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La Grande Piramide di Cheope

Articolo tratto da:

NEXUS NEW TIME edizione italiana n° 8-15
IMPRONTE DEGLI DEI alla ricerca dell'inizio e della fine Graham Hancock
ed.Corbaccio

Una delle costruzioni più grandi mai realizzate dall'uomo. S' innalza verso
il cielo da parecchie migliaia di anni nella piana di Giza in Egitto.
Le sue misure sono: lato settentrionale 230 mt e 25.05 cm, lato occidentale
230 mt e 35.65 cm, lato orientale 230 mt e 39.05 cm ed infine lato
meridionale 230 mt e 45.35 cm, per una altezza di 146 mt. Il tutto per un
peso di circa 6.000.000 di tonnellate e un' area di 13.1 acri. Gli angoli
alla base sono quasi perfetti: angolo sud-est 89° 56'e  27", quello di
nord-est 90° 3' 2", quello di sud-ovest 90° 0' 33", e quello di nord-ovest
89° 59' 58" (appena due secondi d'arco di differenza). Secondo stime
affidabili, la Piramide consiste di un totale di circa 2.300.000 blocchi di
pietra calcarea e granito, con pesi che variano dalle 2.5 tonnellate alle 70
tonnellate.

Non solo, ma bisogna aggiungere anche un rivestimento simile a uno specchio
di 22 acri costituito, da 115.000 pietre lucidissime, ciascuna del peso di
10 tonnellate, che originariamente coprivano tutte e quattro le facciate.
Dopo essere stata staccata da un violento terremoto nel 1301 a.C., la
maggior parte dei blocchi di rivestimento fu rimossa per la costruzione del
Cairo.

Perché fu costruita questa enorme piramide? Come fu possibile realizzarla in
un tempo così remoto? E' credibile che una civiltà dell'età del rame abbia
accumulato 21 milioni di tonnellate di pietre in circa un secolo, di cui 12
milioni solo a Giza, realizzando qualcosa che si discostava completamente da
quanto mai realizzato sia prima che dopo?

Tra gli specialisti in archeologia egizia, è opinione comune che fu
costruita come tomba per il faraone della IV Dinastia (2575-2467 a.C.) Khufu
(conosciuto come Cheope). Questa opinione si basa principalmente sul
ritrovamento di geroglifici su alcune pietre all'interno della piramide che
assomigliano al suo sigillo, e alla testimonianza di Erodoto che vide i
monumenti nel V° secolo a.C., cioè più di 2000 anni dopo che erano stati
costruiti. Nonostante il fatto che nessun corpo fu mai trovato all'interno
delle sue stanze ben sigillate, gli egittologi persistono nella loro teoria,
facendo nascere una storia su decine di migliaia di schiavi costretti al
lavoro per decine di anni nella costruzione di una montagna di pietre in cui
mettere il cadavere di un solo uomo.

Stranamente, i meticolosi scrivani dell'antico Egitto non hanno lasciato ne
una parola ne un geroglifico riguardante la piramide. Inoltre la più antica
immagine conosciuta, un affresco rappresentante degli schiavi forzati a
trasportare dei blocchi di pietra su delle slitte di legno, fu dipinto mille
anni dopo la data in cui gli egittologi ritengono che la piramide sia stata
costruita.

Per non parlare del metodo utilizzato, così bene descritto da John Baines,
professore di Egittologia presso l'Università di Oxford: "Via via che la
piramide cresceva in altezza, la lunghezza della rampa e la sua larghezza
alla base venivano aumentate per mantenere una pendenza costante (di circa
uno a dieci) e impedire che crollasse. Con tutta probabilità vennero
utilizzate più rampe accostate alla piramide da vari lati".

Però per portare un piano inclinato alla cima della Grande Piramide con una
pendenza di 1:10  sarebbe stata necessaria una rampa lunga 1460 metri, con
un volume più elevato della stessa piramide. E' difficile immaginare come,
lungo questa chilometrica salita, gli schiavi trascinavano blocchi pesanti
diverse tonnellate. Altri egittologi hanno ipotizzato allora l'utilizzazione
di rampe a spirale realizzate in mattoni e fango attaccate ai fianchi della
Piramide. Indubbiamente per queste ci sarebbe voluto meno materiale nella
loro costruzione, ma l'idea di squadre di operai che trascinano massi
pesantissimi su per curve a gomito è paradossale.
La Camera di Re: scoperta intorno all'anno 820 d.C. dal Califfo Ma'mun. Essa
è situata a un terzo dell'altezza della Grande Piramide, e cioè a circa 45
mt dalla base. Ci si aspettava di trovare un  tesoro proporzionato alla
grandezza del monarca, ed invece la camera del faraone (funeraria secondo
l'egittologia ortodossa) era completamente vuota e spoglia dal qualsiasi
decorazione e iscrizione. Solamente un sarcofago in granito vuoto (oggi tale
materiale viene intagliato per la sua durezza, con abrasivi quali la polvere
di diamante o di carburo di silicio detto carborundo).

Per accedere alla Camera del Re, si devono superare  percorsi stretti ed
impraticabili, corridoi e gallerie piccolissime. La domanda che ci si pone è
come hanno fatto i saccheggiatori di tombe a trafugare tutto (se mai c'è
stato un tesoro, ndA) , ma proprio tutto all'interno di una stanza situata a
circa 45 mt di altezza, e  il cui unico modo per raggiungerla dalla base è
una galleria ascendente (bloccata da pesantissimi tappi in granito) che si
collega alla Grande Galleria, lunga circa 46 mt e con una pendenza di 26°?

Teorie esoteriche sul significato della Grande Piramide di Cheope:

- Strumento topografico: Un teodolite di grande precisione, come una bussola
accuratamente orientata. Avrebbe potuto essere usata come un punto di
riferimento geodetico per la costruzione di strutture nel mondo antico. Era
un osservatorio celeste e un modello in scala dell'emisfero, spazio
incorporante correttamente i gradi di latitudine e longitudine, da cui si
potevano disegnare mappe accuratissime dell'emisfero nordico.

- Rifornimento di acqua: Un ingegnoso signore ha dimostrato che avrebbe
potuto essere usata come pompa per prendere l'acqua dal Nilo, mentre un
altro ha dimostrato che il rivestimento originale di calcare avrebbe potuto
condensare l'acqua dall'aria del deserto.

- Generatore di energia:  La parola stessa piramide deriva dal greco e la si
può tradurre come fuoco (pyr) nel mezzo. Un nome strano per una tomba di
pietra. Che specie di fuoco intendevano i greci? consideriamo anche il
rapporto matematico incorporato nella struttura, conosciuto come "phi",
anche chiamato nell'epoca rinascimentale "sezione aurea". Lo si trova in
natura e viene usato in architettura per costruire delle forme gradevoli.
Esso rappresenta il numero 1.618, che si ottiene dividendo una retta in un
punto, in modo tale che il rapporto di tutta la retta con il segmento più
lungo sia uguale al rapporto del segmento più lungo con il segmento più
corto. Secondo l'egittologo Schwaller de Lubicz, gli egizi consideravano
"phi" un simbolo di creatività, il fuoco della vita. Platone lo chiamò la
chiave della fisica del cosmo.

Il primo indizio sull' energia generata dalla Grande Piramide si ebbe negli
anni '30 quando un francese André Bovis, notò che i cadaveri di alcuni
animali trovati all'interno sembravano mummificati: cioè non erano
putrefatti e non puzzavano. Tornato in Francia fece degli esperimenti con
dei modelli in scala e raccolse delle prove che qualcosa avente a che fare
con la forma provocava la mummificazione di materia organica morta. Durante
gli anni '40, un rabdomante di nome Verne Cameron, scoprì un campo d'energia
intorno ad essa e fiotti di energia fuoriuscenti dai vertici; scoprì inoltre
che se collegava i vertici di alcune piramidi con filo o spago, in serie o
in parallelo come batterie, l'effetto era amplificato. Negli anni '50 il
cecoslovacco Karl Drbal scoprì che la stessa forma sortiva l'effetto di
affilare le lamette da rasoio e poteva anche ridurre o eliminare il mal di
capo. Gradualmente si notò che quale fosse l'energia che causava questi
fenomeni, essa sembrava concentrata o focalizzata in un punto a circa un
terzo della distanza tra la base e l'apice, nel centro della piramide,
all'incirca nella stessa posizione della Camera del Re nella piramide
originale.

Sicuramente gli egizi dovevano essere a conoscenza del fatto che la piramide
era un generatore di energia.

Uno dei fattori più significativi relativi alla Grande Piramide e ai modelli
da essa derivati è che gli effetti più intensi dell'energia si raggiungono
quando un lato è rivolto al nord magnetico, che lo mette in linea con il
campo magnetico della Terra.


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