Un’altra realtà di cui si prende coscienza quando la consapevolezza si espande, è la “comunione” con tutto l’universo. Si comprende come tutte le cose siano fatte della stessa energia di cui noi stessi siamo fatti e come il nostro essere, sia legato da fili invisibili, a tutto quello che ci circonda. Si sente proprio fisicamente questa unità, tanto che il vissuto che prima avevamo di noi stessi, quella libertà, quella individualità che ci faceva sentire autonomi “esseri liberi”, viene prepotentemente sostituita da un vissuto collettivo in cui si perde parte della specificità personale.

Siamo immersi in un “mondo” in cui ci si ritrova ad essere solo un piccolissimo ingranaggio di un progetto più grande, che “purtroppo” non abbiamo scritto noi e che, tantomeno, possiamo cambiare. L’unica cosa possibile è servire il progetto e colui che lo ha “pensato”. Servire colui che ci ha dato la vita. Qualcuno di voi penserà: non è che sia una gran conquista essere declassati da “imperatori” a “servi”! Capisco che possa essere una gran delusione per gli individui che hanno una grande considerazione di se, che tengono in gran conto il proprio IO. Ma non c’è da preoccuparsi, in quanto chi si trova in queste condizioni, non può per sua natura, sentire questa “appartenenza” e continuerà a camminare su questa terra, sentendosi imperatore di se stesso ed imputando alle sue scelte (ed in parte questo è vero) i successi che gli arrivano; o imputando alla sfortuna, al caso, o peggio ad un suo simile, le proprie disgrazie e le sofferenze.

Il Divino comunque ha le sue regole e l’universo, il nostro sistema solare, il sole, la terra, noi stessi, sottostà a queste regole, che lo voglia o no. Camminiamo su una strada stretta all’interno della quale il nostro libero arbitrio si può muovere “liberamente”, ma non può uscirne a meno di infrangere una barriera. Ogni barriera ai lati della strada è una delle regole dell’universo.

Tutte le religioni hanno sempre parlato di regole; “i dieci comandamenti” cattolici e la “metafora dell’inferno” sono l’esempio più lampante, a noi più usuale, di come il Divino ci avvisa delle sue regole. Naturalizzarsi con l’universo significa sentirsi parte di esso ed in comunione con il suo Creatore: questa è la più alta forma di APPARTENENZA. Tutte le altre, che l’uomo ha costruito durante la sua organizzazione sociale, seppur meritevoli di considerazione in quanto espressione dell’Amore Universale, non sono altro che metafore dell’appartenenza Divina che su quest’ultima fanno leva per esistere ed autoalimentarsi.

La comprensione di come le regole Divine agiscono nella nostra vita presuppone questa comunione: quando ci si sente parte di un tutto, si realizza che ogni sua parte è in relazione anche con noi stessi. Alla luce di tutto ciò, siccome non mi darei volontariamente una martellata su un dito, perchè sono consapevole del dolore che ne deriverebbe, mai penserei di fare del male ad un mio simile, ad un animale, ad una pianta, al mio pianeta, perché sarebbe come darsi quella stessa martellata. Ma ovviamente, senza la consapevolezza dell’appartenenza, queste sono solo parole sterili, incomprensibili.

Sarebbe tutto molto più semplice, se ad ogni pensiero o azione sbagliata, corrispondesse una “punizione/sofferenza” immediata o, viceversa, se ad ogni “giusta” azione ricevessimo il giusto premio. Ma come sappiamo i tempi di reazione dell’universo sono proporzionali alla sua profondità, al “suo tempo infinito”. Dio non vive la nostra tridimensionalità, dove la densità materiale è ai suoi massimi livelli, quindi la ristrutturazione della nostra realtà, dipenderà anche dalla “nostra distanza” da Lui.

Ma sui piani “superiori” tutto si predispone per riorganizzare la fisicità e adattarla al nuovo stato richiesto dall’individuo. Dico richiesto, perchè ogni azione, ogni pensiero, coerente con le sue regole o meno, da Dio non è visto in termini di premio o punizione. Assolutamente no. Lui è li che aspetta le nostre richieste e non giudica se siano giuste o sbagliate, ma ci offre sempre quello che gli chiediamo.

Se si commette un delitto, lui sa che gli stiamo chiedendo quel tipo di energia e non di meno ci materializzerà, coi giusti tempi di reazione del caso, la realtà adeguata alla nostra richiesta. Per contro se offriamo amore ad una delle sue creature, inclusi noi stessi, ci offrirà l’amore che ci serve per soddisfare quella richiesta. Free will!, Libero Arbitrio.
Ovviamente tanto più numerose saranno le richieste conformi alle regole tanto maggiormente potremo godere dei doni che Dio può offrire; doni sia materiali che spirituali: tutto ciò che ci serve e che richiediamo.

Naturalmente i tempi di reazione e di ristrutturazione della nostra realtà saranno tanto più veloci quanto più ci affineremo in questo tipo di “arte”, quanto più saremo capaci di avvicinarci a Lui. Il processo di “precipitazione” della Luce (Amore Divino) in materia densa ha anch’esso le sue regole dalle quali non si può prescindere e che permettono il passaggio di questa “energia” tra i vari piani sottili. Di queste, se sarà il caso, discuteremo in un prossimo articolo. Sperando che questa introduzione all’argomento sia stata minimamente utile vi invitiamo, se ritenete, a richiederci gli approfondimenti tramite il form di commento o scrivendo al nostro indirizzo di posta.

Un abbraccio di Luce a tutti voi