerca spirituale.
Il terzo millennio vede l’Occidente e l’Oriente avvicinarsi e scambiare le
proprie culture; la tecnologia e il desiderio di benessere materiale ammaliano
l'est, mentre nel mondo ricco assistiamo al fiorire di pratiche basate sulla
respirazione, sulle posture del corpo, sulla meditazione, sull’attivazione dei
centri energetici… L'esigenza di una sintesi più matura spinge chi ha tanto
investito nel benessere materiale, nella scienza, nell'organizzazione sociale, a
ricercare il fondamento spirituale, il significato dell'esistenza, il senso del
sacro trovando in tal modo un equilibrio nuovo e più stabile.
Stiamo quindi assistendo ad una vera e propria rinascita spirituale
dell’Occidente che ha nella ricerca dell’Illuminazione il fulcro e la meta
ultima. Uomini e donne di ogni livello sociale, di ogni età e cultura, scoprono
che esiste una realtà al di là della mente, e che tale realtà, ritenuta in
passato illusoria di fronte alla concretezza del mondo scientifico materiale,
paradossalmente risulta essere molto più reale e concreta e che invece è la
mente, con ragionamenti e concetti, ad essere transitoria e irreale.
Il cambiamento radicale coinvolge ancora solo una piccola parte delle persone,
ma la tendenza è inevitabile come il fluire dell'acqua in un fiume, poiché il
bisogno, la mancanza, l'ignoranza e il dolore mettono in moto la ricerca
fondamentale di ciò che trascende l'umano ed il relativo.
Tratto da: L'infinito in un attimo Autore: Giacomo Bo - Nadia Damilano Bo, Jubal Editore ...
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