Cuba è stata eletta per rappresentare l’America Latina

Cuba è stata eletta per rappresentare l’America Latina

IL GRUPPO SULLE SITUAZIONI DELLA COMMISSIONE SUI DIRITTI UMANI

Washington è preoccupata da questa voce autonoma, mentre nella CDH piovono le denunce sulle aberranti torture ad Abu Ghraib e nella base nordamericana di Guantánamo.

Il Gruppo Latino – Americano e dei Caraibi, nella Commissione dei Diritti Umani (CDH) della ONU, ha riconosciuto all’unanimità l’immenso prestigio di Cuba dopo un decennio di lavoro dell’Isola in questa entità.

Juan Antonio Fernández ha reiterato l’importanza del Gruppo delle Situazioni, che precede di immediato la Commissione dei Diritti Umani.

La notizia ha fatto correre l’inchiostro dei mezzi di comunicazione controllati nei centri del potere e i commenti si sono succeduti protestando per la presenza cubana in questo Gruppo.

Perchè una reazione così forte? La ragione l’ha spiegata a Granma Internacional un giovane diplomatico cubano, le cui risposte fluide, agili e incisive come capo della delegazione nei Periodi 59º e 60º della CDH sono state molto apprezzate.

Si tratta di Juan Antonio Fernández, direttore dei Temi Multilaterali del MINREX.

G.I.: – Che cos’è il Gruppo delle Situazioni?-

J.A.F.: – Il Gruppo delle Situazioni è un elemento nel procedimento confidenziale della CHD, per conoscere le denunce di individui, gruppi o organizzazioni in relazione con presunte violazioni.

Precede la denuncia alla Commissione. Precede questo Gruppo quello delle Comunicazioni, dove Cuba è presente con l’esperto Miguel Alfonso Martín-

G.I. : – Quali sono le sue funzioni? –

J.A.F. : – Il Gruppo delle Situazioni viene a conoscenza delle raccomandazioni del primo Gruppo delle Comunicazioni, le analizza, le considera ed ha poi varie opzioni: lasciarle pendenti per cercare altre informazioni o rimetterle alla Commissione. Gli elementi da seguire per le analisi sono vari a loro volta.

Si deve dimostrare un quadro di violazioni gravi, di massa e continuate contro i diritti umani. Non sono denunce isolate che non formano una situazione che si possa considerare grave, massiva e sistematica.

Il Gruppo prende le sue decisioni e rimette le considerazioni per la CDH che, nel periodo ordinario che sta per cominciare, dal 14 marzo al 21 aprile, dedica due sessioni per seguire le raccomandazioni e decidere. Il Gruppo delle Situazioni ha molta importanza perchè è la porta d’ingresso alla CDH.-

G.I.: – Chi sono i membri che la formano? –

J.A.F.: – È formata da cinque paesi, uno per ogni gruppo regionale. Erano già stati eletti quattro paesi tra la fine del 2004 e il principio del 2005; il gruppo africano ha scelto lo Zimbabwe; l’Europa occidentale e altri stati l’Olanda; l’Europa orientale l’Ungheria; Asia e Oceania l’Arabia Saudita. Mancava solo l’elezione del gruppo latino – americano. La nostra candidatura era stata presentata un anno fa e si aspettava solo la decisione del Gruppo Latino Americano e dei Caraibi che aveva un po’ di ritardo non esente da manovre semi occulte della quali siamo poi venuti a conoscenza, da parte di alcune potenze estranee alla regione, che avevano interesse a non far eleggere Cuba.

Finalmente il Gruppo Latino – Americano ha deciso all’unanimità, due settimane fa e su proposta dell’Argentina, coordinatrice del gruppo. La candidatura di Cuba e stata approvata e si è completata l’elezione.-

G.I.: – L’elezione ha provocato diverse reazioni, Ce le commenta? –

J.A.F.: – Dopo l’elezione di Cuba abbiamo letto nella stampa controllata dai grandi centri di potere, con varie dichiarazioni di certe organizzazioni che si chiamano “non governative” ma che non sono così, anzi, sono una chiara facciata della CIA, e mi riferisco esattamente a RSF (Reporters senza Frontiere e Human Right Watch) includendo il portavoce del dipartimento nordamericano di stato, che hanno espresso critiche assurde e frasi insultanti sulla partecipazione di Cuba e dello Zimbabwe nella CDH.

Cuba parla con voce personale e credo che la cosa più importante nella nostra elezione sia il riconoscimento del ruolo e del prestigio dell’Isola nella Commissione come il fatto che parliamo con voce propria, con assoluta indipendenza e libertà e che la nostra presenza nella CDH per un decennio è stata il risultato di una posizione sempre verticale di difesa delle cause più giuste che questa Commissione considera e di condanna, questo sì, dell’immensa politicizzazione della doppia facciata e dell’ipocrisia che segna il lavoro della CDH.

Dagli anni ‘90 sino ad oggi la CDH ha mostrato una forte carenza di credibilità crescente, riconosciuta da tutti, credo.

Le migliaia di denunce per le torture a Guantánamo e ad Abu Ghraib.

Non sono fortuite tutte queste critiche e preoccupazioni. Nel passato, quando i grandi centri di potere, i paesi occidentali e gli USA potevano manipolare con maggior facilità tutti questi meccanismi, quando il Gruppo delle Situazioni si dedicava unicamente

a realizzare raccomandazioni su presunte violazioni dei diritti umani nei paesi del sud, sempre, come Cuba, condannati nella CDH, nessuno si preoccupava per niente, ma poi le cose sono cambiate e il Gruppo oggi si presenta con centinaia e anche migliaia di denunce su quello che accade e viene visto da tutta l’opinione pubblica mondiale!

Con le gravissime violazioni dei diritti umani che si commettono in quel che il Comandante ( Il Presidente Fidel Castro) ha definito un “centro internazionale di torture, nella base navale illegale di Guantánamo, in territorio cubano, le aberranti pratiche di tortura e i maltrattamenti nelle prigioni di Abu Ghraib, nell’Iraq occupato.

Sono giunte anche centinaia di denunce per la difesa dei nostri Cinque Eroi da ogni parte del mondo, perchè è una causa che interessa molto numerosi settori e i gruppi di solidarietà mondiale con Cuba.

Il Gruppo ha denunciato numerose violazioni dei diritti umani nei paesi industrializzati, associate al razzismo, all’odio xenofobo crescente nel mondo sviluppato, alla politica contro l’immigrazione che lacera i diritti umani e la discriminazione contro le minoranze e i popoli indigeni.

Adesso sono preoccupati.

Sono preoccupati per la presenza di Cuba in questo Gruppo delle Situazioni, perchè chi deve stare sul banco degli accusati sono loro e poi vedremo il risultato finale delle denunce, chi è a favore e chi contro. –

IL PRESTIGIO DI CUBA NELLA CDH

G.I.: – Cuba è prestigiosa nella CDH. Che cosa si dice a proposito? –

J.A.F.: – Che non è un paese condannato, ma che abbiamo un enorme prestigio, non come gli USA che sono stati espulsi dalla Commissione e poi hanno avuto lo scanno in regalo per non venire sottoposti a votazione… noi siamo sempre stati eletti.-

G.I.: – Come si presenta questo 61º periodo di sessioni della CDH? –

J.A.F.: – Si tratta di un periodo molto complesso. La CDH sta vivendo una grave crisi di identità e credibilità per l’ipocrisia e la doppia facciata con la quale ha attuato. Cuba lo ha denunciato negli ultimi 15 anni e sembra che questo sia giunto a orecchie ben ricettive.

Nella relazione inviata al Segretario Generale della ONU dal Gruppo di Alto Livello sulle minacce, le sfide e i cambiamenti, si dice a proposito della CDH: “Negli ultimi anni una minor credibilità e una minore professionalità si sono fatte notare, sottolineando la mancanza di capacità della CDH nel disimpegnare le sue funzioni…”

La Commissione non può essere credibile se si considera che applica diverse misure trattando questioni di diritti umani! Se mancassero prove sulla caduta della CDH eccone una.

LA PROVA DEL FUOCO PER LA CDH

Questo periodo sarà la prova del fuoco per la CDH e si vedrà come si può avanzare nella rettificazione smettendola con le condanne selettive. Nello scorso periodo per esempio, non si riuscì nemmeno a riunirsi per dibattere sull’aggressione in Iraq!

Il progetto di Cuba sulla situazione dei prigionieri di Guantánamo resta pendente e lì le torture sono sistematiche…-

G.I.: – Ci può anticipare come parteciperà Cuba? –

J.A.F.: – Siamo pronti ad affrontare di nuovo le manovre contro la nostra Isola e siamo pronti a difendere la verità. Presenteremo distinti progetti sul diritto all’alimentazione, contro il debito estero, di condanna per l’uso dei mercenari, per il diritto alla pace e la denuncia permanente sulla situazione dei Cinque Eroi detenuti negli Stati Uniti.

(Di Mireya Castañeda)

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